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Diritto Civile

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Risarcimento danni aggressione: come ottenerlo
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il risarcimento danni aggressione a un cittadino colpito da una testata che gli ha causato la frattura delle ossa nasali. La sentenza conferma la responsabilità civile del convenuto ex art. 2043 c.c., respingendo le tesi della legittima difesa e della prescrizione, grazie alle testimonianze raccolte e ai referti medici.
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Prescrizione bollette energia: ridotti i costi eccessivi
Il Tribunale di Roma ha accolto parzialmente l'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante la prescrizione bollette energia. Sebbene per le società si applichi il termine quinquennale, il giudice ha disposto la revoca dell'ingiunzione e la ricalcolazione del debito. Grazie a una perizia tecnica, è stato individuato un doppio addebito per lo stesso periodo di consumo, portando allo storno di circa 18.000 euro.
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Ricorso ex art 700 cpc: inammissibile per crediti
Il Tribunale di Roma ha respinto un ricorso ex art 700 cpc finalizzato al recupero di crediti professionali. La decisione sottolinea che il ricorso d'urgenza ha natura residuale e non può sostituire strumenti tipici come il decreto ingiuntivo, specie se manca la prova di un pregiudizio imminente e irreparabile.
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Arricchimento senza causa: restituzioni tra ex
Il Tribunale di Milano ha affrontato il caso di un uomo che, terminata la convivenza, ha richiesto la restituzione di ingenti somme versate all'ex compagna per il pagamento di un mutuo e l'acquisto di un nuovo immobile. La corte ha distinto tra i contributi versati per la vita familiare, considerati obbligazioni naturali non rimborsabili, e i pagamenti effettuati per un immobile in costruzione intestato solo alla donna. Per questi ultimi, è stato riconosciuto l'arricchimento senza causa, condannando l'ex partner alla restituzione della somma.
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Clausola risolutiva espressa: abusi e locazione
Il Tribunale ha dichiarato la risoluzione di diritto di un contratto di locazione commerciale per via dell'attivazione della clausola risolutiva espressa. Il conduttore aveva realizzato significativi abusi edilizi, tra cui campi da padel e strutture in cemento armato, in assenza di autorizzazione scritta. La sentenza ha disposto il rilascio immediato del bene e la condanna al risarcimento dei danni per la rimessione in pristino e l'occupazione senza titolo.
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Risoluzione contrattuale per inadempimento: il caso
Il Tribunale ha dichiarato la risoluzione contrattuale per inadempimento di una ditta appaltatrice che ha interrotto i lavori di restauro edilizio. Nonostante la difesa basata sulla crisi di liquidità per il blocco dei crediti fiscali, il giudice ha ritenuto il comportamento dell'impresa un grave inadempimento, ordinando la restituzione dell'acconto e revocando la cessione dei crediti d'imposta.
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Responsabilità professionale medica: il caso del parto
La sentenza tratta della responsabilità professionale medica di una struttura sanitaria per i gravissimi danni neurologici subiti da un neonato. I sanitari non hanno eseguito un cesareo d'urgenza nonostante un tracciato cardiotocografico allarmante, né informato correttamente la madre sui rischi. Il Tribunale ha accertato il nesso causale e condannato la struttura al risarcimento.
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Responsabilità medica per endoftalmite: il risarcimento
La sentenza analizza la responsabilità medica per endoftalmite insorta dopo un intervento oculistico. Il Tribunale ha condannato la struttura sanitaria per la negligente gestione della fase post-operatoria, caratterizzata da un ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell'infezione, che ha causato alla paziente la perdita definitiva del visus in un occhio.
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Contratto di appalto: vizi e risarcimento danni
Il Tribunale di Roma ha affrontato un caso di vizi in un contratto di appalto riguardante la ristrutturazione di due bagni. La sentenza chiarisce la distinzione tra appalto e contratto d'opera, stabilendo che il termine di decadenza per la denuncia dei vizi occulti decorre dalla piena conoscenza tecnica degli stessi. Il committente ha ottenuto il risarcimento per i costi di ripristino e le spese legali, sebbene la domanda di risoluzione sia stata dichiarata inammissibile perché tardiva.
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Notificazione PEC invalida: guida alla validità
La Corte di Cassazione affronta il caso di una notificazione PEC invalida perché indirizzata a un indirizzo email non presente nel registro ReGindE. I giudici chiariscono che tale errore non rende l'atto inesistente, ma solo nullo, consentendo la sanatoria se viene raggiunto lo scopo legale della comunicazione.
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Compensazione contributi PAC e quote latte
Il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di una società agricola volta a ottenere il pagamento di contributi PAC trattenuti dall'organismo pagatore. Il tribunale ha stabilito che la compensazione contributi PAC con i debiti per quote latte è legittima in quanto configurabile come compensazione impropria, non soggetta ai limiti di impignorabilità previsti dal codice civile.
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Compensi professionali avvocato: guida al calcolo
Il Tribunale di Milano ha deciso su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo riguardante i compensi professionali avvocato. Alcune società contestavano l'importo richiesto dal legale e lamentavano violazioni deontologiche. Il giudice ha chiarito che, in assenza di pattuizione scritta, si applicano i parametri ministeriali e che le violazioni disciplinari non incidono sul diritto al compenso se l'attività è stata regolarmente svolta.
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Recesso franchising: la durata minima di tre anni
Il Tribunale si è pronunciato sulla legittimità di un recesso franchising operato dall'affiliante in un contratto 'light'. La società affiliata contestava l'illegittimità del recesso per violazione della durata minima triennale. Il giudice ha rigettato la domanda, accertando che il rapporto era durato complessivamente oltre tre anni, rispettando così i canoni di buona fede e le tutele previste per l'ammortamento degli investimenti.
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Compenso professionale: determinazione del giudice
Il caso analizza la richiesta di un consulente per il pagamento di un ingente compenso professionale relativo ad attività di sviluppo aziendale. Nonostante la mancanza di un contratto scritto che provasse la percentuale provvigionale richiesta, il Tribunale ha riconosciuto il diritto al corrispettivo per l'attività effettivamente svolta, quantificandolo su base giornaliera secondo principi di equità.
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Inadempimento professionale commercialista e prove
Il Tribunale di Milano ha revocato un decreto ingiuntivo per onorari non pagati a causa dell'inadempimento professionale commercialista. Il professionista non ha fornito prova dell'attività svolta, mentre la richiesta di rateizzazione del cliente non è stata considerata un riconoscimento di debito vincolante.
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Caduta centro termale: quando il danno non è risarcito
Una cliente ha richiesto il risarcimento per una caduta centro termale avvenuta su una scala bagnata all'uscita di una vasca. Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda, stabilendo che la presenza di acqua in un ambiente termale è un fattore fisiologico e prevedibile. La responsabilità del gestore è stata esclusa poiché la condotta della danneggiata, che non ha usato la dovuta cautela nonostante la visibilità dei luoghi, ha integrato il caso fortuito.
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Prescrizione interessi di mora: guida alla sentenza
Il Tribunale di Milano ha rigettato l'opposizione a un decreto ingiuntivo inerente al pagamento di interessi per ritardati pagamenti in forniture mediche. La sentenza stabilisce che la prescrizione interessi di mora segue il termine decennale quando interrotta da diffide formali e documentate. Il giudice ha confermato la legittimità della pretesa creditoria, rigettando le eccezioni di indeterminatezza e difetto di legittimazione sollevate dalla parte debitrice.
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Ricorso ex art 700 cpc: quando è inammissibile
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso ex art 700 cpc presentato per ottenere la consegna di documenti e credenziali. La decisione si fonda sulla mancanza del nesso di strumentalità tra la misura cautelare richiesta e la futura azione di merito, non chiaramente indicata dalla parte ricorrente.
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Responsabilità amministratore condominio: analisi caso
Il Tribunale di Milano ha affrontato un caso di responsabilità amministratore condominio riguardante la firma di un contratto energetico pluriennale senza preventiva delibera assembleare. Sebbene sia stato accertato l'inadempimento contrattuale dell'amministratore, la richiesta di risarcimento del danno è stata rigettata poiché il condominio non ha fornito la prova rigorosa del pregiudizio economico subito, specialmente a fronte di una transazione novativa sottoscritta con il fornitore.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita inefficace
Il Tribunale di Milano ha accolto l'azione revocatoria ordinaria promossa da un Curatore per dichiarare inefficace la vendita di immobili di pregio effettuata da una società prima del fallimento. L'operazione, avvenuta a favore della coniuge dell'amministratore senza l'effettivo versamento del prezzo, è stata ritenuta un atto volto a sottrarre garanzie ai creditori in presenza di ingenti debiti pregressi.
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