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Legge n. 103 del 2017 — Anno 2026

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123 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Ricorso in Cassazione: l’obbligo dell’avvocato
Una persona condannata ha presentato personalmente un ricorso contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile perché, a seguito della Legge 103/2017, ogni ricorso in Cassazione deve essere firmato da un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso cassazione personale proposto da un condannato. La decisione si basa sulla legge 103/2017, che richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità dell'atto.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, con conseguente condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Riforma dell’assoluzione: quando non serve la prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che un giudice d'appello può riformare una sentenza di assoluzione, condannando l'imputato al solo risarcimento dei danni civili, senza dover rinnovare l'assunzione delle prove testimoniali. Ciò è possibile quando la decisione non si basa su una diversa valutazione dell'attendibilità dei testimoni, ma su una differente interpretazione giuridica dei fatti così come già accertati in primo grado. Nel caso di specie, la Corte d'Appello ha ritenuto che le frasi minacciose, la cui esistenza non era in discussione, integrassero un illecito, diversamente da quanto valutato dal Tribunale, procedendo quindi a una riqualificazione giuridica che non ha richiesto una nuova istruttoria. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, confermando la condanna al risarcimento.
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Ricorso Cassazione inammissibile: motivi e costi
La Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile presentato da due imputati contro una condanna per minaccia, porto d'armi e violenza a pubblico ufficiale. I motivi, volti a una nuova valutazione dei fatti e della prova, non sono ammessi in sede di legittimità. Confermata la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Prescrizione reato permanente: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva di immobile, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che, in caso di reato permanente, se l'accusa contesta un periodo di tempo definito con una "formula chiusa", il termine di prescrizione decorre dalla data finale indicata. Qualsiasi prosecuzione della condotta illecita oltre tale data non rileva ai fini del calcolo, ma potrebbe essere oggetto di una nuova e separata contestazione.
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Pena illegale: Cassazione su pene sostitutive e reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che applicava una pena sostitutiva (lavori di pubblica utilità) solo all'aumento di pena per un reato in continuazione, e non all'intera sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, tale applicazione 'frazionata' è vietata, configurando una pena illegale, soprattutto quando la pena base era già in esecuzione con una misura alternativa incompatibile (affidamento in prova).
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Prescrizione reato: Orlando vs. Covid, decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini prevista dalla Riforma Orlando non poteva operare, poiché il termine di prescrizione del reato era già scaduto prima che la sospensione potesse avere inizio. Inoltre, ha ritenuto inapplicabile la sospensione straordinaria legata all'emergenza Covid, in quanto nel periodo rilevante non vi erano udienze fissate o termini processuali in corso per quel procedimento.
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Motivazione Apparente: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per esercizio di giochi d'azzardo a causa della motivazione apparente fornita dalla Corte d'Appello. Quest'ultima si era limitata a un generico rinvio alla sentenza di primo grado, senza analizzare le specifiche critiche sollevate dalla difesa. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare nel merito le doglianze dell'imputato, altrimenti la motivazione risulta nulla e la sentenza va annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso patteggiamento inammissibile, poiché proposto per motivi non consentiti dalla legge. L'imputato, dopo aver concordato la pena, ha tentato di contestare la propria responsabilità, una motivazione che esula dai casi previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti rende inammissibili tali doglianze, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale. La decisione si fonda sulla violazione dell'obbligo di patrocinio legale per i ricorsi in Cassazione, ribadendo che la mancanza della firma di un avvocato cassazionista rende l'atto nullo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un provvedimento del Giudice dell'Esecuzione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato cassazionista, confermando che la difesa tecnica specializzata è un requisito imprescindibile in questo grado di giudizio.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
Due imputati ricorrono in Cassazione contro una sentenza di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.), lamentando l'entità della pena concordata. La Corte dichiara i ricorsi inammissibili, poiché le doglianze sulla misura della pena non rientrano tra i motivi consentiti per impugnare tale tipo di sentenza, che si basa su un accordo tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena è consentita solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p. Le doglianze relative alla motivazione o al trattamento sanzionatorio non rientrano tra questi, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Difensore non abilitato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza del Giudice di Pace, poiché proposto da un difensore non abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. L'ordinanza chiarisce che il principio di conservazione dell'atto non può sanare un vizio così fondamentale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’obbligo di difesa
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che, a seguito della riforma del 2017, impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. L'inammissibilità del ricorso cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso personale in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso personale in Cassazione presentato da un individuo contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la necessaria assistenza di un difensore. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un cittadino. La decisione si fonda sulla violazione dell'articolo 613 del codice di procedura penale, che riserva la presentazione di tali atti ai soli avvocati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: i limiti del diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero condannato per violazione della legge sull'immigrazione. I motivi del ricorso, tra cui la mancata notifica della facoltà di messa alla prova e l'eccezione sulla prescrizione del reato, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha chiarito che le nuove normative procedurali non si applicano retroattivamente e ha confermato l'applicazione della sospensione della prescrizione prevista dalla Riforma Orlando.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un soggetto contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che, a seguito della riforma del 2017, impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto da un difensore abilitato. Questo caso di ricorso per cassazione personale sottolinea l'importanza del rispetto delle forme procedurali, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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