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Legge 98/2011 — Sezione Lavoro Civile

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284 provvedimenti

Altri anni per Legge 98/2011

Contributi Gestione Separata e buona fede del professionista
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista che aveva omesso il versamento dei contributi alla Gestione Separata per redditi percepiti durante il praticantato. A causa di un'incertezza giurisprudenziale sull'obbligo di iscrizione, la Corte d'Appello aveva riconosciuto la sua buona fede, applicando sanzioni ridotte. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale contro questa decisione, confermando di fatto la valutazione dei giudici di merito sulla buona fede della contribuente.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ingegnere, già lavoratore dipendente, a cui era stato contestato il mancato versamento di contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per l'attività libero-professionale svolta. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, ma ha annullato la richiesta di pagamento delle sanzioni per l'anno 2009. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha protetto il legittimo affidamento dei professionisti in un periodo di incertezza normativa, escludendo le sanzioni Gestione Separata per le omissioni antecedenti alla legge di interpretazione del 2011.
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Prescrizione contributi INPS: il dies a quo slitta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28817/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione contributi INPS. Un decreto ministeriale che posticipa la scadenza per il versamento dei contributi sposta anche il termine iniziale (dies a quo) della prescrizione. La Corte ha chiarito che tale rinvio si applica oggettivamente a tutti i professionisti la cui attività rientra negli studi di settore, anche se individualmente hanno optato per regimi fiscali alternativi come quello dei minimi. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ritenuta tardiva in appello, è stata considerata tempestiva, annullando la sentenza precedente.
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Gestione Separata: no sanzioni per professionisti
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di un professionista, già dipendente pubblico, di iscriversi alla Gestione Separata per la sua attività libero-professionale. Tuttavia, ha annullato le relative sanzioni per il periodo antecedente l'entrata in vigore della legge, in applicazione di un principio sancito dalla Corte Costituzionale. La Corte ha inoltre ribadito che la mera omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione.
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Contributi avvocato INPS: le sanzioni sono annullate
Un'avvocatessa si oppone a un avviso di addebito INPS per contributi alla Gestione Separata. La Cassazione conferma l'obbligo di versare i contributi avvocato INPS ma annulla le sanzioni, applicando una sentenza della Corte Costituzionale.
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Incentivo economico: spetta a tutti gli uffici?
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema dell'incentivo economico per il personale degli uffici giudiziari. Il caso nasce dal ricorso di un ministero contro la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto il bonus a dipendenti di un ufficio non addetto alla riscossione del contributo unificato. Data la complessità della questione interpretativa e l'assenza di precedenti, la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di particolare importanza.
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Collaborazione coordinata: quando scatta l’obbligo?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i confini della collaborazione coordinata e continuativa. Anche un'attività intellettuale svolta per uno studio professionale può rientrare in questa categoria, con conseguente obbligo di versamento dei contributi previdenziali, se la prestazione è personale, continuativa, senza un'organizzazione di mezzi propria e con un vincolo di esclusività per il committente. La Corte ha rigettato il ricorso di uno studio, confermando che la valutazione della natura del rapporto si basa sulle concrete modalità di svolgimento e non sulla qualifica formale del prestatore.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dal rinvio
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Mentre i tribunali di merito gli avevano dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato chiarito che la proroga governativa dei termini di versamento, che sposta l'inizio del calcolo della prescrizione contributi, si applica a tutti i professionisti operanti in settori con studi di settore, anche se personalmente aderiscono a un regime fiscale diverso come quello dei minimi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione decide
Una professionista si oppone a una richiesta di contributi e sanzioni da parte dell'ente previdenziale per l'iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo, ha annullato le sanzioni gestione separata per l'anno 2009. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che tutela il legittimo affidamento del professionista riguardo all'incertezza normativa del passato.
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Iscrizione gestione separata: quando è obbligatoria?
La Cassazione conferma che per l'obbligo di iscrizione gestione separata è cruciale l'esercizio abituale dell'attività. Un reddito sotto i 5.000 euro e la mancanza di prove sulla continuità escludono l'obbligo per una professionista, anche se iscritta all'albo.
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Decadenza prestazioni previdenziali: i termini stretti
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore contro l'INPS per il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia. La decisione si fonda sulla tardività dell'azione giudiziaria, evidenziando la perentorietà del termine di un anno per la decadenza prestazioni previdenziali, che decorre una volta esaurita la fase amministrativa.
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Prescrizione contributi: il termine decorre da scadenza
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito riguardante la prescrizione contributi previdenziali. Ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia a decorrere dalla data di scadenza legale per il pagamento, comprese eventuali proroghe ufficiali. Di conseguenza, un avviso di pagamento inviato poco prima della fine del quinquennio, calcolato dalla data di scadenza prorogata, è stato ritenuto tempestivo e idoneo a interrompere la prescrizione, ribaltando la precedente dichiarazione di estinzione del debito.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30481/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'iscrizione alla Gestione Separata INPS. Una professionista iscritta a un albo si era opposta a una richiesta di contributi, sostenendo che il suo reddito annuo inferiore a 5.000 euro la esonerasse dall'obbligo. I giudici di merito le avevano dato ragione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per i professionisti iscritti a un albo, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata deriva dall'esercizio abituale della professione, a prescindere dal reddito prodotto. La soglia dei 5.000 euro rileva per il lavoro autonomo occasionale, non per l'attività professionale abituale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Assegno ad personam: quali voci include? La Cassazione
Un dipendente pubblico, trasferito da una società partecipata a un Ministero, si è visto riconoscere il diritto a includere nel proprio assegno ad personam anche le indennità di funzione, rischio e produzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21126/2024, ha respinto il ricorso del Ministero, stabilendo che, ai fini della tutela della retribuzione, conta la natura fissa e continuativa dell'emolumento, non la sua classificazione formale nel contratto collettivo. Il principio di non riducibilità della retribuzione prevale, garantendo al lavoratore la conservazione del trattamento economico goduto prima del trasferimento.
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Assegno ad personam: la retribuzione va garantita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20958/2024, ha stabilito che l'assegno ad personam spettante a un dipendente pubblico trasferito deve includere tutte le componenti retributive fisse e continuative, anche se contrattualmente definite come "variabili". Il caso riguardava una dipendente passata da una società a partecipazione pubblica a un Ministero, la quale si era vista decurtare l'assegno di alcune indennità. La Corte ha chiarito che la natura di un emolumento non dipende dalla sua classificazione formale, ma dalla sua effettiva modalità di erogazione. Se una voce è corrisposta stabilmente, non legata al raggiungimento di specifici obiettivi, deve essere considerata parte del trattamento economico da salvaguardare per evitare una riduzione dello stipendio.
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Assegno ad personam: cosa include dopo il trasferimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20955/2024, ha chiarito la composizione dell'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti da una società statale a un Ministero. La Corte ha stabilito che le indennità di funzione, di rischio e il premio di produzione, se corrisposti con continuità, devono essere inclusi nell'assegno per garantire la parità di trattamento economico. Ha invece escluso il controvalore della polizza sanitaria, poiché la sua funzione è sostituita dal sistema assistenziale dell'ente di destinazione. La decisione si fonda sul principio della continuità sostanziale della retribuzione, prevalendo sulla classificazione formale delle singole voci.
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Blocco contratti PA: valido per dipendenti privati?
Un gruppo di dipendenti comunali, il cui rapporto di lavoro è regolato da un contratto collettivo di diritto privato (CCNL Edili), ha richiesto il riconoscimento di aumenti retributivi. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, applicando il blocco contratti PA in vigore per il pubblico impiego, sostenendo la prevalenza della natura pubblica del datore di lavoro. I lavoratori hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare importanza e non ancora risolta in giurisprudenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui rinvia il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza quindi pronunciarsi sul merito della controversia.
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Blocco stipendi PA: si applica a contratti privati?
Un lavoratore, dipendente di un Comune ma con contratto del settore privato edile, ha richiesto gli aumenti retributivi negati a causa del blocco stipendi PA. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta, privilegiando la natura pubblica del datore di lavoro. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione inedita e di particolare importanza, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per definire l'applicabilità del blocco a questi rapporti di lavoro ibridi.
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Gestione separata INPS: obbligo anche sotto i 5.000€
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16935/2024, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un professionista iscritto a un albo non dipende dal superamento della soglia di reddito di 5.000 euro. Il criterio determinante è l'esercizio abituale della professione. Un reddito basso può essere un indizio, ma non esclude di per sé l'obbligatorietà dell'iscrizione, che va valutata in base alla scelta professionale e non al risultato economico annuale.
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Gestione separata INPS: prescrizione e sanzioni annullate
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16933/2024, interviene sulla questione dell'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per gli avvocati. Pur confermando l'obbligo di iscrizione, la Corte accoglie il ricorso della professionista su due punti cruciali: la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine per il pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, e le sanzioni per l'omessa iscrizione antecedente al 2011 sono illegittime, in linea con una precedente pronuncia della Corte Costituzionale.
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