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Legge 98/2011 — Sezione Lavoro Civile

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284 provvedimenti

Altri anni per Legge 98/2011

Omissione contributiva: non sempre è evasione
Un professionista ometteva di iscriversi alla Gestione Separata e di versare i relativi contributi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4730/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale che chiedeva l'applicazione delle più gravi sanzioni per evasione. La Corte ha chiarito che l'omissione contributiva non si traduce automaticamente in evasione, in quanto è possibile per il contribuente dimostrare l'assenza di un intento fraudolento. La decisione è stata influenzata anche da una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che ha modificato il quadro sanzionatorio.
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Omessa compilazione quadro RR: no dolo automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente la sospensione della prescrizione per i contributi previdenziali. Secondo i giudici, non è sufficiente la mera omissione per configurare un occultamento doloso del debito, essendo invece necessaria la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione all'ente creditore. La sentenza rigetta il ricorso dell'INPS, confermando un orientamento consolidato.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la decadenza ricalcolo pensione non annulla il diritto del pensionato a ottenere un importo corretto, ma si limita a bloccare il recupero degli arretrati più vecchi di tre anni. La Corte ha respinto il ricorso di un ente previdenziale, sostenendo che il diritto alla pensione è fondamentale e irrinunciabile, e una sua corretta determinazione prevale sui termini di decadenza, che possono incidere solo sugli aspetti patrimoniali pregressi.
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Assegno ad personam: bonus inclusi dopo il trasferimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5432/2025, ha stabilito che l'assegno ad personam per un dipendente pubblico trasferito deve includere anche le voci retributive, come premi di produzione e indennità di rischio, che, pur essendo formalmente 'variabili', hanno in sostanza un carattere fisso e continuativo. Il caso riguardava un dipendente trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero, affermando che la natura sostanziale dell'emolumento prevale sulla sua classificazione formale, garantendo così il principio di irriducibilità della retribuzione.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non i regolamenti interni degli enti, può imporre prelievi patrimoniali. Inoltre, ha confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Incarico dirigenziale illegittimo: revoca e limiti
Un funzionario, idoneo in una graduatoria scaduta, ottiene un incarico dirigenziale illegittimo basato su una norma poi dichiarata incostituzionale. La Cassazione conferma la legittimità della revoca dell'incarico, in quanto nullo fin dall'origine, e nega il diritto allo scorrimento della graduatoria per via di un precedente giudicato amministrativo.
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Decadenza ricorso braccianti agricoli: termini impugnazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore agricolo, confermando la decadenza del suo diritto a impugnare la cancellazione dagli elenchi professionali. La sentenza chiarisce che il termine per il ricorso decorre dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento, comunicata dall'Istituto Previdenziale insieme alla richiesta di restituzione delle prestazioni, e non dalla successiva pubblicazione online. La tardività del ricorso amministrativo ha comportato la decadenza anche dall'azione giudiziaria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla decadenza ricorso braccianti agricoli.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo per ingegneri
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla gestione separata per un ingegnere, già iscritto alla gestione coltivatori diretti. La Corte ha stabilito che l'iscrizione è dovuta per l'attività libero professionale. Inoltre, ha cassato la decisione di merito sulla prescrizione dei contributi, affermando che il giudice deve applicare d'ufficio le norme sulla sospensione dei termini introdotte a seguito di eventi sismici, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi: il dies a quo è decisivo
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello sulla prescrizione contributi di un professionista. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non era maturato, poiché un D.P.C.M. aveva differito la scadenza di pagamento. Un atto interruttivo notificato prima di tale scadenza differita ha impedito l'inizio del decorso della prescrizione, rendendo irrilevante la questione del doloso occultamento del debito.
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Gestione separata avvocati: prescrizione e reddito
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un avvocato per contributi non versati alla Gestione separata per il 2011. Le corti di merito hanno respinto la richiesta, sia perché prescritta, sia perché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione: la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce 'doloso occultamento' del debito e, pertanto, non sospende i termini di prescrizione. Questa pronuncia è fondamentale per la categoria della Gestione separata avvocati.
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Massimale pensionabile: la Cassazione e la Quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera, noto come massimale pensionabile, si applica anche al calcolo della cosiddetta "Quota B" delle pensioni per i lavoratori dello spettacolo. Accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale, la Corte ha annullato la precedente decisione della Corte d'Appello, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema. La Corte ha rigettato sia l'eccezione di giudicato interno che il ricorso incidentale della pensionata.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Decadenza TFR: il termine parte dal pagamento parziale
Un lavoratore ha richiesto il suo TFR al Fondo di Garanzia dell'INPS, ricevendo solo un pagamento parziale. L'INPS ha eccepito la decadenza dell'azione giudiziaria per il saldo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza TFR in caso di pagamento parziale decorre dalla data di tale pagamento e non dalla domanda amministrativa. Il ricorso dell'Istituto è stato quindi respinto, confermando che l'azione del lavoratore era tempestiva.
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Gestione Separata: Cassazione sulla Cassa Forense
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione retroattiva di un avvocato alla propria Cassa di previdenza professionale esclude l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell'ente previdenziale nazionale. Tale principio vale anche se il professionista non ha materialmente versato i contributi soggettivi minimi dovuti alla cassa di categoria. La Corte ha chiarito che la Gestione Separata ha una funzione sussidiaria e interviene solo in assenza di una copertura previdenziale obbligatoria. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per riesaminare la legittimità dell'iscrizione d'ufficio alla luce di questo principio.
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Gestione Separata avvocati: quando è obbligatoria?
Un'avvocata con reddito inferiore alla soglia della Cassa Forense è stata chiamata dall'INPS a versare i contributi alla Gestione Separata per il 2009. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di versamento, chiarendo che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine di pagamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili, applicando una sentenza della Corte Costituzionale e stabilendo un principio chiave per la Gestione Separata avvocati.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta il termine
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16055/2025, affronta il tema della prescrizione contributi INPS per un professionista iscritto alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza del versamento prorogata tramite Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Ha inoltre ribadito che la sola omissione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non integra automaticamente il doloso occultamento del debito.
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Prescrizione contributi gestione separata: la data
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19858/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione dei contributi della gestione separata. Il caso riguardava un professionista a cui l'ente previdenziale chiedeva i contributi per il 2012. La questione era determinare il corretto 'dies a quo' (giorno di inizio) della prescrizione quinquennale, data l'esistenza di una prima scadenza prorogata e di una seconda, facoltativa, con maggiorazione. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla prima scadenza di pagamento utile, anche se prorogata. La possibilità di pagare successivamente con una maggiorazione è una mera agevolazione e non sposta in avanti l'inizio della prescrizione. Di conseguenza, l'atto di riscossione dell'ente, notificato oltre cinque anni dalla prima scadenza, è stato ritenuto tardivo e il credito prescritto.
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Gestione Separata ingegneri: quando è obbligatoria?
Un ingegnere, già iscritto a un fondo pensione come lavoratore dipendente, contestava l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Cassazione ha stabilito che l'iscrizione è obbligatoria, in quanto il sistema previdenziale si basa su un principio di complementarità e non di alternatività. Ha inoltre corretto la decorrenza della prescrizione, annullando la decisione di merito.
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Gestione separata avvocati: quando si pagano le sanzioni?
Una professionista legale ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi, stabilendo che il solo pagamento del contributo integrativo alla cassa di categoria non è sufficiente a esonerare il professionista. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni civili, applicando una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la loro imposizione per i periodi anteriori alla legge di interpretazione autentica del 2011, a causa della pregressa incertezza normativa. Respinta, invece, l'eccezione di prescrizione del credito.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un professionista, anche lavoratore dipendente, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo, specificando che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa professionale non è sufficiente a esonerare. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo alla prescrizione dei contributi per alcune annualità, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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