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Legge 98/2011 — Sezione Lavoro Civile

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284 provvedimenti

Altri anni per Legge 98/2011

Decadenza lavoratori agricoli: guida alla notifica
La Corte di Cassazione conferma la decadenza lavoratori agricoli in un caso di cancellazione dagli elenchi nominativi per gli anni 2004-2007. I giudici chiariscono che la notifica telematica tramite sito INPS, introdotta nel 2011, è valida anche per periodi di lavoro antecedenti, determinando il termine per impugnare il provvedimento.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un ingegnere ha contestato la sua iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il versamento del solo contributo integrativo alla sua cassa professionale fosse sufficiente a esonerarlo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione alla Gestione Separata è obbligatoria per i professionisti che non versano il contributo soggettivo, poiché il contributo integrativo ha natura solidaristica e non crea una posizione previdenziale individuale.
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Decadenza previdenziale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando la decisione della Corte d'Appello a favore di una lavoratrice agricola. Il caso verteva sulla decadenza previdenziale per l'impugnazione di un provvedimento di disconoscimento di giornate lavorative. La Suprema Corte ha ribadito che, nel periodo tra il 21 dicembre 2008 e il 5 luglio 2011, la norma che prevedeva tale termine di decadenza era stata abrogata, rendendo tempestiva e legittima l'azione della lavoratrice, il cui provvedimento era stato emesso proprio in quel lasso di tempo.
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Assegno ad personam: cosa entra nel calcolo? Analisi
Un dipendente, trasferito da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha richiesto il mantenimento del trattamento economico precedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma speciale applicabile tutela l'irriducibilità della retribuzione tramite un assegno ad personam che include solo le voci fisse e continuative. La Corte ha escluso il riconoscimento automatico dell'anzianità pregressa ai fini della progressione di carriera e di alcuni emolumenti variabili, come i premi assicurativi, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Assegno ad personam: quali voci nel calcolo?
Un gruppo di dipendenti, trasferiti da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha contestato il calcolo del proprio assegno ad personam, chiedendo l'inclusione di varie voci retributive. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che, in base alla normativa speciale applicabile, solo le componenti fisse e continuative della retribuzione concorrono a formare l'assegno, escludendo premi di produttività, contributi previdenziali e fringe benefit.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che esonerava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata, dato un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il basso reddito non è di per sé sufficiente a qualificare un'attività come occasionale. Il criterio determinante è l'abitualità dell'esercizio professionale, che va valutata considerando anche altri elementi, come l'iscrizione all'albo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Occultamento doloso debito e quadro RR: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale non viene sospeso se l'ente non fornisce prove concrete dell'intento fraudolento del contribuente. Il debito è stato quindi dichiarato prescritto.
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Iscrizione gestione separata: reddito e abitualità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'obbligo di iscrizione gestione separata per i professionisti iscritti ad un albo. Il caso riguardava un avvocato con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che un reddito basso non è di per sé sufficiente a escludere l'obbligo contributivo. L'elemento decisivo è l'abitualità dell'esercizio professionale, che l'INPS deve dimostrare. La Corte ha cassato la decisione precedente che si era basata unicamente sulla soglia di reddito, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Progressione professionale: diritto senza approvazione?
Una dipendente pubblica ha richiesto il riconoscimento di una progressione professionale basata su una procedura selettiva. L'ente datore di lavoro si opponeva, sostenendo che la mancata approvazione formale della graduatoria finale impedisse il sorgere del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla progressione professionale sorge con il superamento della selezione e l'utile collocazione in graduatoria, a prescindere dalla successiva approvazione formale da parte dell'organo amministrativo. Di conseguenza, ha respinto sia il ricorso dell'ente che quello della lavoratrice, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Decadenza previdenziale: la nuova legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza previdenziale. Un nuovo termine di decadenza, introdotto da una legge successiva, si applica anche alle situazioni preesistenti, ma la sua decorrenza inizia solo dalla data di entrata in vigore della nuova norma. Nel caso di specie, la richiesta di una pensionata per il riconoscimento di vecchi contributi, presentata nel 2012, non poteva essere considerata decaduta in base a una legge del 2011, poiché il termine non era ancora trascorso. La sentenza di appello è stata quindi annullata.
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Assunzione in società pubblica: no conversione senza concorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione della regola del concorso pubblico per l'assunzione in società pubblica determina la nullità del contratto di lavoro. Di conseguenza, anche in presenza di un utilizzo abusivo di contratti a termine, non è possibile la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. Questa decisione ribadisce la natura imperativa delle norme sul reclutamento nel settore pubblico allargato, finalizzate a garantire trasparenza e imparzialità.
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Decadenza riliquidazione pensione: salvo il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza riliquidazione pensione, prevista da una specifica normativa, si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale. Il diritto del pensionato a ottenere il ricalcolo della propria pensione per il futuro rimane intatto, in quanto diritto fondamentale e imprescrittibile. L'ente previdenziale è stato quindi condannato a ricalcolare la pensione e a corrispondere gli arretrati limitatamente al triennio.
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Iscrizione gestione separata: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19768/2024, ha chiarito un punto fondamentale sull'iscrizione gestione separata INPS. Un professionista, in questo caso un chimico, già obbligatoriamente iscritto alla propria cassa di previdenza (EPAP) con versamento di contributi soggettivi, non deve essere iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. La Corte ha sottolineato il carattere residuale di quest'ultima, che interviene solo in assenza di altra copertura previdenziale obbligatoria, annullando la pretesa contributiva dell'INPS.
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Indennità quadri: no a nuove erogazioni regionali
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di due dipendenti di un ente pubblico economico volta a ottenere una speciale indennità quadri. La decisione si fonda sulla sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale che istituiva il beneficio, la quale invadeva la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile e violava i principi di equilibrio di bilancio. La Corte ha chiarito che tale dichiarazione ha effetto retroattivo, annullando la base giuridica della pretesa anche per i rapporti non ancora esauriti.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato l'applicazione del massimale pensionabile sulla propria pensione. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma l'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e deve essere applicato, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Gestione Separata Avvocati: obbligo e sanzioni
Una professionista legale ha contestato la richiesta di contributi alla Gestione Separata avvocati per il 2009. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione per chi non raggiunge le soglie di reddito per la cassa di previdenza di categoria. Tuttavia, ha annullato le sanzioni per la mancata iscrizione, applicando un principio stabilito dalla Corte Costituzionale a tutela del legittimo affidamento del professionista sulla normativa pregressa.
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Gestione Separata: iscrizione obbligatoria sotto 5000€?
Un'professionista con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata dell'ente previdenziale. I tribunali di merito le avevano dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha chiarito che per i professionisti iscritti ad albi, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata non dipende dal superamento di una soglia di reddito, ma dall'esercizio 'abituale' della professione, anche se il reddito è basso. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite alla Quota B
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione del massimale di retribuzione giornaliera per il calcolo della 'Quota B' della pensione lavoratori spettacolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. È stato ribadito che questo tetto, sebbene crei un divario tra contributi versati e prestazione, è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori e non viola i principi costituzionali.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29769/2024, ha stabilito che per la pensione dei lavoratori dello spettacolo, il calcolo della cosiddetta "Quota B" deve ancora tenere conto del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto da una normativa del 1971. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto superato tale limite. La motivazione risiede nel fatto che questo limite è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più vantaggioso per questa categoria di lavoratori rispetto alla generalità degli assicurati.
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