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Legge 197/2022 — Sezione Quinta Civile

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848 provvedimenti

Altri anni per Legge 197/2022

Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso di accertamento basato sul redditometro, ha scelto di aderire alla definizione agevolata. A seguito della sua rinuncia al ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, dimostrando l'efficacia di questo strumento per chiudere le controversie fiscali pendenti.
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Onere della prova e conti correnti dei soci: il caso
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale nei confronti di una società di persone a ristretta base familiare. L'Amministrazione Finanziaria aveva recuperato a tassazione maggiori redditi basandosi sui movimenti bancari riscontrati sui conti correnti personali dei soci. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento, ribadendo che in tali contesti opera una presunzione di riferibilità delle operazioni alla società. Di conseguenza, grava sul contribuente l'onere della prova contraria, che deve essere specifica e analitica per ogni singola movimentazione, al fine di dimostrarne l'estraneità all'attività d'impresa. Avendo i ricorrenti fallito nel fornire tale prova, i ricorsi sono stati respinti.
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Definizione agevolata: quando il Fisco perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società e i suoi soci, dopo aver ricevuto otto avvisi di accertamento, hanno aderito alla definizione agevolata per sette di essi. L'Agenzia delle Entrate ha proseguito il ricorso per l'unico avviso non sanato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il Fisco non può emettere nuovi accertamenti basati su elementi già in suo possesso. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, essendo la lite estinta dalla definizione agevolata.
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Sospensione giudizio tributario: rottamazione quater
Una società aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale relativa a diverse cartelle di pagamento, sollevando questioni sulla validità delle notifiche e sulla prescrizione. Prima della decisione della Corte di Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata (rottamazione) per una delle cartelle oggetto del ricorso. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la sospensione del giudizio tributario fino al 2027, in applicazione della legge che prevede lo stop dei processi in pendenza di rottamazione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società di logistica, in lite con l'Agenzia delle Dogane per presunte indebite compensazioni di accise sul carburante, ha visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato estinto. Durante il processo, l'azienda ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte, verificata la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata, ha applicato la normativa e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito della controversia fiscale.
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Rottamazione: sospeso il giudizio su costi indeducibili
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio tributario relativo alla deducibilità di costi per consulenze, ritenuti non inerenti e sproporzionati dall'Agenzia delle Entrate. La decisione di sospensione non entra nel merito della questione, ma deriva direttamente dall'adesione del contribuente alla procedura di rottamazione prevista dalla Legge n. 197/2022, che impone lo stop ai processi in corso fino al completamento dei pagamenti.
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Obbligo di controllo fattura: i limiti per il cliente
Una società assicurativa riceveva fatture con IVA esente dal proprio agente. L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato la società per non aver corretto le fatture, ritenendo l'esenzione errata. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che l'obbligo di controllo fattura da parte del cliente è limitato agli aspetti formali e non si estende alla verifica sostanziale della qualificazione fiscale dell'operazione. La Corte ha inoltre chiarito che la sanzione per omessa regolarizzazione è autonoma e non "collegata" al tributo, respingendo la richiesta di definizione agevolata senza pagamento da parte della società.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate, ha aderito a una procedura di definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, ha rinunciato al giudizio. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali. La decisione si fonda sull'applicazione delle norme specifiche sulla definizione delle liti pendenti.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio fiscale
Una società di vendita auto impugnava un avviso di accertamento IVA per operazioni ritenute fittizie. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo perché la società ha aderito alla rottamazione cartelle, saldando il debito secondo la normativa agevolata.
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Estinzione del giudizio per rottamazione: il caso
Una società operante nel settore automobilistico, accusata di evasione IVA per operazioni soggettivamente inesistenti, ha visto la propria causa estinguersi in Cassazione. Dopo aver percorso i vari gradi di giudizio, la società ha aderito alla rottamazione fiscale prevista dalla L. 197/2022. La Suprema Corte, preso atto del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito dei motivi di ricorso e compensando le spese legali tra le parti.
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Motivazione avviso accertamento IMU: il caso risolto
Un fondo pensione ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IMU, lamentando la carente motivazione riguardo al diniego di un'esenzione. Dopo essere risultato soccombente nei primi due gradi di giudizio, il fondo ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo dovuto. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito della questione sulla motivazione dell'avviso di accertamento.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo fiscale a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La società, accusata di frode carosello ma vittoriosa nei primi due gradi di giudizio, ha perfezionato la procedura pagando il 40% del valore della controversia, come previsto dalla legge in caso di soccombenza dell'Agenzia Fiscale in primo grado. L'ordinanza conferma che il corretto utilizzo di questo strumento comporta la chiusura definitiva del contenzioso.
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Definizione agevolata: processo sospeso, non estinto
Una società, durante un contenzioso per una presunta detrazione IVA indebita, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha chiarito che la sola adesione e il pagamento parziale non estinguono il processo. Il giudizio viene quindi rinviato, in attesa del completamento del versamento di tutte le rate, unico requisito per la chiusura definitiva del contenzioso.
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Presunzione legale e conti esteri: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di un contribuente per redditi non dichiarati, basato su versamenti su un conto corrente in un Paese a fiscalità privilegiata. Dopo che le corti di merito avevano dato ragione al contribuente, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che vige una presunzione legale secondo cui le somme su conti esteri costituiscono reddito, invertendo l'onere della prova. Spetta quindi al contribuente dimostrare in modo analitico che tali somme non sono imponibili. La sentenza ha inoltre chiarito che lo 'scudo fiscale' non offre una protezione automatica e che la motivazione del giudice di merito era generica e apparente, portando alla cassazione della decisione e al rinvio del caso.
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Estinzione del giudizio: la parola fine al contenzioso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale relativa alla liquidazione dell'IVA di gruppo. La decisione non entra nel merito della questione, ma prende atto della richiesta di definizione agevolata presentata dalla società contribuente ai sensi della L. 197/2022, a cui ha aderito anche l'Amministrazione finanziaria. La lite, originata dal disconoscimento di un credito IVA per la presunta mancanza di requisiti di controllo, si conclude quindi con la chiusura del processo e la compensazione delle spese.
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Esenzione IMU beni merce: dichiarazione e liti
Un Ente Locale aveva impugnato in Cassazione la sentenza che riconosceva a una società immobiliare l'esenzione IMU per i "beni merce", nonostante la mancata presentazione della dichiarazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio perché la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute e chiudendo così la controversia prima di una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso tributario: la Cassazione chiarisce
Una società aveva impugnato due sentenze della Commissione Tributaria Regionale relative a una cartella di pagamento e a un preavviso di iscrizione ipotecaria. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla 'rottamazione-quater', un piano di definizione agevolata dei debiti tributari. Di conseguenza, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, ha riunito i procedimenti e li ha dichiarati estinti, stabilendo anche la compensazione delle spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Una società e i suoi soci hanno richiesto la chiusura di una controversia fiscale aderendo alla definizione agevolata liti pendenti. Nonostante una documentazione iniziale incompleta, una volta integrata la prova dei pagamenti per tutti i soggetti, e con la conferma di regolarità da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali.
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Nullità del procedimento: quando il giudice rinvia
Una società contesta avvisi di pagamento per accise. In Cassazione, lamenta vizi procedurali gravi, tra cui la nullità del procedimento d'appello. La Corte Suprema, prima di decidere nel merito, emette un'ordinanza interlocutoria per acquisire il fascicolo del grado precedente e verificare la fondatezza delle eccezioni procedurali. La decisione è quindi rinviata a una nuova udienza.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un accertamento fiscale basato sulla sua presunta non operatività, ha aderito alla definizione agevolata liti pendenti mentre il caso era in Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata.
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