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Legge 18 dicembre 2020, n. 176 — Anno 2023

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128 provvedimenti

Altri anni per Legge 18 dicembre 2020, n. 176

Misura di sicurezza: obbligo di motivazione sulla scelta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30640/2023, ha annullato con rinvio la decisione di una Corte d'Appello che, pur assolvendo un imputato per vizio totale di mente, gli aveva applicato la misura di sicurezza del ricovero in casa di cura. La Suprema Corte ha ritenuto fondata la censura relativa alla carenza di motivazione sulla scelta della specifica misura di sicurezza, sottolineando che non è sufficiente accertare la pericolosità sociale, ma è necessario giustificare perché quella misura sia la più adeguata rispetto ad altre opzioni, bilanciando esigenze terapeutiche e di controllo.
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Danni da randagismo: onere della prova e colpa dell’ente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17243/2023, ha rigettato la richiesta di risarcimento di un'automobilista per i danni al veicolo causati da un cane randagio. La Corte ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova nei casi di danni da randagismo: l'ente pubblico deve dimostrare di aver istituito un servizio di cattura efficiente. Se tale prova è fornita, spetta al danneggiato dimostrare una specifica negligenza o un malfunzionamento del servizio nel caso concreto.
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Revisione processo: quando la nuova prova è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25787/2023, ha dichiarato inammissibile una richiesta di revisione processo per un omicidio. La richiesta si basava su nuove prove che indicavano la colpevolezza di un terzo e su nuove dichiarazioni testimoniali. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la colpevolezza di un terzo deve essere accertata in un processo separato e che le prove raccolte dalla difesa senza rispettare le forme procedurali sono inutilizzabili. Questa sentenza ribadisce i rigorosi requisiti per la revisione processo.
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Giudicato interno: Cassazione e la causa dei medici
Tre medici chiedevano un'indennità per la specializzazione basata su direttive UE. Vittoriosi in primo grado, la loro domanda veniva rigettata in appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la corrispondenza dei corsi alle direttive, accertata in primo grado e non specificamente appellata, era coperta da giudicato interno, rendendo illegittima la revisione da parte della Corte d'Appello.
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Trattazione cartolare appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata. La sentenza affronta la legittimità della trattazione cartolare appello introdotta durante l'emergenza Covid-19, stabilendo che la richiesta di rinvio per legittimo impedimento non equivale alla necessaria istanza esplicita per la discussione orale. Il ricorso è stato respinto confermando la validità delle procedure emergenziali.
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Definizione agevolata: sospensione processo tributario
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo tributario riguardante la deducibilità dell'ammortamento dell'avviamento ai fini IRES. La sospensione è stata concessa su richiesta della società contribuente, che ha dichiarato di volersi avvalere della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. L'ordinanza interlocutoria ha fissato un termine per il deposito della domanda di definizione e del relativo pagamento, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a una società in materia di accertamento IRAP sull'ammortamento dell'avviamento. La società contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge n. 197/2022. La Corte, accogliendo l'istanza, ha sospeso il processo fino al 10 luglio 2023, data entro cui il contribuente deve dimostrare di aver presentato la domanda e pagato gli importi dovuti.
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Sospensione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha ordinato la sospensione di un processo tributario riguardante accertamenti IRES e IRAP su ammortamenti di avviamento. La decisione fa seguito all'istanza dei contribuenti di avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge n. 197/2022. Il provvedimento stabilisce un termine per il deposito della documentazione attestante l'adesione alla procedura, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Comproprietà ICI: la quota di proprietà prevale sul possesso
Un contribuente, comproprietario al 50% di un immobile, ha impugnato un avviso di accertamento ICI sostenendo di esserne l'unico possessore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in tema di comproprietà ICI e IMU, l'imposta è dovuta in base alla quota di titolarità del diritto di proprietà, a prescindere dall'esercizio di un possesso esclusivo sull'intero bene. La Corte ha inoltre limitato l'efficacia di un precedente giudicato a un'annualità differente.
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Prova nuova: la Cassazione e la querela mancante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7839/2023, ha rigettato il ricorso di un condannato per minaccia che chiedeva la revisione del processo basandosi sulla presunta mancanza della querela. La Corte ha stabilito che la mera deduzione dell'assenza della querela non costituisce una 'prova nuova' ai sensi dell'art. 630 c.p.p. Per integrare tale presupposto, è necessario un fatto nuovo dimostrativo della procedibilità (o improcedibilità), e non una semplice rivalutazione giuridica di atti già presenti nel fascicolo processuale.
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Divieto di avvicinamento: quando è nulla la misura
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7228/2023, ha stabilito un importante principio sul divieto di avvicinamento. Ha chiarito che la misura è unica, anche se si articola in diverse prescrizioni (es. divieto di frequentare luoghi e obbligo di mantenere una distanza). Pertanto, il giudice può imporre una distanza minima anche se non richiesta dal PM. Tuttavia, la Corte ha annullato l'ordinanza nella parte in cui non specificava i luoghi frequentati dalla persona offesa, ritenendo tale indicazione essenziale per la validità e l'esigibilità della misura.
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Esenzione IMU scuola paritaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto all'esenzione IMU per una scuola paritaria gestita da un istituto religioso. L'ordinanza chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale non è sufficiente dimostrare una perdita di bilancio. Il criterio decisivo è la natura del corrispettivo richiesto agli utenti: se la retta non è 'simbolica' ma si avvicina ai valori di mercato, l'attività è considerata commerciale e soggetta a imposta. La sentenza ha quindi negato l'esenzione IMU alla scuola paritaria, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Remunerazione specializzazione medica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4050/2023, ha negato il diritto alla remunerazione per la specializzazione medica a dottori i cui corsi non erano esplicitamente elencati nelle direttive europee di riferimento. La Corte ha stabilito che l'inclusione del corso in tali elenchi, o la sua concreta equipollenza, rappresenta un 'fatto costitutivo' del diritto. Questo significa che spetta al medico che agisce in giudizio l'onere di allegare e provare tale circostanza sin dal primo grado. Inoltre, l'equipollenza non può essere desunta da decreti nazionali validi solo per altri fini, come i concorsi pubblici, ma deve essere accertata nel merito dal giudice.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
Una società contesta un avviso di accertamento per violazione del termine dilatorio di 60 giorni. Il caso arriva in Cassazione, dove la società chiede la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata della lite, prevista da una recente normativa. La Corte, accogliendo l'istanza, sospende il processo, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della conclusione della procedura di definizione agevolata.
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Neutralizzazione contributi: solo nell’ultimo quinquennio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la neutralizzazione contributi, ovvero l'esclusione di periodi con retribuzione ridotta dal calcolo della pensione, si applica esclusivamente all'ultimo quinquennio lavorativo. La Corte ha così annullato la decisione di un giudice di merito che aveva esteso tale beneficio a periodi precedenti, ribadendo la finalità della norma: proteggere il lavoratore da un calo di reddito solo nella fase finale della carriera.
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Neutralizzazione contributiva: la Cassazione chiarisce
La Cassazione si è pronunciata sulla neutralizzazione contributiva per il calcolo della pensione. Ha respinto l'estensione del principio oltre l'ultimo quinquennio per i regimi post-1992, ma ha accolto il ricorso per omessa pronuncia, stabilendo che la richiesta di un periodo più lungo include implicitamente quella per un periodo minore (cinque anni), che la Corte d'Appello avrebbe dovuto esaminare.
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Concorso in estorsione: il ruolo dell’intermediario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per estorsione e intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso. La sentenza chiarisce che anche chi funge da intermediario, pur vantando un'amicizia con la vittima, risponde pienamente di concorso in estorsione se la richiesta proviene da un'organizzazione criminale, in quanto la provenienza stessa della richiesta integra la minaccia. Viene inoltre confermata la difficoltà di ottenere l'attenuante della partecipazione di minima importanza in contesti di criminalità organizzata.
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Incaricato di pubblico servizio: la qualifica del casellante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato di un casellante autostradale, stabilendo che la sua figura rientra in quella dell'incaricato di pubblico servizio. La Corte ha rigettato la tesi difensiva che mirava a riqualificare il reato in appropriazione indebita, sottolineando che la gestione di denaro pubblico e le relative procedure di rendicontazione non costituiscono mansioni meramente materiali, ma implicano responsabilità e un carattere intellettivo che giustificano tale qualifica giuridica.
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Falso in atto pubblico: la responsabilità dell’ente
Un centro medico privato accreditato è al centro di un caso di falso in atto pubblico e truffa. L'amministratore e un medico sono accusati di aver falsificato documenti per nascondere irregolarità e ottenere fondi pubblici. La Cassazione chiarisce la figura del pubblico ufficiale in sanità privata e la natura degli atti medici, ma annulla la condanna per intervenuta prescrizione.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prova del DNA
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La sentenza sottolinea come la prova del DNA abbia valore di prova piena, rendendo superflui ulteriori elementi. Viene inoltre confermata la legittimità della motivazione che richiama la sentenza di primo grado (doppia conforme) quando l'appello è generico e non presenta nuovi argomenti.
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