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Legge 119/2018 — Sezione Quinta Civile

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759 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Definizione agevolata delle liti pendenti e spese di lite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Contribuente presunte operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA e IRAP per gli anni 2003 e 2004, emettendo un avviso di accertamento. I giudici di primo e secondo grado hanno annullato l'atto ritenendo insufficienti le prove presentate dal Fisco. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal Decreto Legge 119/2018, provvedendo al versamento dell'importo dovuto. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinta la causa fiscale sui beni esteri
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un privato la mancata dichiarazione di investimenti finanziari all'estero per diversi anni. L'ente ha poi inviato un secondo atto con le sanzioni oltre il termine di decadenza annuale. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al privato, ma l'ente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha richiesto la definizione agevolata della controversia pagando la prima rata entro i termini previsti dal decreto legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato la regolarità del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese processuali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti tributarie: dal maxi accertamento alla pace
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale la deducibilità di costi per oltre un milione di euro relativi a premi e compensi promozionali riconosciuti a sei imprese affiliate in franchising. L'ufficio fiscale riteneva assenti i requisiti di certezza della spesa e recuperava maggiori imposte. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ricorrente ha presentato istanza per la definizione agevolata liti tributarie, dimostrando il versamento completo di tutte le venti rate previste dalla legge. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate e non è stato applicato alcun raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata liti pendenti: sì al condono del diniego
L'Azienda ha richiesto la definizione agevolata liti pendenti per risolvere una controversia originata dal rifiuto opposto dal Fisco a una precedente sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha respinto la domanda richiamando il divieto di applicare un secondo condono sulla stessa imposta. La Corte di Cassazione ha ribaltato il provvedimento di rifiuto, stabilendo un importante principio di diritto: il divieto di condono su condono opera solo quando la nuova istanza riguarda direttamente l'imposta originaria. Qualora il giudizio penda sul rigetto o sulla validità del primo condono, la controversia diventa del tutto nuova e autonoma. Di conseguenza, il contenzioso è pienamente ammissibile alla definizione agevolata liti pendenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente e dichiarato estinto il processo principale.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude il contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a un Contribuente per omesso versamento di IRPEF e IVA relative all'anno 2010 per oltre 39.000 euro. Dopo che il Contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto sia in primo che in secondo grado, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Suprema Corte, il privato ha aderito alla procedura di definizione agevolata e l'Agenzia delle Entrate ha confermato lo sgravo totale del debito iscritto a ruolo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuta definizione agevolata, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo sanzioni processuali aggiuntive.
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Definizione agevolata: il saldo anticipato estingue la lite
Alcune ex socie di una società estinta impugnano le cartelle esattoriali per mancato versamento IVA. Una delle contribuenti presenta domanda di saldo e stralcio per grave difficoltà economica. L'Agente della Riscossione respinge la richiesta, ma i giudici di merito dichiarano illegittimo il rifiuto e riconoscono il diritto alla sanatoria. L'Agenzia ridetermina il piano rateale del debito residuo. La contribuente decide quindi di saldare tutte le rate in anticipo e deposita la documentazione della transazione. La Corte di Cassazione dichiara estinto il contenzioso fiscale. L'integrale versamento delle somme dovute perfeziona la definizione agevolata ed elimina l'interesse delle parti a proseguire la lite.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: no al bis del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società la detrazione di un rimborso IVA su immobili tramite avviso di accertamento. Nelle more del processo, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti versando il dovuto. Successivamente, il Fisco ha notificato una nuova intimazione di pagamento per pretendere la restituzione integrale dello stesso rimborso IVA, sostenendo che la sanatoria non impedisse il recupero delle somme già erogate. I giudici di merito hanno annullato l'intimazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della pretesa erariale e respinto il ricorso dell'Ufficio. I giudici hanno chiarito che, una volta sanato l'accertamento, l'Amministrazione non può richiedere nuovamente l'intero importo del medesimo debito fiscale tramite atti di riscossione.
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Definizione agevolata: il Fisco chiude il contenzioso estero
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, sostenendo che mantenesse in Italia il centro dei propri interessi economici nonostante la residenza formale alle Isole Samoa. L'Ufficio ha quindi richiesto le imposte sugli interessi maturati su depositi bancari esteri. Dopo il decesso del contribuente, gli eredi hanno proseguito il giudizio. Nelle more del processo davanti alla Corte di Cassazione, gli eredi hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'importo concordato. L'amministrazione finanziaria ha attestato la regolarita dei pagamenti ed ha chiesto la fine della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e stabilito che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Accertamento sintetico da redditometro: lite chiusa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate notificava alla contribuente un avviso per accertamento sintetico da redditometro, contestando maggiori imposte e sanzioni per oltre settantottomila euro a seguito dell'acquisto di un immobile e quote societarie. I giudici di merito accoglievano le tesi difensive della cittadina, ritenendo le spese giustificate da disponibilità economiche pregresse, donazioni indirette familiari e affitti studenteschi. Il Fisco proponeva ricorso per Cassazione contestando la valutazione probatoria. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente presentava domanda di adesione alla pace fiscale prevista dal Decreto Legge numero 119 del 2018. L'assenza di dinieghi o istanze di prosecuzione ha determinato la definitiva chiusura della vertenza.
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Definizione agevolata della lite: stop al contenzioso col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una società agricola e da un condebitore in merito ad avvisi di liquidazione per imposte di registro e catastale su un terreno agricolo. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite pagando l'intero importo previsto dalla legge sul condono fiscale. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme. La Suprema Corte ha verificato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato estinto il processo per cessata materia del contendere, estendendo gli effetti favorevoli anche al condebitore solidale con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite e diniego del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento di imposte per una plusvalenza immobiliare. Dopo una pronuncia di Cassazione con rinvio, nessuna parte ha riassunto la causa nei termini di legge. L'Amministrazione ha emesso una cartella di pagamento, impugnata dal contribuente e dichiarata prescritta in secondo grado. In Cassazione, il contribuente ha domandato la definizione agevolata della lite fiscale. L'Ente impositore ha rigettato la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione definitiva. Il cittadino ha impugnato il diniego richiamando un precedente favorevole relativo alla comproprietaria del medesimo immobile. La Suprema Corte ha rimesso la decisione alla pubblica udienza.
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Definizione agevolata della lite tributaria e calcolo
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente maggiori redditi da presunti proventi illeciti e da movimentazioni bancarie non giustificate. La Commissione Tributaria Regionale annullava la pretesa fiscale sui proventi illeciti. Il Fisco accettava questa decisione e ricorreva per Cassazione solo sui movimenti bancari. Il contribuente chiedeva la definizione agevolata della lite tributaria calcolando l'importo ridotto al 5% esclusivamente sulla quota ancora pendente. L'Ufficio rigettava l'istanza, pretendendo il calcolo sull'intero debito originario e al 15%. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del contribuente, annulla il diniego del Fisco e dichiara estinto il giudizio.
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Fisco contro eredi: definizione agevolata delle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate contestava la definizione agevolata delle liti fiscali richiesta da due eredi per un avviso di liquidazione su imposte di successione. Secondo l'amministrazione finanziaria, l'atto costituiva una mera richiesta esecutiva di somme derivante da un precedente accertamento ormai definitivo e non un autonomo atto impositivo condonabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'estinzione della lite. I giudici hanno chiarito che l'avviso di liquidazione assume natura impositiva quando ridetermina la base imponibile, disconoscendo passività ereditarie o quantificando maggiori imposte e sanzioni per la prima volta. Di conseguenza, la controversia rientra a pieno titolo tra quelle sanabili tramite definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle liti: stop al processo col Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente il mancato versamento di imposte relative a IRAP, IVA e IRPEF per l'anno 2008. Dopo sentenze contrastanti nei gradi di merito, la causa approdava davanti alla Corte di Cassazione su ricorso del cittadino. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti prevista dalla normativa sulla pace fiscale, versando l'importo necessario per perfezionare la sanatoria. L'amministrazione finanziaria ha formalizzato l'avvenuto pagamento e ha chiesto la chiusura della lite. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: Fisco bloccato
L'Amministrazione Finanziaria contestava a una società holding estera una presunta esterovestizione per elusione delle imposte sui redditi in Italia. Dopo l'annullamento dell'atto impositivo in appello, il Fisco proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018, provvedendo al versamento degli importi dovuti e depositando la relativa documentazione. L'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge né ha richiesto la prosecuzione della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della chiusura anticipata ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico delle parti.
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Definizione agevolata della lite tributaria: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una società, poi estinta, su avvisi di accertamento per imposte non versate. Uno dei soci superstiti ha presentato istanza di definizione agevolata della lite tributaria versando la prima rata prevista dalla legge. La Corte di Cassazione non ha emesso una sentenza definitiva. I giudici hanno invece sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo. Il collegio ha assegnato al Fisco un termine di novanta giorni per confermare l'effettivo perfezionamento della procedura di definizione agevolata della lite tributaria.
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Dazi doganali e lite col Fisco: stop al ricorso fino al saldo
L'Agenzia delle Dogane contestava a una società importatrice l'errata classificazione di cavi in acciaio provenienti dalla Cina, applicando maggiori dazi doganali antidumping e sanzioni. La società sosteneva la natura inossidabile del materiale e l'esenzione dalle imposte, ma perdeva nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, l'azienda chiedeva di accedere alla definizione agevolata per i debiti doganali, ottenendo dall'ente di riscossione un piano a rate. I giudici di legittimità hanno sospeso il giudizio, stabilendo che l'estinzione definitiva della controversia avverrà solo dopo il versamento integrale di tutte le somme rateizzate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: estinzione e solidarietà
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a tre società coobbligate il mancato pagamento di imposte di registro, ipotecarie e catastali a seguito della riqualificazione di operazioni straordinarie aziendali. Dopo l'annullamento dell'avviso in appello, il Fisco ha presentato ricorso per Cassazione. Durante il procedimento di legittimità, la società controricorrente ha richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi dell'art. 6 del D.L. n. 119 del 2018, versando la prima rata senza ricevere alcun diniego dall'Amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ribadendo che la pace fiscale perfezionata da un singolo debitore solidale estende i propri effetti liberatori a tutti gli altri soggetti coobbligati.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione fiscale di un conferimento di ramo d'azienda seguito dalla cessione di quote. Il Fisco ha richiesto il pagamento di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di liquidazione per violazione delle garanzie procedurali. L'ente impositore ha quindi impugnato la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso della controversia, la società contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata pagando la prima rata prevista dalla legge speciale. Il Fisco non ha rifiutato l'istanza né le parti hanno chiesto la trattazione della causa. I giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: lite fiscale chiusa
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione e una cartella esattoriale per imposte di registro e INVIM derivanti dalla vendita di un immobile. L'atto di compravendita era stato annullato dal tribunale per un vizio del consenso. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente, annullando le imposte pretese dal Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie e ha saldato integralmente tutte le rate previste dalla legge. I giudici della Suprema Corte hanno quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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