Un imprenditore ha dedotto i costi del leasing di un immobile classificato come ufficio (A/10), ma utilizzato concretamente come abitazione privata. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, qualificandola come abuso del diritto per ottenere un indebito risparmio fiscale. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che la strumentalità di un immobile non dipende dalla categoria catastale formale, ma dal suo effettivo utilizzo nell'attività d'impresa. Di conseguenza, l'uso personale del bene configura un abuso del diritto, rendendo indeducibili i canoni di leasing. La Corte ha inoltre ripristinato le sanzioni a carico del contribuente, escludendo la buona fede o il legittimo affidamento, poiché il comportamento elusivo era evidente. L'imprenditore perde la causa e deve pagare le imposte recuperate, le sanzioni e le spese di giudizio.
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