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D.P.R. 633/1972 — Sezione Quarta Penale

4 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 633/1972

Dichiarazione fraudolenta: sequestro confermato per fatture inesistenti
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo a carico di un'Amministratrice, indagata per Dichiarazione fraudolenta fatture inesistenti. L'Amministratrice aveva utilizzato fatture emesse da una società che simulava contratti di appalto per mascherare una somministrazione illecita di manodopera. Le sue aziende beneficiavano di crediti IVA indebiti e riducevano l'imponibile. La difesa sosteneva l'assenza di dolo e la "neutralità economica" delle operazioni, ma la Corte ha ritenuto provata la consapevolezza dell'Amministratrice nel meccanismo fraudolento, finalizzato all'evasione fiscale, e ha rigettato il ricorso.
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Omessa dichiarazione IVA: subentrare tardi non evita il sequestro
Un nuovo amministratore societario ha impugnato il sequestro preventivo emesso per il reato di omessa dichiarazione IVA relativo all'anno fiscale 2015. Il dirigente sosteneva di essere subentrato solo nel 2016 e di non aver trovato le scritture contabili, sottratte dalla precedente gestione. I giudici hanno respinto la tesi difensiva confermando la misura cautelare. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che chi assume la carica gestoria deve verificare gli obblighi tributari tramite il cassetto fiscale o ricostruire la contabilità. L'amministratore perde la causa e subisce la conferma del sequestro oltre alla condanna al pagamento delle spese di giudizio e a un'ammenda.
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Occultamento di scritture contabili: reddito zero ma ditta attiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quindici mesi di reclusione per un imprenditore accusato di occultamento di scritture contabili. L'indagine era partita dal mancato rinvenimento, presso la sede della ditta, delle fatture emesse verso alcuni clienti, i quali avevano invece regolarmente registrato i documenti in copia. L'imprenditore aveva presentato una dichiarazione dei redditi pari a zero, nonostante le transazioni commerciali effettive e documentate dai controlli incrociati. La Suprema Corte ha chiarito che l'assenza delle copie delle fatture presso l'emittente fa presumere il loro occultamento intenzionale per evadere le imposte. Inoltre, trattandosi di un reato permanente, la prescrizione inizia a decorrere solo dal giorno dell'accertamento fiscale e non dalla cessazione dell'attività.
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Contrabbando aeromobili: guida al sequestro IVA
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di alcuni aeromobili per l'ipotesi di contrabbando. La vicenda ruota attorno all'evasione dell'IVA all'importazione per velivoli immatricolati negli Stati Uniti ma stabilmente presenti in territorio italiano. La Suprema Corte ha ribadito che il contrabbando è un reato permanente e che la soglia di punibilità penale, ridotta a 10.000 euro dalla normativa del 2020, giustifica il vincolo cautelare anche per importi inferiori a quelli inizialmente ipotizzati, escludendo violazioni procedurali nel potere di riqualificazione del giudice del riesame.
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