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D.Lgs. 507/1993 — Sezione Prima Civile

39 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 507/1993

Scioglimento del preliminare ed indennità di occupazione dovuta
Una società immobiliare stipula un contratto preliminare di vendita per un immobile, concedendone il possesso immediato all'acquirente. L'acquirente entra successivamente in liquidazione giudiziale e il curatore decide lo scioglimento del contratto. La proprietaria richiede l'inserimento nello stato passivo dei crediti fiscali e di una somma a titolo di compensazione per la mancata restituzione del bene. In seguito allo scioglimento del preliminare ed indennità di occupazione negata dal Tribunale, la proprietaria ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e stabilisce che, se il curatore trattiene l'immobile dopo il recesso, la procedura deve versare un indennizzo per l'occupazione senza titolo. La Corte chiarisce inoltre che nei giudizi di opposizione allo stato passivo si possono produrre nuovi documenti e che i tributi sui rifiuti gravano su chi detiene l'immobile.
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Pagamento COSAP viadotti autostradali: paga il privato
Una società concessionaria autostradale ha impugnato gli avvisi di liquidazione emessi dal concessionario della riscossione di un Comune per il Pagamento COSAP viadotti autostradali relativo agli anni dal 2004 al 2008. La società sosteneva di avere diritto all'esenzione in quanto l'infrastruttura apparteneva al demanio statale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il canone è dovuto dal soggetto che occupa concretamente lo spazio pubblico e ne trae un beneficio economico diretto tramite la riscossione dei pedaggi. L'esenzione prevista per lo Stato non si applica al concessionario privato che gestisce l'opera in piena autonomia organizzativa e imprenditoriale.
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Pagamento COSAP: autostrade battute, i viadotti si pagano
Una società concessionaria autostradale ha impugnato gli avvisi di liquidazione emessi dal concessionario della riscossione di un Comune, che richiedevano il Pagamento COSAP per gli anni 2010 e 2011. La richiesta riguardava l'occupazione di spazi soprastanti il suolo pubblico tramite viadotti autostradali. La concessionaria sosteneva di avere diritto all'esenzione prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società autostradale, stabilendo che il Pagamento COSAP è dovuto da chi trae un beneficio economico diretto dall'occupazione del suolo pubblico, come il concessionario che riscuote i pedaggi, agendo in piena autonomia organizzativa e non come mero sostituto dello Stato.
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Ponti e Canone occupazione spazi pubblici: Autostrade perde
Un'azienda comunale ha richiesto a una società concessionaria autostradale il pagamento del Canone occupazione spazi pubblici per i cavalcavia che sovrastano le strade comunali. La società si è opposta, sostenendo che lo spazio aereo appartiene allo Stato e che l'opera è pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società concessionaria. I giudici hanno chiarito che il proprietario del suolo (il Comune) possiede anche lo spazio sovrastante e che la società concessionaria, beneficiando economicamente della gestione dell'autostrada, è il vero soggetto obbligato al pagamento. Di conseguenza, la società concessionaria perde la causa e deve pagare il canone, le sanzioni per omessa dichiarazione e le spese processuali.
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COSAP nullo senza notifica: l’Azienda vince contro l’Ente
Un'azienda ha impugnato un avviso di pagamento per il Canone occupazione suolo pubblico (COSAP) relativo all'interramento di cavi. La richiesta dell'Ente Pubblico è stata annullata perché l'ente non ha dimostrato di aver comunicato formalmente all'azienda l'approvazione del nuovo regolamento e delle relative tariffe, come invece era suo obbligo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il pagamento del canone negli anni precedenti non sana il vizio procedurale. La controversia, di natura puramente economica, rientra nella competenza del giudice ordinario. L'Ente Pubblico ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali.
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Pagamento COSAP cavalcavia: la concessionaria non è lo Stato
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del pagamento COSAP per i cavalcavia autostradali da parte della società concessionaria. Una società che gestisce autostrade aveva ricevuto un avviso di pagamento dal Comune per l'occupazione del soprassuolo comunale con i suoi cavalcavia. La società si opponeva, sostenendo di dover beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato, proprietario dell'infrastruttura. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che l'esenzione è personale e vale solo per lo Stato. La società concessionaria, agendo come un'impresa privata con scopo di lucro, è il soggetto che realizza l'occupazione di fatto e trae un'utilità economica dalla gestione. Pertanto, è tenuta al pagamento del canone, anche se l'occupazione è senza un formale atto di concessione comunale.
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Pagamento COSAP: Concessionario autostradale non è come lo Stato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento COSAP da parte del concessionario autostradale è dovuto anche se l'opera è di proprietà dello Stato. Una società che gestisce un'autostrada aveva realizzato dei viadotti sopra strade provinciali. L'ente locale ha richiesto il pagamento del canone per l'occupazione di suolo pubblico. La società si opponeva, sostenendo di godere dell'esenzione prevista per lo Stato. La Corte ha respinto questa tesi: l'esenzione è personale e non si estende al concessionario, che è un soggetto privato che opera con scopo di lucro. L'occupazione, avvenuta senza autorizzazione della Provincia, è considerata abusiva e quindi soggetta al canone.
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Viadotto su strada provinciale: il concessionario paga la COSAP
Una società concessionaria di un'autostrada si opponeva alla richiesta di pagamento del canone COSAP da parte di un Ente Locale per l'occupazione dello spazio aereo sopra le strade provinciali con i propri viadotti. La società sosteneva di essere esente, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento COSAP concessionario è dovuto. L'esenzione prevista per lo Stato è strettamente personale e non si estende al concessionario, che è un soggetto giuridico distinto con finalità di lucro. L'occupazione, avvenuta senza un titolo specifico rilasciato dall'Ente Locale proprietario del suolo, giustifica la richiesta di pagamento del canone. Di conseguenza, l'Ente Locale ha vinto la causa.
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Errore Canone OSAP: il Comune può correggere e chiedere di più
Un Comune ha richiesto ad alcuni commercianti ambulanti il pagamento di un canone per l'occupazione di suolo pubblico, applicando per errore la tariffa più alta prevista per le occupazioni 'permanenti'. I commercianti si sono opposti, sostenendo che la loro fosse un'occupazione suolo pubblico temporanea, limitata a poche ore al giorno. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune. Ha stabilito che l'occupazione dei posteggi di mercato, per sua natura, è temporanea e va tassata come tale, a prescindere dalla durata pluriennale dell'autorizzazione al commercio. L'errore di calcolo del Comune era riconoscibile e quindi legittimamente rettificabile con una successiva richiesta di pagamento.
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Canone occupazione suolo pubblico: i criteri di calcolo
Una società di distribuzione contesta il metodo di calcolo del canone occupazione suolo pubblico applicato da un ente locale, relativo all'arrotondamento delle misurazioni e alla detrazione della TOSAP. I giudici di merito hanno dato ragione all'ente. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e la novità della questione giuridica, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi sul merito.
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COSAP ponti autostradali: la Cassazione conferma
Una società concessionaria di autostrade è stata condannata a pagare il COSAP per i ponti sovrastanti le strade di un Comune. La società aveva impugnato la decisione, sostenendo che l'esenzione per le occupazioni statali dovesse applicarsi anche a lei, in quanto gestore di un'infrastruttura pubblica per conto dello Stato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29625/2024, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento del COSAP non è il proprietario dell'opera, ma chi la gestisce traendone un utile economico, come la società concessionaria. Inoltre, in assenza di una concessione comunale, l'occupazione è considerata "abusiva", giustificando l'applicazione di sanzioni e maggiorazioni.
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Canone occupazione suolo pubblico: chi paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del canone occupazione suolo pubblico (COSAP) per un cavalcavia che sovrasta una strada comunale. La Corte ha respinto la tesi della società, secondo cui l'occupazione sarebbe da attribuire allo Stato. È stato chiarito che il soggetto passivo del canone è chi effettivamente occupa e trae beneficio economico dall'opera, ovvero la concessionaria stessa. L'ordinanza conferma anche la legittimità delle sanzioni applicate dal Comune per l'omessa denuncia dell'occupazione.
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Canone Unico Patrimoniale: sì per i cavalcavia
Una società concessionaria autostradale ha contestato il pagamento del Canone Unico Patrimoniale (ex COSAP) per l'occupazione dello spazio aereo sopra strade comunali tramite un cavalcavia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il soggetto tenuto al pagamento è il concessionario che utilizza effettivamente lo spazio, non lo Stato proprietario dell'opera. La Corte ha inoltre confermato la legittimità delle sanzioni applicate dal Comune per omesso pagamento.
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COSAP concessionario autostradale: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del COSAP (Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione del soprassuolo comunale con viadotti. La Corte ha chiarito che, ai fini del pagamento, rileva la gestione economica e funzionale dell'infrastruttura, che genera profitto per il concessionario, e non la proprietà formale del bene, che appartiene allo Stato. L'occupazione, in assenza di un titolo concessorio specifico rilasciato dal Comune, è considerata presupposto sufficiente per l'imposizione del canone.
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COSAP per cavalcavia: Cassazione conferma il pagamento
Una società concessionaria di autostrade è stata chiamata a pagare il COSAP per i cavalcavia che sovrastano il suolo comunale. La società ha sostenuto di essere esente, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'obbligo di pagamento del COSAP per cavalcavia ricade sulla società concessionaria che gestisce l'infrastruttura a scopo di lucro, in quanto l'esenzione prevista per lo Stato non è estendibile.
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COSAP su suolo pubblico: quando si paga il canone?
Un'associazione sportiva occupava un'area aeroportuale di proprietà di un Ente Locale. Anche dopo la scadenza della concessione, l'occupazione è proseguita, portando l'Ente a richiedere il pagamento del COSAP su suolo pubblico. L'associazione ha contestato la richiesta, adducendo varie motivazioni tra cui la presenza di usi civici sull'area e l'utilizzo parziale da parte della Protezione Civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il canone è dovuto per qualsiasi occupazione di suolo pubblico, a prescindere dall'esistenza di un titolo, e che la presenza di usi civici non esenta dal pagamento.
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Esenzione COSAP per cassonetti: la Cassazione decide
Una società di gestione dei rifiuti ha contestato avvisi di pagamento per il canone di occupazione suolo pubblico (COSAP) relativo ai cassonetti, invocando un'esenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'esenzione COSAP è strettamente legata alla condizione della devoluzione gratuita dei beni al comune alla fine del rapporto, requisito che non è stato soddisfatto in questo caso. La Corte ha ribadito che il canone è dovuto indipendentemente dalla natura del rapporto, sia esso appalto o concessione.
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Onere della prova titolarità: chi deve dimostrarlo?
Una società concessionaria autostradale ha impugnato degli avvisi di accertamento per il pagamento di un canone di occupazione di suolo pubblico (COSAP) relativo a un sovrappasso. In corso di causa, la società ha contestato la proprietà della strada da parte del Comune. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che l'onere della prova titolarità del bene spetta all'ente impositore (il Comune) e che la contestazione di tale titolarità costituisce una mera difesa, non soggetta a preclusioni temporali, in quanto attiene al merito della pretesa.
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COSAP Autostrade: la Cassazione conferma il pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del COSAP (Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione di suolo e soprassuolo comunale con piloni e viadotti. La Corte ha chiarito che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende alla società concessionaria, in quanto soggetto privato che agisce con finalità di lucro. Il canone di concessione statale e il COSAP comunale non costituiscono una duplicazione di pagamento, avendo presupposti diversi: il primo remunera lo sfruttamento economico della rete, il secondo l'occupazione fisica del territorio locale.
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COSAP concessionaria: quando è dovuto il canone?
Una società che gestisce una rete autostradale in concessione si opponeva al pagamento del canone per l'occupazione di suolo pubblico (COSAP) richiesto da una Provincia per il passaggio di un viadotto sopra una strada provinciale. La società sosteneva di dover essere esentata, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il pagamento del COSAP da parte della concessionaria è dovuto. L'esenzione è un beneficio strettamente personale dello Stato e non si estende a una società privata che, pur gestendo un'opera pubblica, opera con finalità di lucro. L'occupazione dello spazio aereo è sufficiente a far scattare l'obbligo di pagamento del canone.
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