Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria esattoriale eseguita dall'agente della riscossione per debiti tributari vari come IRPEF, IVA, TARSU e sanzioni. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo, non esiste un termine di prescrizione unico di dieci anni: mentre IRPEF, IVA e canone Rai si prescrivono in dieci anni, la TARSU e le sanzioni tributarie si prescrivono in cinque anni. Secondo, l'iscrizione ipotecaria esattoriale è illegittima se il debito complessivo, depurato dai crediti prescritti, scende sotto la soglia legale di ventimila euro. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria per ricalcolare il debito effettivo e verificare il rispetto della soglia minima.
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