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D.Lgs. 446/1997 — Anno 2025

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194 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 446/1997

Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica si è opposto a un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione per i suoi immobili in quanto "alloggi sociali". La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per gli alloggi che rispettano le caratteristiche normative di "social housing", si presume che siano adibiti ad abitazione principale dagli assegnatari. Di conseguenza, spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, l'onere di provare il contrario per negare il beneficio fiscale. La Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla corte di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Impugnazione sentenza giurisdizione: i termini
Una società concessionaria autostradale viene sanzionata da un'amministrazione provinciale per l'occupazione di suolo pubblico. Nasce una controversia sulla giurisdizione. Il Consiglio di Stato la attribuisce al giudice amministrativo. L'ente locale non impugna subito questa decisione, ma solo insieme alla sentenza finale di merito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso sulla giurisdizione, affermando che la relativa sentenza doveva essere oggetto di impugnazione immediata, essendo ormai passata in giudicato.
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Difetto di giurisdizione: l’appello deve essere tempestivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per difetto di giurisdizione perché non è stato proposto tempestivamente. Una società concessionaria autostradale ha atteso la sentenza di merito prima di impugnare anche la precedente decisione sulla giurisdizione, ma la Corte ha stabilito che tale decisione, essendo definitiva, andava appellata subito. Questo caso sottolinea l'importanza di rispettare i termini procedurali per le questioni pregiudiziali.
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Difetto di giurisdizione: quando impugnare la sentenza
Una società concessionaria autostradale contesta una sanzione di un'Amministrazione Provinciale per l'occupazione di suolo pubblico con pontoni autostradali. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente locale per difetto di giurisdizione, poiché la precedente sentenza del Consiglio di Stato che aveva affermato la giurisdizione amministrativa non era stata impugnata tempestivamente, diventando così definitiva e non più contestabile.
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TOSAP agevolazioni per la produzione di energia
La Corte di Cassazione ha stabilito che le TOSAP agevolazioni, previste per l'occupazione di suolo pubblico da parte di reti di servizi, si applicano anche alle società di produzione di energia elettrica. La Corte ha chiarito che l'intera filiera energetica, dalla produzione alla distribuzione, costituisce un servizio pubblico unitario. Di conseguenza, l'attività di produzione è strumentale all'erogazione del servizio. Tuttavia, la Corte ha confermato la legittimità delle sanzioni a carico della società per l'omessa presentazione della dichiarazione, annullando la precedente decisione che le aveva escluse per incertezza normativa.
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Transfer pricing IRAP: la retroattività è legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5913/2025, ha stabilito la piena legittimità dell'applicazione retroattiva delle regole sul transfer pricing IRAP. Il caso vedeva contrapposta l'Agenzia delle Entrate a una società per accertamenti relativi agli anni 2008 e 2009. La Corte ha chiarito che la Legge n. 147/2013 non ha introdotto una nuova norma, ma ha fornito un'interpretazione autentica, confermando che la disciplina sui prezzi di trasferimento si è sempre applicata ai fini IRAP, anche dopo la riforma del 2007. Di conseguenza, gli avvisi di accertamento emessi prima del 2013 sono stati ritenuti validi.
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Esenzione ICI fabbricati rurali: decisiva la categoria
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di ICI: l'esenzione per i fabbricati rurali dipende esclusivamente dalla loro classificazione catastale e non dall'effettivo utilizzo agricolo. Nel caso esaminato, un Comune aveva contestato l'esenzione a dei contribuenti, e la Suprema Corte gli ha dato ragione, specificando che un immobile è esente solo se accatastato nelle categorie A/6 o D/10. In caso contrario, è onere del contribuente richiedere la variazione catastale, altrimenti l'imposta è dovuta.
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Fondo rischi da scissione: quando è fiscalmente neutro
Una società di servizi pubblici, a seguito di una scissione, aveva costituito un fondo rischi. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la neutralità fiscale del suo utilizzo, ma la Cassazione ha chiarito che se il fondo rischi da scissione deriva da una riserva già tassata o fiscalmente irrilevante, il suo successivo impiego non genera reddito imponibile. La Corte ha inoltre confermato la deducibilità ai fini IRAP dell'ammortamento delle aree sottostanti i fabbricati strumentali.
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Società di progetto: legittima la riscossione tributi
La Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità degli atti di riscossione emessi da una società di progetto non iscritta all'albo dei concessionari. A seguito di un rinvio pregiudiziale, la Corte ha dichiarato inammissibile la questione a causa di una nuova legge (jus superveniens). Questa norma ha chiarito che la società di progetto è legittimata a operare se la società aggiudicataria, sua socia unica, è regolarmente iscritta, sanando di fatto la questione interpretativa.
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Deduzione cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Cassazione chiarisce che una società di trasporto pubblico ha diritto alla deduzione cuneo fiscale sull'IRAP quando opera in regime di appalto, e non di concessione. Decisivo è il criterio di remunerazione: se il corrispettivo è fisso e pagato dall'ente pubblico (a km) e non dagli utenti, si tratta di appalto e la deduzione è legittima, non configurando un aiuto di Stato.
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Deduzione IRAP: onere della prova per public utility
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3466/2025, ha chiarito i requisiti per la deduzione IRAP in capo a imprese che svolgono sia attività regolate (come le 'public utility') sia attività liberalizzate. La Corte ha stabilito che l'onere della prova per ottenere il beneficio fiscale spetta interamente al contribuente, che deve dimostrare in modo analitico e specifico l'impiego di ciascun dipendente nelle attività non regolate. Non è sufficiente una ripartizione forfettaria del personale. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza di merito che aveva concesso la deduzione IRAP a una società di gestione aeroportuale senza tale prova rigorosa.
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Definizione agevolata e rinvio causa: la Cassazione
Una società di costruzioni impugnava avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune. In pendenza del ricorso in Cassazione, la società aderiva alla definizione agevolata per una delle annualità contestate. A causa di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sugli effetti procedurali di tale adesione, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa di una decisione che risolva il conflitto interpretativo.
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Società di fatto: la prova spetta all’Agenzia
L'Agenzia delle Entrate ha presunto l'esistenza di una società di fatto tra due comproprietari di un terreno che avevano avviato la costruzione di un immobile, emettendo un cospicuo avviso di accertamento. I contribuenti hanno impugnato l'atto e i giudici di merito hanno dato loro ragione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che per accertare una società di fatto non basta la semplice co-proprietà o la realizzazione di un'operazione economica congiunta. È onere dell'Amministrazione finanziaria provare tutti gli elementi costitutivi, in particolare l'intenzione di creare un vincolo societario (affectio societatis).
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Spese di sponsorizzazione: limiti alla deducibilità
Una società ha contestato degli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate negava la deducibilità di costi per sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo che le spese di sponsorizzazione fino a 200.000 euro godono di una presunzione legale assoluta di inerenza. Inoltre, ha chiarito che il "raddoppio dei termini" per l'accertamento non si applica all'IRAP. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Spese di sponsorizzazione: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista contestare la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo due principi chiave: la presunzione legale di deducibilità per tali spese fino a 200.000 euro non richiede un'ulteriore prova di inerenza e il raddoppio dei termini di accertamento per reati tributari non si applica all'IRAP. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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COSAP per cavalcavia: quando è dovuto dal gestore?
Una società di gestione autostradale ha contestato l'obbligo di pagare il COSAP per cavalcavia a un ente municipale, sostenendo che lo spazio fosse di proprietà statale e di agire come concessionaria dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il canone è dovuto perché l'occupazione è effettuata da un'impresa privata per il proprio profitto e lo spazio aereo sopra una strada comunale rimane di proprietà comunale se non formalmente espropriato. Lo status di concessionario statale non garantisce l'esenzione dal COSAP per cavalcavia.
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Onere della prova COSAP: Comune deve dimostrare proprietà
Un comune richiedeva il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico (COSAP) a una società per le sue installazioni in un'area montana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che l'onere della prova della proprietà del suolo, quale bene demaniale o del patrimonio indisponibile, grava sull'ente pubblico. In assenza di tale prova, la pretesa di pagamento è illegittima.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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COSAP e Aree Pubbliche: quando è dovuto il canone?
Una società di telecomunicazioni si opponeva al pagamento del COSAP per l'installazione di proprie apparecchiature su un'area montana. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per la debenza del canone di occupazione, non è sufficiente che un'area sia classificata come strada comunale ai sensi del Codice della Strada. È indispensabile dimostrare che tale area appartenga effettivamente al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune e, soprattutto, che sia concretamente destinata all'uso pubblico. La Corte ha annullato la decisione precedente, che si era basata su una presunzione errata, e ha rinviato il caso per un nuovo esame che verifichi l'effettiva destinazione pubblica del suolo.
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Canone mezzi pubblicitari: la visibilità è tassabile?
Una società pubblicitaria contesta il pagamento del canone per mezzi pubblicitari installati in aree private come metropolitane e stazioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione al Comune, affermando che ciò che conta è la visibilità del messaggio pubblicitario al pubblico nel territorio comunale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa per permettere alle parti di dimostrare l'avvenuta definizione agevolata della controversia, che estinguerebbe il giudizio.
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