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D.Lgs. 231/2001

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298 provvedimenti

Prescrizione pena pecuniaria: quando si ferma?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22516/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione della pena pecuniaria. La Corte ha respinto il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando che il termine di prescrizione della pena non viene interrotto dalla notifica della cartella di pagamento, ma cessa di decorrere già al momento dell'iscrizione a ruolo del credito. Questo atto, infatti, rappresenta la manifestazione inequivocabile della volontà dello Stato di procedere all'esecuzione della sanzione, rendendo irrilevanti le successive fasi della procedura di riscossione ai fini della prescrizione.
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Concorrenza illecita con metodo mafioso: la Cassazione
Imprenditori del settore funebre sono stati condannati per concorrenza illecita con metodo mafioso per aver intimidito personale ospedaliero al fine di monopolizzare i servizi. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne, rigettando sia i ricorsi degli imputati che del PM. La Corte ha chiarito che il reato si configura anche con minacce a terzi e che l'aggravante mafiosa non richiede la prova dell'appartenenza a un clan.
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Difesa dell’ente: nomina del difensore e appello
La Cassazione annulla un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello di due società contro un sequestro preventivo. Il caso riguarda la cruciale questione della nomina del difensore per la difesa dell'ente: se nominato dal legale rappresentante indagato, la nomina è illegittima. La Corte stabilisce che la mancata proposizione del riesame, dovuta all'assenza di un difensore legittimo, non preclude la possibilità di presentare appello per la revoca della misura. I ricorsi dei soci, invece, sono stati dichiarati inammissibili.
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Confisca profitto reato associativo: calcolo e limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20227/2024, chiarisce i criteri per la determinazione della confisca del profitto del reato associativo a carico di una società. Viene riaffermato il principio di irretroattività, secondo cui il calcolo deve basarsi esclusivamente sulle condotte illecite poste in essere dopo l'introduzione del reato di associazione per delinquere nel novero dei reati presupposto della responsabilità degli enti (D.Lgs. 231/2001). La Corte ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando la correttezza del calcolo effettuato dalla Corte d'Appello, che aveva tenuto conto sia della condotta associativa successiva alla novella legislativa del 2009, sia dei profitti dei reati-fine commessi nello stesso periodo.
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Ricorso per abnormità: atto di P.G. è inammissibile
Una società ha impugnato direttamente in Cassazione un verbale di sequestro redatto dalla polizia giudiziaria, sostenendone l'abnormità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per abnormità inammissibile, chiarendo che tale rimedio eccezionale è esperibile solo contro provvedimenti dell'autorità giudiziaria (giudice o P.M.) e non contro atti della polizia giudiziaria. La sentenza sottolinea che esistono rimedi specifici, come l'istanza di revoca al P.M., per contestare tali atti.
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Sequestro preventivo: la Cassazione fissa i limiti
A seguito del crollo di un edificio in costruzione, venivano sottoposte a sequestro preventivo due società, una operativa e la sua controllante. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, evidenziando la carenza di motivazione sul nesso di pertinenza tra i beni della società controllante e il reato. La Corte ha ribadito che il sequestro preventivo richiede un legame strutturale tra il bene e il reato, non solo tra il bene e l'indagato, e deve rispettare un rigoroso principio di proporzionalità.
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Impugnazione PM: inammissibile senza periculum
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione del PM contro l'annullamento di un sequestro preventivo per una presunta frode nel settore fotovoltaico. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente, il quale ha omesso di argomentare sulla sussistenza del 'periculum in mora' (il pericolo nel ritardo), concentrandosi unicamente sul 'fumus delicti' (la parvenza del reato). La Corte ha ribadito che un'impugnazione deve avere un'utilità concreta, e per ripristinare una misura cautelare è necessario dimostrare la presenza di tutti i suoi presupposti, non solo di quello contestato dal giudice precedente.
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Difensore d’ufficio ente: appello senza procura?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal difensore d'ufficio di un ente contro un sequestro preventivo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: dopo la notifica di un atto formale come l'avviso di conclusione indagini, l'ente deve necessariamente costituirsi formalmente nel procedimento per poter esercitare i propri diritti di impugnazione. In assenza di tale costituzione, il difensore d'ufficio dell'ente non è legittimato a proporre riesame, poiché tale atto non rientra più tra quelli urgenti che possono essere compiuti prima della formale partecipazione dell'ente al processo.
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Rappresentanza legale ente: nomina difensore e conflitto
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due società contro un sequestro, poiché i difensori erano stati nominati dagli amministratori, a loro volta indagati per i reati presupposto. Si configura un insanabile conflitto di interessi che viola la corretta rappresentanza legale ente prevista dal D.Lgs. 231/2001.
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Bancarotta fraudolenta: confini con il traffico rifiuti
Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta un complesso caso di traffico illecito di rifiuti e bancarotta fraudolenta che coinvolge una madre e un figlio. La Corte ha confermato in larga parte le responsabilità penali, ma ha annullato parzialmente la condanna del figlio per una delle ipotesi di bancarotta, applicando il principio del 'ne bis in idem' sostanziale. Secondo i giudici, le stesse condotte di spoliazione patrimoniale non possono essere punite due volte, nemmeno sotto diverse qualificazioni giuridiche. La sentenza è stata inoltre rinviata alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena e della confisca.
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Confisca profitto reato: si calcola il lordo o il netto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per traffico illecito di rifiuti. La sentenza ribadisce due principi fondamentali sulla confisca del profitto del reato: primo, il profitto da confiscare è il vantaggio economico lordo, senza detrarre i costi sostenuti per l'attività illecita; secondo, in caso di concorso di persone, l'intero profitto può essere sequestrato a un singolo concorrente in base al principio solidaristico.
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Procura speciale terzo: quando è necessaria nel riesame
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una società contro un sequestro preventivo. Il motivo risiede nella mancanza della procura speciale terzo, un requisito formale indispensabile quando a impugnare il provvedimento è un soggetto, come la società in questione, considerato terzo rispetto al procedimento penale avviato nei confronti del suo ex legale rappresentante per reati fiscali. La sentenza ribadisce che senza questo mandato specifico, il difensore non è legittimato a presentare l'istanza di riesame.
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Frode forniture pubbliche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di navi e beni di una società di navigazione accusata di frode forniture pubbliche e truffa aggravata. La società aveva ottenuto un appalto pubblico attestando falsamente la conformità delle sue navi agli standard per passeggeri con mobilità ridotta. La sentenza chiarisce che il possesso di certificati di sicurezza generici non esclude la sussistenza della frode forniture pubbliche se le specifiche del bando non sono rispettate.
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Sequestro preventivo: annullato per vizio di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 76.000 euro a carico di una società. Il provvedimento iniziale mancava completamente della motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione assente, poiché ciò costituirebbe una violazione dei principi procedurali. La misura cautelare è stata quindi annullata per un vizio insanabile nell'atto originale.
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Licenziamento per vantaggio personale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento di un casellante autostradale che aveva volontariamente interrotto il servizio per 55 minuti. La Corte ha stabilito che, per configurare un licenziamento per vantaggio personale, il "vantaggio" deve essere un fine ulteriore e distinto dalla semplice inosservanza delle regole, come la pausa dal lavoro. La mera inoperosità, essendo una conseguenza diretta della condotta, non integra la fattispecie prevista dal CCNL per la sanzione espulsiva, che richiede un dolo specifico.
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Eccezione di inadempimento sindaco: compenso negato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del rigetto della domanda di ammissione al passivo del compenso di un sindaco di una società fallita. Il curatore ha sollevato con successo l'eccezione di inadempimento, basata sulla grave omessa vigilanza del professionista riguardo la perdita del capitale sociale. La Corte ha ribadito che, a fronte dell'allegazione di uno specifico inadempimento da parte del fallimento, spetta al sindaco dimostrare di aver adempiuto correttamente ai propri doveri, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Eccezione d’inadempimento: compenso negato al sindaco
Un ex sindaco di una società quotata fallita ha richiesto il pagamento del suo compenso. Il fallimento si è opposto sollevando un'eccezione d'inadempimento, accusando il sindaco di aver omesso la dovuta vigilanza sulla gestione societaria, che aveva occultato la perdita di capitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del sindaco, chiarendo che in questi casi spetta al professionista dimostrare di aver adempiuto correttamente ai propri doveri. Non avendolo provato, la sua richiesta di compenso è stata legittimamente respinta.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e reati finanziari
In un complesso caso di reati finanziari, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile del Pubblico Ministero contro la sentenza di assoluzione di dirigenti di un importante istituto bancario e di altre società finanziarie. Le accuse riguardavano falso in bilancio e aggiotaggio informativo legati a complesse operazioni di finanza strutturata. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sulla genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano specificamente le autonome ragioni della sentenza d'appello, e sulla sopravvenuta prescrizione dei reati, che eliminava l'interesse concreto a proseguire il giudizio. Anche il ricorso della parte civile, l'autorità di vigilanza del mercato, è stato dichiarato inammissibile per revoca della sua costituzione.
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Travisamento della prova: sequestro annullato
Una società, soggetta a un sequestro preventivo per evasione di dazi doganali, ha richiesto la restituzione parziale delle somme vincolate. La richiesta si basava su un documento dell'Agenzia Doganale, elaborato in collaborazione con la Procura e la Polizia Finanziaria, che quantificava un profitto illecito inferiore all'importo sequestrato. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, qualificando erroneamente tale documento come un atto "unilaterale" e inaffidabile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che si è verificato un travisamento della prova, poiché il documento era il risultato di un'attività investigativa partecipata e non di un'iniziativa di parte. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Interessi transazioni commerciali e P.A.: il caso
Una società di custodia veicoli ha richiesto gli interessi per transazioni commerciali per un ritardato pagamento da parte di una Pubblica Amministrazione. La Corte d'Appello aveva negato tali interessi, concedendo solo quelli legali. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e meritevole di approfondimento, rinviando la causa a pubblica udienza per decidere se tale rapporto rientri nelle transazioni commerciali.
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