Un'albergatrice era stata condannata per peculato a seguito dell'omesso versamento della tassa di soggiorno riscossa dai clienti negli anni dal 2016 al 2018. Successivamente, una riforma legislativa ha qualificato l'albergatore come responsabile d'imposta, trasformando la condotta in illecito amministrativo. La Corte di Cassazione, applicando la norma di interpretazione autentica sopravvenuta, ha stabilito che la nuova disciplina si applica retroattivamente anche ai fatti precedenti al 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, trasmettendo gli atti al Comune per l'applicazione delle sanzioni amministrative.
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