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D.Lgs. 149/2022 — Anno 2026

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37 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 149/2022

Deposito telematico obbligatorio: rischi e regole
Un professionista legale ha impugnato una sentenza relativa alla responsabilità civile dei magistrati inviando il ricorso tramite posta ordinaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile poiché, a seguito della Riforma Cartabia, il deposito telematico obbligatorio è l'unica modalità valida per la presentazione degli atti. L'inosservanza di tale obbligo informatico impedisce l'esame dei motivi di ricorso e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e del doppio contributo unificato.
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Deposito telematico: obblighi e sanzioni processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso relativo alla revoca di una procedura di liquidazione giudiziale. Il caso riguardava una notifica effettuata a un ex amministratore non più in carica e provata esclusivamente tramite documenti cartacei. La Suprema Corte ha ribadito che il deposito telematico è obbligatorio ex art. 196-quater disp. att. c.p.c. e che la mancata digitalizzazione della prova di notifica rende l'atto processualmente inesistente. Tale omissione ha impedito di sanare il difetto di contraddittorio, confermando la nullità della procedura originaria.
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Distrazione spese: Avvocato vince contro l’errore della Corte
Un Contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione condanna l'Agenzia a pagare le spese legali ma, per una svista, omette di disporre la 'distrazione delle spese processuali' a favore dell'avvocato difensore, che ne aveva fatto richiesta. L'avvocato presenta quindi un ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Corte accoglie la richiesta, modificando la precedente ordinanza e stabilendo che le spese legali debbano essere pagate direttamente all'avvocato. La sentenza ribadisce che la mancata pronuncia sulla richiesta di distrazione costituisce un errore materiale emendabile, garantendo così il diritto del legale a ricevere il proprio compenso direttamente dalla parte soccombente.
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Correzione errore materiale: spese legali in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la Correzione errore materiale relativo a una precedente ordinanza che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore del difensore antistatario. Nonostante la richiesta fosse stata regolarmente formulata in calce alla memoria difensiva, il dispositivo originario non ne faceva menzione. La Suprema Corte, richiamando le norme del codice di procedura civile e le novità della Riforma Cartabia, ha integrato il provvedimento disponendo l'aggiunta della locuzione necessaria a garantire il diritto del legale al pagamento diretto delle spese.
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Attestazione di conformità della procura speciale
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante la validità di un ricorso in cui mancava l'attestazione di conformità della procura speciale. Il documento, originariamente cartaceo, era stato scansionato e notificato via PEC senza la necessaria dichiarazione del difensore. La Corte deve stabilire se tale omissione comporti l'inammissibilità del ricorso alla luce delle recenti riforme legislative.
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Clausola sociale: limiti al diritto di assunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che rivendicavano il diritto all'assunzione presso la nuova società appaltatrice in virtù della clausola sociale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale diritto poiché i lavoratori si erano dimessi e non risultavano in servizio al momento dell'indizione della nuova gara d'appalto. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali.
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società estera di scommesse e il suo intermediario italiano (CTD) hanno contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per il 2015, sostenendo che la normativa fosse discriminatoria e incostituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'imposta anche per gli operatori privi di concessione nazionale. La Corte ha ribadito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il CTD, in quanto entrambi partecipano all'attività di raccolta delle scommesse sul territorio italiano, che costituisce il presupposto del tributo. La decisione chiarisce che l'imposta non ha natura sanzionatoria ma fiscale, e si applica a chiunque gestisca giochi in Italia, garantendo parità di trattamento.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero, confermando l'assoggettamento all'imposta unica scommesse anche per gli operatori privi di concessione che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso violazioni del diritto UE, ribadendo che la tassazione si applica a chiunque operi sul territorio nazionale, basandosi sul principio di territorialità e sulla solidarietà passiva tra il bookmaker e i centri di trasmissione dati. La decisione sottolinea come la normativa non sia discriminatoria e sia giustificata da motivi di interesse generale.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è nullo
Una società presenta un ricorso inammissibile contro accertamenti per fatture false. La Cassazione lo rigetta, confermando la decisione d'appello e sanzionando la società per abuso del processo, poiché il motivo di ricorso non contestava la vera ratio decidendi della sentenza impugnata.
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Responsabilità del vettore: l’esimente CMR prevale
Una compagnia assicuratrice ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per la perdita di alcune auto di lusso a seguito di un incendio. La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della responsabilità del vettore. Nonostante la riconosciuta colpa grave dell'autista per aver parcheggiato in un'area non protetta, è stata applicata un'esimente prevista dalla Convenzione CMR. La Corte ha ritenuto che l'uso concordato di un veicolo aperto e senza telone costituisse un 'fondato dubbio' sulla causa del danno, invertendo l'onere della prova a carico della parte danneggiata, che non è riuscita a dimostrare il contrario.
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Doppio grado di giudizio: la Cassazione annulla
A seguito di un incidente durante un safari, un tour operator veniva condannato a risarcire due turisti. Il tour operator chiamava in garanzia la società straniera organizzatrice del safari. Mentre il Tribunale negava la giurisdizione italiana su quest'ultima, la Corte d'Appello la affermava ma, anziché rinviare la causa, decideva nel merito. La Cassazione ha cassato questa decisione, riaffermando che la violazione del principio del doppio grado di giudizio impone il rinvio al primo giudice.
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Studi di settore: onere della prova del contribuente
Un contribuente, titolare di una carrozzeria, impugna un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale accoglie l'appello dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, rigetta definitivamente il ricorso del contribuente, confermando che l'onere di provare le cause che giustificano lo scostamento dai parametri degli studi di settore grava su di lui. Giustificazioni generiche, come la crisi del settore, non sono considerate sufficienti se non supportate da prove concrete e specifiche.
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Trattazione scritta appello: no inammissibilità
Una lavoratrice si è vista dichiarare l'appello improcedibile per non aver depositato la prova della notifica durante una trattazione scritta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la modalità di trattazione scritta appello non può comprimere il diritto di difesa. Il giudice, prima di dichiarare l'improcedibilità, deve fissare una nuova udienza per consentire alla parte di produrre la prova della notifica e verificare così la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Improcedibilità ricorso cassazione: ecco perché
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza sfavorevole, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso in cassazione. La causa è il mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, un vizio formale ritenuto insanabile che impedisce la verifica della tempestività dell'appello, con conseguente condanna per abuso del processo.
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Amministratore di fatto: responsabilità e prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore di fatto al risarcimento dei danni in favore del fallimento di una società. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che la prova della qualifica di amministratore di fatto deriva da un'ingerenza gestoria sistematica e completa, che eccede i limiti di eventuali deleghe formali. È stata inoltre sanzionata l'eccessiva lunghezza dell'atto di ricorso, che ha violato i principi di chiarezza e sinteticità, portando a una liquidazione delle spese processuali ai massimi valori.
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Liquidazione compenso gratuito patrocinio: i limiti
Un avvocato ricorre in Cassazione contestando la liquidazione del suo compenso in un caso di gratuito patrocinio, ritenendola inferiore ai minimi. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando la facoltà del giudice di liquidare gli onorari tra i minimi e i medi tariffari e di applicare ulteriori riduzioni previste dalla legge. Il ricorrente è stato inoltre condannato per lite temeraria, sottolineando l'importanza di una corretta formulazione dei motivi di ricorso nella liquidazione compenso gratuito patrocinio.
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Servitù padre di famiglia: la prova testimoniale
La Corte di Cassazione conferma la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, stabilendo che la prova testimoniale, se tempestivamente richiesta e ingiustamente non ammessa in primo grado, può essere legittimamente assunta nel giudizio di rinvio. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo un tentativo di riesame del merito, e ha sanzionato i ricorrenti per lite temeraria.
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