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D.L. 78/2010 — Anno 2024

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131 provvedimenti

Altri anni per D.L. 78/2010

Avviso di accertamento: validità e presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva. La sentenza conferma la piena legittimità della notifica dell'atto impositivo eseguita direttamente a mezzo posta dall'Agenzia delle Entrate, i poteri di accesso della Guardia di Finanza senza necessità di autorizzazione specifica del comandante, e l'uso di presunzioni per accertare maggiori ricavi da pagamenti 'in nero' ai dipendenti. La Corte ha inoltre ribadito che, in caso di operazioni oggettivamente inesistenti, l'onere di provare la loro effettività spetta al contribuente, una volta che l'amministrazione abbia fornito elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti.
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Favor rei tributario: sanzioni ridotte anche in corso
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale contestando errori procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto i motivi principali del ricorso, ma ha accolto la richiesta di applicazione di sanzioni più miti in virtù del principio del favor rei tributario, introdotto da una nuova legge. La sentenza è stata quindi cassata limitatamente alle sanzioni, con rinvio per il loro ricalcolo.
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Accertamento bancario professionista: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. L'ordinanza conferma che, in caso di accertamento bancario professionista, solo i versamenti ingiustificati sono soggetti a presunzione di maggior reddito, non i prelevamenti. La Corte ha inoltre ribadito i principi di autosufficienza del ricorso e di sanatoria dei vizi di notifica per raggiungimento dello scopo, dichiarando inammissibili o infondati tutti i motivi di doglianza del contribuente.
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Blocco contratti PA: valido per dipendenti privati?
Un gruppo di dipendenti comunali, il cui rapporto di lavoro è regolato da un contratto collettivo di diritto privato (CCNL Edili), ha richiesto il riconoscimento di aumenti retributivi. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, applicando il blocco contratti PA in vigore per il pubblico impiego, sostenendo la prevalenza della natura pubblica del datore di lavoro. I lavoratori hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare importanza e non ancora risolta in giurisprudenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui rinvia il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza quindi pronunciarsi sul merito della controversia.
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Blocco contrattazione pubblica: si applica a CCNL privati?
La Corte di Cassazione affronta un caso cruciale riguardante l'applicabilità del blocco contrattazione pubblica a dipendenti di un ente locale assunti con un contratto collettivo del settore privato (CCNL Edilizia). I lavoratori chiedevano l'adeguamento salariale negato dall'ente in virtù delle norme sul contenimento della spesa pubblica. Riconoscendo la novità e la rilevanza della questione, mai affrontata prima in questi termini, la Suprema Corte ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, disponendo il rinvio della causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Blocco stipendi PA: si applica a contratti privati?
Un lavoratore, dipendente di un Comune ma con contratto del settore privato edile, ha richiesto gli aumenti retributivi negati a causa del blocco stipendi PA. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta, privilegiando la natura pubblica del datore di lavoro. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione inedita e di particolare importanza, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per definire l'applicabilità del blocco a questi rapporti di lavoro ibridi.
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Diligenza banca assegno: quando basta un solo documento?
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore finanziario per il pagamento di un assegno non trasferibile a un soggetto non legittimato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19342/2024, ha chiarito i limiti della diligenza della banca nell'assegno. Ha stabilito che l'identificazione del presentatore tramite un solo documento d'identità valido, in assenza di evidenti segni di falsificazione, è sufficiente a escludere la colpa dell'operatore, anche in presenza di circostanze come l'apertura contestuale di un conto. La Corte ha ritenuto eccessiva la pretesa di verifiche ulteriori, come controlli anagrafici o presso l'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di secondo grado.
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Agevolazioni sisma Abruzzo: stop alla Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale, chiedendo di beneficiare della riduzione d'imposta prevista per le aree colpite dal terremoto del 2009. Le corti di merito hanno negato il beneficio, sostenendo che non si applicasse alle imposte accertate successivamente. La Corte di Cassazione, rilevando una questione pendente dinanzi alla Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità di queste agevolazioni sisma Abruzzo con il diritto UE in materia di IVA, ha sospeso il procedimento in attesa della decisione europea.
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Accertamento sintetico: la Cassazione fa chiarezza
Una contribuente ha contestato un accertamento sintetico per l'IRPEF 2007, sostenendo la decadenza dei termini, la mancanza di un contraddittorio preventivo e un'errata inversione dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in caso di dichiarazione omessa il termine di accertamento è di cinque anni. Ha inoltre stabilito che il "redditometro" crea una presunzione legale, ponendo a carico del contribuente l'onere di dimostrare la provenienza non imponibile delle somme, e che per i tributi non armonizzati del 2007 non era obbligatorio il contraddittorio preventivo.
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Intimazione di pagamento: è sempre impugnabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18835/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione. Un'intimazione di pagamento è sempre un atto autonomamente impugnabile, anche quando segue un accertamento già esecutivo. La Corte ha chiarito che tale atto non ha una mera funzione informativa, ma individua il soggetto e cristallizza la somma da riscuotere, potendo ledere la posizione di chi, come nel caso di specie, viene indicato come debitore per la prima volta. Rifiutare l'impugnabilità violerebbe il diritto di difesa. Il caso riguardava il legale rappresentante di un'associazione sportiva a cui era stato notificato un atto di intimazione per debiti tributari di anni in cui non ricopriva tale carica.
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Accertamento sintetico: la Cassazione fa chiarezza
La Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento sintetico per IRPEF 2008, basato sul vecchio redditometro. Rigettati i motivi su contraddittorio preventivo, termini di decadenza e applicabilità del nuovo redditometro. L'assenza di obbligo di contraddittorio per i tributi non armonizzati e la corretta applicazione del termine quinquennale per omessa dichiarazione sono stati i punti chiave della decisione.
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Mansioni superiori autorità portuali: si applica il CC
Un dipendente di un'Autorità Portuale ha ottenuto il riconoscimento di mansioni superiori con adeguamento retributivo. La Cassazione ha confermato che per le mansioni superiori autorità portuali si applica la disciplina privatistica dell'art. 2103 c.c. e non le regole del pubblico impiego, respingendo il ricorso dell'ente. La sentenza chiarisce la natura speciale del rapporto di lavoro portuale, giustificata dalle esigenze operative e imprenditoriali del settore.
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Accertamento sintetico: la prova del contribuente
Un contribuente impugna un accertamento sintetico basato sul possesso di beni-indice come un'imbarcazione. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che il 'redditometro' crea una presunzione legale. Spetta al contribuente fornire una prova documentata e specifica per superarla, non essendo sufficiente la mera disponibilità di altri redditi. La Corte chiarisce anche che le nuove norme sul redditometro non sono retroattive all'anno d'imposta 2008.
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Accertamento sintetico: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18713/2024, ha chiarito le regole dell'accertamento sintetico tramite redditometro. Ha stabilito che gli indici di capacità contributiva (es. possesso di beni) creano una presunzione legale, spostando sul contribuente l'onere di provare l'origine diversa dei fondi. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente richiesto all'Agenzia delle Entrate prove aggiuntive e non aveva considerato correttamente gli incrementi patrimoniali.
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Redditometro 2007: no al contraddittorio preventivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18621/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sul redditometro per l'anno d'imposta 2007. La Corte ha stabilito che, per quell'annualità, non sussisteva l'obbligo del contraddittorio preventivo. Inoltre, ha confermato che l'onere di provare che le spese sono coperte da redditi esenti o già tassati spetta al contribuente, il quale non può limitarsi a dimostrare la mera disponibilità di tali somme.
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Accertamento sintetico: quando è valido senza preavviso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento sintetico per l'anno d'imposta 2008, rigettando il ricorso di un contribuente. La Corte ha stabilito che per quell'anno non era obbligatorio il contraddittorio preventivo e che l'attribuzione delle spese per la casa di abitazione può prescindere dalla quota di proprietà formale, se il coniuge comproprietario è privo di redditi.
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Progressione verticale: quando si applica il blocco?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18385/2024, ha stabilito che in caso di progressione verticale nel pubblico impiego, le norme applicabili al trattamento economico sono quelle in vigore al momento della stipula del contratto, non quelle del bando di concorso. Di conseguenza, il blocco degli aumenti stipendiali introdotto da una legge successiva al bando (ius superveniens) è legittimo e prevale sulle condizioni originarie, in quanto la progressione si considera 'disposta' solo con la formalizzazione del nuovo inquadramento.
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Accertamento sintetico e reddito agricolo: il caso
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento sintetico a carico di un imprenditore agricolo. Nonostante le spese elevate (case, auto, barca) non fossero coperte dal reddito dichiarato, il contribuente ha dimostrato che erano sostenute con il reddito effettivo della sua attività, tassato in modo forfettario. La Corte ha stabilito che la prova del reddito effettivo, anche se tassato forfettariamente, è sufficiente per superare la presunzione del redditometro.
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Imposta fondi immobiliari: no disapplicazione per contrasto UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società di investimento che chiedevano il rimborso dell'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari, introdotta nel 2010. La Corte ha stabilito che la norma non contrasta con il diritto dell'Unione Europea, non potendo essere disapplicata dal giudice nazionale, e ha giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, confermando la validità del prelievo fiscale transitorio.
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Scissione societaria e debiti: responsabilità illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17188/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di scissione societaria. La Corte ha chiarito che i debiti previdenziali e assistenziali, al pari di quelli tributari, comportano una responsabilità solidale e illimitata per tutte le società coinvolte nell'operazione. Questa decisione deroga alla regola generale del codice civile che limita la responsabilità della società beneficiaria al valore del patrimonio netto trasferito. Inoltre, la Corte ha ribadito che l'eccezione di limitazione della responsabilità deve essere sollevata entro il termine perentorio di 40 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, pena l'inammissibilità dell'opposizione.
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