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D.L. 78/2010 — Anno 2022

97 provvedimenti

Altri anni per D.L. 78/2010

Socio Amministratore: Contributi Previdenziali Negati all’Ente
L'ente previdenziale ha richiesto i Contributi previdenziali socio amministratore a un soggetto che era sia socio che amministratore di una società a responsabilità limitata. L'ente riteneva che il soggetto dovesse iscriversi alla gestione commercianti. La Corte d'Appello ha escluso l'obbligo contributivo, poiché l'ente non aveva provato che il socio amministratore svolgesse un'attività lavorativa personale con i caratteri di abitualità e prevalenza. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che l'onere di dimostrare l'esistenza dei presupposti per il credito contributivo spetta all'ente previdenziale. Di conseguenza, il ricorso dell'ente è stato rigettato.
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Restituzione IVA sulla TIA: il gestore rimborsa l’utente
Una società di servizi ambientali chiedeva a una società commerciale il pagamento di penali e fatture per la tariffa rifiuti. La società utente contestava l'addebito e chiedeva la restituzione IVA sulla TIA versata indebitamente. Il Tribunale riconosceva la natura tributaria della tariffa applicata (TIA 1) e condannava il gestore a restituire l'IVA illegittimamente addebitata. La società di gestione ricorreva in Cassazione, sostenendo che l'utente, essendo una persona giuridica, poteva detrarre l'imposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che l'eventuale detrazione d'imposta non impedisce di chiedere il rimborso dell'IVA pagata per errore su un tributo locale, confermando il pieno diritto dell'utente alla restituzione.
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Notifica Contesa: Saldo e Stralcio Salva la Contribuente in Cassazione
Una contribuente ha contestato la regolare notificazione degli avvisi di addebito emessi da INPS e Agenzia delle Entrate - Riscossione. I giudici di merito avevano ritenuto la notificazione valida, respingendo le sue impugnazioni. In Cassazione, la contribuente ha richiesto un rinvio per completare il pagamento tramite la procedura di saldo e stralcio, prevista dal D.L. 145/2018. La Corte ha accolto questa richiesta, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il deposito della prova di pagamento e la possibile cessazione della materia del contendere grazie al saldo e stralcio.
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Rimborso Ritenute alla Fonte: Cassazione rinvia, non decide il merito
Un Contribuente ha chiesto il rimborso ritenute alla fonte su emolumenti, ma la Commissione Tributaria Regionale ha negato tale diritto. Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione di una norma specifica (Art. 33, D.L. 78/2010) e l'esistenza di un "giudicato esterno" su questioni simili. L'Agenzia delle Entrate si è opposta. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della richiesta di rimborso, ha deciso di rinviare il caso a una diversa sezione civile per un'ulteriore valutazione, riconoscendo la complessità delle questioni sollevate e la necessità di un approfondimento.
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Progressione economica nel pubblico impiego e ruoli speciali
Alcuni dipendenti pubblici, inseriti in un ruolo provvisorio ad esaurimento di un Ministero e distaccati presso un altro ente, sono stati esclusi dalla selezione interna per il passaggio alla fascia retributiva superiore. I lavoratori hanno quindi agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'illegittima esclusione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, accertando che i dipendenti possedevano il requisito dell'anzianità biennale previsto dal bando. L'amministrazione non poteva escludere il personale precariamente inserito nell'organico. La Suprema Corte ha riconosciuto il diritto dei lavoratori al risarcimento economico parametrato alle differenze retributive non percepite e all'adeguamento della pensione, consolidando i principi in materia di progressione economica nel pubblico impiego.
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Versamenti Bancari: La presunzione di reddito per i professionisti
Un professionista ha contestato un accertamento fiscale basato sui versamenti sul suo conto corrente. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l'accertamento, ritenendo legittima la presunzione di reddito da versamenti bancari anche per i professionisti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014 avesse limitato tale presunzione solo ai prelievi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista. Ha ribadito che la presunzione legale sui versamenti bancari si applica a tutti i contribuenti, inclusi i professionisti, i quali devono dimostrare che tali somme non costituiscono reddito imponibile.
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Giurisdizione sulla TIA: lite tra giudice civile e tributario
Un cittadino ha impugnato un decreto ingiuntivo notificato da una società di servizi per il mancato pagamento della Tariffa Igiene Ambientale. Il Tribunale civile si è dichiarato incompetente indicando la giurisdizione del giudice tributario. Riassunto il giudizio, la Commissione Tributaria ha sollevato d'ufficio il conflitto negativo di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno chiarito la Giurisdizione sulla TIA, stabilendo che le controversie intraprese dopo il 31 maggio 2010 spettano al giudice ordinario civile. La tariffa ha infatti natura di corrispettivo di un servizio privatistico e non di tributo. Di conseguenza, le parti dovranno proseguire la causa davanti al Tribunale civile ordinario.
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Impugnabilità dell’estratto di ruolo: la Cassazione sospende
Una società di persone ha impugnato un estratto di ruolo per un debito tributario superiore a 49.000 euro, contestando la regolarità delle notifiche e l'omesso avviso di presa in carico. I giudici di merito hanno respinto il ricorso ritenendo valida la notifica eseguita a mani di un familiare convivente del legale rappresentante. La società e i soci hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. I giudici attendono chiarimenti dalle Sezioni Unite sulla retroattività della norma che disciplina l'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La decisione finale è temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite.
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Progressione economica: no ai dipendenti in ruolo provvisorio
Alcuni lavoratori presentano ricorso chiedendo il riconoscimento del diritto a partecipare a una procedura di progressione economica indetta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2010. L'amministrazione li aveva esclusi poiché provenienti dall'Ente Tabacchi Italiani e inseriti solo in un ruolo provvisorio ad esaurimento. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dei dipendenti. I giudici confermano che l'inserimento provvisorio non equivale all'appartenenza effettiva all'organico ministeriale e che i lavoratori non possedevano i due anni di anzianità richiesti dal bando. Di conseguenza, il Ministero vince la causa e i ricorrenti devono pagare le spese processuali e il doppio del contributo unificato.
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Pensione anticipata e Finestre pensionistiche: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione delle 'finestre pensionistiche' anche per la pensione di vecchiaia anticipata. Un'ex Lavoratrice, con invalidità superiore all'80%, aveva ottenuto in appello il riconoscimento della pensione anticipata senza l'applicazione dei periodi di attesa. L'Istituto Previdenziale ha contestato questa decisione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che le 'finestre pensionistiche' si applicano a tutte le pensioni di vecchiaia, incluse quelle anticipate per invalidità, salvo specifiche deroghe. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Accertamento Sintetico Redditometro: Spese Future Valide per il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha effettuato un **accertamento sintetico redditometro** nei confronti di un Contribuente per gli anni 2007 e 2008, basandosi sull'acquisto di un'auto e altre spese. La questione principale riguardava l'interpretazione dell'Art. 38, comma 5, D.P.R. n. 600/1973, in particolare se l'Ufficio potesse considerare anche le spese sostenute negli anni successivi a quelli oggetto di accertamento per stimare il reddito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che per gli accertamenti relativi agli anni 2007-2008 si applica la versione della norma che permetteva di "spalmare" le spese su un periodo più ampio, includendo anche quelle successive, a ritroso fino ai quattro anni precedenti. Ha quindi cassato la sentenza precedente e rinviato la causa.
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Omesso versamento IVA: sanzione dovuta su accertamento
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una società una cartella esattoriale per omesso versamento IVA a seguito di un avviso di accertamento definitivo. I giudici di secondo grado hanno annullato la sanzione del trenta per cento, ritenendo inapplicabile la disciplina sanzionatoria ordinaria agli accertamenti non impugnati e invocando le novità legislative successive. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Ufficio. I giudici Supremi hanno stabilito che la sanzione amministrativa scatta per qualsiasi mancato pagamento di tributi entro i termini di legge quando l'atto presupposto è definitivo. Le modifiche legislative successive non cancellano le sanzioni relative a debiti tributari passati e accertati. La società contribuente ha subito la conferma integrale del debito e la condanna alle spese di lite.
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Diritto all’Assunzione: Blocco Assunzioni Prevale su Scorrimento Graduatoria
Un candidato, primo non vincitore in un concorso pubblico presso un'Agenzia Regionale, ha rivendicato il suo `diritto all'assunzione` dopo che uno dei vincitori è stato destituito per false dichiarazioni. I giudici di merito avevano respinto la sua domanda, sostenendo che il blocco delle assunzioni, dovuto al rispetto del `patto di stabilità`, impediva lo `scorrimento della graduatoria`. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Il diritto all'assunzione non sorge automaticamente dalla destituzione di un vincitore, ma richiede una nuova delibera di scorrimento, che era preclusa dalla normativa sul blocco delle assunzioni.
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Addizionale settore finanziario: consulenza o intermediazione?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un Contribuente. La disputa riguardava il rimborso di un'addizionale del 10% applicata nel 2014. L'Amministrazione Finanziaria riteneva che un'Azienda di consulenza finanziaria non rientrasse nella definizione di 'settore finanziario' per l'applicazione di tale addizionale. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto il ricorso del Contribuente, interpretando il 'settore finanziario' in modo più restrittivo, riferendosi agli intermediari finanziari del T.U.B. La Cassazione ha ritenuto la questione di diritto di particolare rilevanza e ha rinviato la causa a una pubblica udienza della Quinta Sezione civile, senza emettere una decisione finale sul merito della controversia sull'Addizionale settore finanziario.
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Pensione di vecchiaia anticipata: stop a decorrenze immediate
Una lavoratrice invalida con percentuale superiore all'ottanta per cento ha richiesto l'accesso al trattamento pensionistico. L'ente previdenziale ha applicato lo slittamento di dodici mesi previsto dal regime delle finestre mobili. I giudici di merito hanno accolto la domanda della lavoratrice, ritenendo inapplicabile tale attesa ai soggetti invalidi. L'ente previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la portata generale della disciplina sulle finestre di accesso. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. Il principio stabilisce che la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pari o superiore all'ottanta per cento subisce il differimento di dodici mesi introdotto dalla legge nel 2010.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le “finestre” valgono anche per gli invalidi?
Un Lavoratore invalido ha chiesto la pensione di vecchiaia anticipata. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno riconosciuto il diritto, ma senza applicare le cosiddette "finestre" (periodi di attesa) previste dalla legge, ritenendo che queste non riguardassero le pensioni anticipate per invalidità. L'Istituto di Previdenza ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le "finestre" si applicano a tutte le pensioni di vecchiaia, incluse quelle anticipate per invalidità. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova decisione conforme a questo principio.
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Finestre Pensionistiche: La Cassazione Estende l’Attesa agli Invalidi
Un Lavoratore Invalido aveva ottenuto il riconoscimento della pensione di vecchiaia anticipata. I giudici di merito avevano stabilito la decorrenza della pensione senza applicare le cosiddette "finestre pensionistiche", cioè i periodi di attesa previsti dalla legge. L'INPS ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, affermando che le "finestre pensionistiche" si applicano anche alle pensioni di vecchiaia anticipate per invalidità. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d'Appello di Milano per una nuova decisione, in linea con questo principio.
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Accertamento sintetico redditometro: il Fisco perde per le spese
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento sintetico redditometro a una contribuente per l'anno di imposta 2008. L'ufficio finanziario ha imputato le spese per incrementi patrimoniali ripartendole anche su un anno successivo, il 2009, che però non risultava oggetto di alcuna verifica fiscale. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo per illegittimità del calcolo. L'ente fiscale ha impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'errata applicazione temporale delle norme sull'accertamento. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'amministrazione finanziaria, poiché il motivo sollevato non ha scalfito la reale motivazione della sentenza precedente. La contribuente ha ottenuto la vittoria definitiva e la condanna del Fisco al rimborso integrale delle spese processuali.
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Pensione di vecchiaia anticipata: vale l’attesa per gli invalidi
Il Lavoratore Invalido con disabilità pari o superiore all'80% richiede il riconoscimento della pensione di vecchiaia anticipata. L'Ente Previdenziale contesta la decorrenza immediata della prestazione, sostenendo l'applicazione della finestra mobile che impone un'attesa di dodici mesi. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici stabiliscono che il differimento annuale di dodici mesi si applica a tutti i tipi di pensionamento di vecchiaia. La regola include anche le persone con invalidità grave che beneficiano di limiti di età ridotti. Conseguentemente, la sentenza d'appello viene annullata e la causa viene rinviata per una nuova decisione conforme a questo principio.
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Accertamento sintetico: spese presunte contro redditi reali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per l'anno 2006 tramite accertamento sintetico, rilevando una sproporzione tra le entrate dichiarate e le spese sostenute per beni di lusso. La Commissione Tributaria Regionale ha convalidato la pretesa fiscale, negando l'applicazione retroattiva delle regole più favorevoli introdotte nel 2010. Il contribuente ha presentato ricorso per Cassazione contestando la duplicazione delle spese presunte, la mancata considerazione dei redditi del nucleo familiare e la restituzione di finanziamenti societari. La Suprema Corte ha sospeso la decisione e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per acquisire il fascicolo d'ufficio indispensabile all'esame dei documenti.
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