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D.L. 78/2010 — Anno 2023

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137 provvedimenti

Altri anni per D.L. 78/2010

Pensione di vecchiaia anticipata invalidi: slitta il pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo 'slittamento' di 12 mesi per l'erogazione della pensione si applica anche alla **Pensione di vecchiaia anticipata invalidi** con invalidità superiore all'80%. Un lavoratore aveva ottenuto nei primi gradi di giudizio il diritto a ricevere la pensione immediatamente, senza attendere la cosiddetta 'finestra mobile'. L'Ente Previdenziale ha però impugnato la decisione. La Cassazione ha dato ragione all'Ente, affermando che la norma sullo slittamento ha una portata generale e non prevede eccezioni per questa specifica categoria. Di conseguenza, anche i lavoratori invalidi che accedono a questa prestazione devono attendere 12 mesi prima di ricevere il primo assegno.
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Pensione anticipata invalidi: la Cassazione conferma lo slittamento
Un lavoratore con invalidità dell'80% si era visto negare l'immediato pagamento della pensione, poiché l'Ente Previdenziale aveva applicato uno slittamento di 12 mesi. I giudici di merito avevano dato ragione al lavoratore, escludendo il differimento per questa categoria protetta. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che la norma sullo slittamento dei pagamenti ha carattere generale e si applica a tutti, inclusi i beneficiari della pensione di vecchiaia anticipata invalidi, poiché la legge non prevede eccezioni specifiche per loro. La necessità di contenere la spesa pubblica prevale, quindi l'Ente Previdenziale vince la causa.
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Accertamento per differenze di magazzino: il valore non basta
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda del settore conciario presunte irregolarità fiscali, focalizzandosi su un accertamento per differenze di magazzino. Il Fisco ha ipotizzato vendite non dichiarate basandosi esclusivamente sulla variazione del valore monetario delle scorte tra l'inizio e la fine dell'anno. L'Azienda ha impugnato l'atto, sostenendo che la legge richieda una discrepanza fisica (quantitativa) e non solo economica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la presunzione di cessione o acquisto irregolare non può fondarsi su meri calcoli di valore. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame dei fatti, confermando che il Fisco deve dimostrare la mancanza fisica dei beni per legittimare il recupero delle imposte.
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Decorrenza Rendita Catastale: Variazione non Retroattiva per IMU
Una parrocchia chiede la variazione catastale di un immobile, ottenendo una rendita più bassa. Il Comune, però, le notifica avvisi di pagamento IMU per gli anni precedenti basati sulla vecchia rendita, più alta. La Cassazione dà ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale sulla decorrenza rendita catastale: la nuova rendita, anche se più favorevole, ha effetto solo dal primo gennaio dell'anno successivo alla sua annotazione in catasto. La regola generale non ammette retroattività a favore del contribuente, anche se la variazione è stata richiesta da quest'ultimo. La parrocchia, quindi, perde la causa e deve pagare l'imposta calcolata sul vecchio valore.
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Finestre Pensionistiche Invalidi: Diritto Certo, Assegno Posticipato
Una lavoratrice, con invalidità superiore all'80%, matura il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. L'Ente di Previdenza, tuttavia, posticipa di 12 mesi il pagamento applicando le cosiddette 'finestre mobili'. La Corte di Cassazione dà ragione all'Ente, stabilendo un principio importante sulle finestre pensionistiche invalidi. La norma che prevede lo slittamento della decorrenza ha una portata generale e si applica anche a questa specifica categoria di pensionati. Di conseguenza, il posticipo del pagamento è legittimo, anche in caso di pensione anticipata per grave invalidità.
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Finestra Pensionistica Invalidi: Diritto Subito? No, 12 Mesi Dopo
Una lavoratrice con invalidità superiore all'80% matura il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata. L'ente previdenziale, però, applica un posticipo di 12 mesi basato sulla cosiddetta 'finestra mobile'. La lavoratrice si oppone, vincendo nei primi gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ribalta la situazione, stabilendo che la finestra pensionistica invalidi si applica anche a questa categoria. La norma ha infatti una portata generale e non prevede eccezioni specifiche per i lavoratori invalidi. Di conseguenza, l'ente previdenziale ha agito correttamente e la pensione deve essere erogata con 12 mesi di ritardo rispetto alla maturazione del diritto.
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Impugnazione Estratto di Ruolo: Debito Fiscale Sospeso in Cassazione
Un contribuente scopre un debito IRPEF per anni passati solo tramite un estratto di ruolo. Decide per l'impugnazione dell'estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto i relativi avvisi di accertamento. La mancata notifica degli atti preliminari, infatti, renderebbe illegittima la pretesa del Fisco. La Corte di Cassazione, prima di entrare nel merito della questione sulla validità della notifica, accoglie la richiesta del contribuente di sospendere il processo in attesa di una futura trattazione. La causa viene quindi momentaneamente 'congelata', rinviando la decisione finale sulla validità del debito fiscale.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina della finestra mobile di dodici mesi si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Nonostante la normativa speciale favorisca l'accesso al pensionamento per i soggetti fragili, la norma generale sullo slittamento dei termini di decorrenza ha una portata ampia che include tutte le tipologie di accesso previste dagli ordinamenti specifici. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito che avevano erroneamente escluso tale differimento temporale per i lavoratori gravemente invalidi.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime delle cosiddette finestre mobili, introdotto dal D.L. n. 78 del 2010, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava una lavoratrice che aveva ottenuto dai giudici di merito il riconoscimento del diritto alla pensione senza lo slittamento di dodici mesi. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che la norma sullo slittamento ha portata generale e non prevede deroghe per i soggetti gravemente invalidi, i quali devono quindi sottostare al periodo di attesa previsto dalla legge generale successiva.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Nonostante la natura agevolata di tale prestazione, lo slittamento di dodici mesi previsto dalla normativa del 2010 ha portata generale. La decisione ribadisce che il differimento della decorrenza riguarda tutti i casi di accesso al pensionamento di vecchiaia previsti dagli ordinamenti specifici, inclusi quelli per soggetti fragili.
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Finestra mobile e pensione invalidità 80%
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione della finestra mobile per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava la richiesta di una vedova per ottenere gli arretrati della pensione del coniuge defunto, sostenendo che lo slittamento di dodici mesi non dovesse applicarsi a chi beneficia dell'accesso anticipato per motivi di salute. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la norma del 2010 ha carattere generale. Pertanto, anche i soggetti fragili che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata devono attendere il periodo di dodici mesi prima di percepire l'assegno.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime della finestra mobile, che prevede uno slittamento di dodici mesi per l'erogazione del trattamento, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito, confermando che la normativa del 2010 ha una portata generale. Nonostante il diritto all'anticipo per ragioni di salute, il legislatore non ha previsto deroghe specifiche per questa categoria, includendola nel meccanismo di differimento temporale comune alla generalità dei lavoratori dipendenti.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime delle cosiddette finestre mobili, che impone uno slittamento di dodici mesi per l'accesso al trattamento pensionistico, si applica integralmente anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito che ritenevano tale categoria esclusa dal differimento per favorire un rapido accesso alla quiescenza. La Suprema Corte ha invece chiarito che la norma del 2010 ha portata generale e include tutti i casi di pensionamento regolati da ordinamenti specifici, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai costante.
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Lavoratore esodato: decorrenza pensione e finestre
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore esodato che richiedeva la retrodatazione del proprio trattamento pensionistico. Il ricorrente sosteneva che, in virtù degli accordi di mobilità stipulati prima della riforma Fornero, avesse diritto alla decorrenza immediata della pensione senza lo slittamento previsto dalle finestre mobili. La Corte ha invece chiarito che il regime di salvaguardia comporta l'applicazione della disciplina previgente nella sua interezza, includendo quindi il differimento di dodici mesi stabilito dalle norme del 2010. Di conseguenza, la pensione del lavoratore esodato decorre correttamente solo dopo il periodo di attesa previsto dalla legge.
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Finestra mobile: regole per la pensione invalidi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo della finestra mobile si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, i giudici hanno chiarito che il differimento di dodici mesi previsto dalla legge del 2010 non è stato rimosso per questa specifica categoria di pensionati dalle riforme successive. La decisione conferma un orientamento consolidato che include queste prestazioni nel regime delle decorrenze differite.
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Finestre mobili: regole per la pensione d’invalidità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Nonostante le riforme del 2011 abbiano eliminato tale differimento per la generalità dei trattamenti, la Corte ha chiarito che per questa specifica categoria di soggetti svantaggiati la dilazione di dodici mesi rimane operativa. La decisione ribadisce che l'esclusione dalle finestre mobili riguarda solo i lavoratori i cui requisiti di età sono stati ridefiniti dalla legge Fornero, escludendo quindi i beneficiari del regime speciale per invalidi.
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Addizionale bonus manager: i limiti della tassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente in merito al rimborso dell'**addizionale bonus manager** del 10% sui compensi variabili. La disputa riguarda l'interpretazione dell'art. 33 del D.L. 78/2010: il contribuente sostiene che la tassa si applichi solo sulla quota eccedente il triplo della retribuzione fissa, mentre il fisco ipotizza un ampliamento della base imponibile dovuto a norme successive. Data la complessità della questione e la connessione con altri procedimenti, la Corte ha rinviato la causa alla Sezione Tributaria per una trattazione ordinaria.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che il differimento di dodici mesi per l'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata si applica anche ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. La decisione chiarisce che l'ambito soggettivo della norma include tutti i casi di pensionamento previsti da ordinamenti specifici, annullando la sentenza di appello che escludeva tale slittamento per i soggetti invalidi. Il cuore della controversia riguarda l'interpretazione dell'art. 12 del d.l. n. 78/2010 in relazione alla pensione di vecchiaia anticipata.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione delle cosiddette finestre mobili alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Il caso nasce dal ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che escludeva lo slittamento di dodici mesi per questa specifica categoria. Gli Ermellini hanno stabilito che il differimento previsto dalla legge si applica indistintamente a tutti i casi di pensionamento di vecchiaia, inclusi quelli regolati da ordinamenti specifici per soggetti invalidi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio.
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Pensione di vecchiaia anticipata: stop alla retrodatazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il differimento di dodici mesi per l'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata si applica anche ai lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Ribaltando le decisioni dei giudici di merito, la Suprema Corte ha chiarito che la normativa sulle finestre mobili ha una portata generale e non esclude i trattamenti previdenziali agevolati per motivi di salute. La decisione conferma che la decorrenza del trattamento non può essere retrodatata al mese successivo alla domanda amministrativa.
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