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D.L. 119/2018

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1187 provvedimenti

Prescrizione Debiti Tributari: La Cassazione tra Cinque e Dieci Anni
L'Agenzia della Riscossione ha contestato la prescrizione quinquennale di debiti tributari (IRAP e IVA) contenute in cartelle di pagamento, come stabilito da una Commissione Tributaria Regionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando che i crediti erariali, non essendo prestazioni periodiche, sono soggetti alla prescrizione decennale, non quinquennale. Per una delle cartelle, la Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere per l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro. La sentenza impugnata è stata cassata e rinviata alla CTR per un nuovo esame basato sul principio della prescrizione debiti tributari decennale.
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Fisco vs. Contribuente: la definizione agevolata estingue il giudizio
L'Agenzia delle Entrate ricorreva contro una sentenza che aveva dichiarato la decadenza del suo potere di accertamento fiscale. Tuttavia, l'Agenzia stessa ha comunicato che il Contribuente aveva aderito alla **definizione agevolata controversie tributarie**. Poiché il Contribuente non ha presentato l'istanza di trattazione successiva, il giudizio si è estinto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo e ha compensato le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata della controversia: estinta la lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento a una società per recuperare a tassazione IRES una minusvalenza ritenuta non deducibile, derivante dalla svalutazione di quote in un fondo estero. La società impugna l'atto nei primi due gradi di giudizio, con esito negativo. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'impresa sceglie la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018 e versa l'importo stabilito dalla legge. Trascorso il termine legale senza alcuna richiesta di trattazione da parte dei litiganti, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo. Le spese legali rimangono a carico di chi le ha anticipate, senza l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Diniego Definizione Agevolata: Condono Bloccato da Indagine Penale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Contribuente maggiori redditi tramite accertamento sintetico, basato sull'acquisto di un'imbarcazione e azioni. Il Contribuente ha tentato la `definizione agevolata` della controversia. L'Agenzia ha però negato la richiesta, sostenendo che la sentenza tributaria favorevole al Contribuente fosse oggetto di un'indagine penale per corruzione che coinvolgeva i giudici. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito, ha rinviato il caso per acquisire il fascicolo d'ufficio, indicando la necessità di approfondire la documentazione prima di decidere sulla validità del diniego.
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Cartella Esattoriale Annullata: il Giudicato Esterno Tributario Salva il Coobbligato
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella esattoriale per imposte ipotecarie e catastali del 1981, ritenuta immotivata dalla Commissione Tributaria Regionale. Un contribuente ha invocato il principio del giudicato esterno tributario, sostenendo di poter beneficiare di una precedente sentenza favorevole ottenuta da un altro coobbligato solidale per la stessa pretesa fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudicato favorevole formatosi per un coobbligato può estendersi a un altro, a patto che la sentenza sia definitiva, non basata su ragioni personali del primo coobbligato e che il secondo non abbia già un giudizio sfavorevole passato in giudicato. La cartella è stata quindi annullata.
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Validità Delega di Firma Atto Impositivo: Il Trasferimento del Dirigente non la Invalida
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui l'Agenzia delle Entrate ha contestato l'annullamento di un atto impositivo. I giudici precedenti avevano ritenuto insufficiente la delega di firma al funzionario che aveva sottoscritto l'atto. La Suprema Corte ha chiarito che la delega di firma è un atto organizzativo e non personale. Pertanto, il trasferimento del dirigente che ha rilasciato la delega non ne invalida la validità. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando la validità della delega di firma atto impositivo e rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata della controversia: la lite si estingue
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di rettifica per imposta di registro contro la Società Contribuente. Nelle more del giudizio, la Società ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata della controversia, versando il 5 per cento del valore della causa, dato che l'ente impositore era risultato perdente nei primi due gradi di giudizio. L'Amministrazione Finanziaria ha attestato la regolarità della domanda e il corretto pagamento delle somme. La Corte di Cassazione ha di conseguenza dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese rimangano a carico di chi le ha anticipate e confermando l'assenza del raddoppio del contributo unificato.
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Rottamazione Cartelle: Quando il Contribuente Rinuncia al Ricorso in Cassazione
Un Contribuente aveva contestato una cartella di pagamento emessa dall'Ente di Riscossione. Dopo aver perso nei gradi precedenti, il Contribuente ha presentato un ricorso per Cassazione. Tuttavia, durante lo svolgimento del processo, il Contribuente ha aderito alla "Rottamazione TER", un'agevolazione per i debiti fiscali. Per questo motivo, ha deciso di rinunciare al suo ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, dato che l'Ente di Riscossione non si era difeso. La rottamazione cartelle ha quindi risolto la controversia prima della sentenza finale.
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Lite Fiscale Chiusa: la Definizione Agevolata Salva i Venditori
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il valore dichiarato nella compravendita di un terreno, richiedendo maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali sia alla società acquirente sia ai venditori privati. I contribuenti hanno vinto nei primi due gradi di giudizio, ma il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società acquirente ha richiesto la definizione agevolata della lite pagando il dovuto in misura ridotta, estendendo l'efficacia della sanatoria anche ai venditori coobbligati. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Contenzioso IVA: Estinzione del Processo Tributario per Definizione Agevolata
Una grande azienda ha contestato un accertamento IVA e le relative sanzioni. Dopo aver vinto in primo grado e perso in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, l'azienda ha scelto di avvalersi della 'definizione agevolata' di una controversia tributaria, pagando l'importo dovuto in forma ridotta. Questa scelta ha portato all'estinzione del processo tributario per cessazione della materia del contendere, poiché la disputa originaria è stata risolta fuori dalle aule giudiziarie. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo.
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Accertamento Induttivo: Fisco vince su commerciante per contabilità poco chiara
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un **accertamento induttivo** dell'Agenzia delle Entrate nei confronti di un commerciante di abbigliamento. Il Fisco aveva ricostruito il reddito del contribuente per il 2005, applicando un ricarico del 61,16%, poi ridotto al 50% dalla Commissione Tributaria Regionale. Il commerciante contestava l'uso dell'accertamento induttivo e la percentuale di ricarico. La Suprema Corte ha stabilito che l'accertamento induttivo era giustificato da irregolarità contabili, come dati generici sugli scontrini e inventari poco chiari. Ha inoltre ritenuto inammissibili le contestazioni sulla percentuale di ricarico, poiché riguardavano il merito della decisione già valutato dai giudici precedenti. Il ricorso del commerciante è stato quindi respinto, con condanna alle spese legali.
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Definizione Agevolata Liti Tributarie: Pagamento Integrale o Rinvio
L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato a un'Azienda ricavi insufficienti tramite gli studi di settore. L'Azienda ha cercato di chiudere la lite con una definizione agevolata liti tributarie. La Corte di Cassazione ha chiarito che la definizione agevolata richiede il pagamento integrale del debito per estinguere il giudizio. Poiché l'Azienda non aveva saldato completamente il dovuto, la richiesta di cessazione della materia del contendere non poteva essere accolta. La Corte ha quindi rinviato la causa, in attesa del completamento dei pagamenti rateali previsti dalla normativa.
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Cartella di Pagamento: Definizione Agevolata Possibile per il Contribuente
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Contribuente che aveva ricevuto cartelle di pagamento IRPEF a seguito di un controllo automatizzato. L'Agenzia delle Entrate aveva negato la possibilità di una definizione agevolata della controversia, sostenendo che le cartelle non fossero atti impositivi. La Suprema Corte ha stabilito un importante principio: se la cartella di pagamento è il primo atto con cui il fisco comunica la pretesa tributaria, essa è impugnabile anche nel merito e rientra nella definizione agevolata. Il ricorso del Contribuente è stato accolto, estinguendo il giudizio e confermando il diritto alla definizione agevolata cartella di pagamento.
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Estinzione del Processo Tributario: La Definizione Agevolata Premia il Contribuente
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una decisione favorevole a una Società, riguardante una cartella di pagamento per acconti IRES e IRAP non versati nel 2008. Durante il ricorso in Cassazione, la Società ha chiesto l'estinzione del processo tributario. Questo è avvenuto perché la Società aveva aderito a una "definizione agevolata" delle controversie fiscali pendenti, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la validità di tale definizione, non essendo stata contestata dall'Agenzia. Pertanto, ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Condono Fiscale Negato: L’Istanza Tardiva Non Genera Affidamento
Un contribuente ha presentato un'istanza di condono fiscale per debiti IRAP e IVA, ma aveva già ricevuto un avviso di accertamento. L'Agenzia delle Entrate ha emesso cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente. Ha stabilito che l'Ufficio non deve negare esplicitamente un'istanza di condono invalida. L'avviso di accertamento e le cartelle fungono da diniego implicito. Il contribuente non può invocare il legittimo affidamento o l'errore scusabile se l'istanza di condono fiscale è presentata dopo la notifica di un accertamento definitivo. Anche il mancato pagamento delle rate di una "rottamazione ter" ha impedito la definizione.
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Definizione agevolata della lite tributaria: estinto il processo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un istituto bancario la riqualificazione di cessioni infragruppo di titoli in una cessione di ramo d'azienda, richiedendo l'imposta proporzionale di registro. Dopo la decisione favorevole alla banca in secondo grado, il fisco ha ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la banca ha richiesto la definizione agevolata della lite tributaria ai sensi della normativa sulla pace fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il corretto perfezionamento della procedura e il versamento di quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e della regolarità della domanda. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo e compensato le spese di giudizio tra le parti.
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Diniego definizione agevolata: la Corte rimette il caso alla V Sezione
Un'Azienda ha presentato ricorso contro il diniego dell'Agenzia delle Entrate riguardo una domanda di definizione agevolata. Questa domanda riguardava una cartella di pagamento per crediti da incrementi occupazionali. L'Azienda ha contestato l'estratto del ruolo, sostenendo vizi che riguardavano l'intero rapporto tributario, non solo la cartella. Il giudizio precedente si era estinto per mancata riassunzione. La Corte ha rilevato una forte connessione tra il ricorso contro il diniego di definizione agevolata e un'altra controversia principale già pendente davanti alla V Sezione civile. Per questo motivo, la Corte ha deciso di rimettere il procedimento incidentale a tale Sezione.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha notificato ad alcuni contribuenti un avviso di liquidazione per il pagamento dell'imposta di registro su una sentenza civile. I contribuenti hanno impugnato l'atto e, durante la causa, hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia pagando l'intero importo richiesto. L'ente impositore ha tuttavia respinto l'istanza, sostenendo che l'avviso di liquidazione fosse un semplice atto di riscossione escluso dalla procedura agevolata. I contribuenti hanno impugnato il diniego dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici Supremi hanno stabilito che l'avviso di liquidazione costituisce il primo atto impositivo con cui il fisco comunica la pretesa debitoria. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dei contribuenti, ha annullato il diniego dell'ufficio e ha dichiarato estinto il processo tributario.
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Definizione agevolata della cartella: il Fisco cede in Cassazione
Un contribuente riceve una cartella di pagamento a seguito di un controllo automatizzato sulla dichiarazione IRAP e propone ricorso. Durante la causa di appello, il cittadino richiede la definizione agevolata della cartella versando l'importo dovuto. L'Amministrazione finanziaria nega la chiusura della lite, sostenendo che la cartella sia un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. I giudici tributari confermano il rifiuto del Fisco. La Corte di Cassazione ribalta la pronuncia e accoglie le ragioni del contribuente. Se la cartella rappresenta il primo e unico atto impositivo notificato, la lite tributaria pendente può essere definita in forma agevolata. La Suprema Corte annulla il diniego e dichiara estinto il processo tributario.
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Cessazione materia del contendere tributaria: lite fiscale risolta con accordo
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il Contribuente ha aderito a una "definizione agevolata delle pendenze tributarie" (una sorta di condono fiscale) prevista dalla legge, presentando la documentazione che attestava la richiesta e l'inizio dei pagamenti. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la "cessazione della materia del contendere tributaria". Questo significa che non c'era più una controversia da risolvere in tribunale, poiché la questione era stata risolta tra le parti tramite l'accordo agevolato. Le spese legali sono state compensate.
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