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d.P.R. n.115 del 2002, art. 13 — Anno 2024

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275 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n.115 del 2002, art. 13

Impugnazione estratto di ruolo: i limiti dal 2021
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6032/2024, ha ribadito l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate, applicando retroattivamente le nuove norme introdotte nel 2021. Il ricorso è consentito solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come la perdita di un appalto pubblico. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile per carenza di interesse ad agire, ma il contribuente potrà difendersi impugnando il successivo atto della riscossione.
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Imposta scommesse bookmaker estero: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6033/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che l'imposta scommesse bookmaker estero si applica anche agli operatori privi di concessione italiana che raccolgono gioco sul territorio nazionale tramite Centri Trasmissione Dati (CTD). È stata affermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il gestore del CTD, escludendo qualsiasi discriminazione o violazione del diritto dell'Unione Europea.
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Usi civici: l’esproprio non basta senza sdemanializzazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due società energetiche che avevano realizzato un bacino idroelettrico su terreni di proprietà collettiva. La Corte ha stabilito che un decreto di esproprio per pubblica utilità non è sufficiente a estinguere i diritti di usi civici gravanti su un bene, poiché è necessario un preventivo e formale provvedimento di sdemanializzazione. L'assenza di tale atto rende invalido l'esproprio su questi beni, assimilabili al demanio pubblico.
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Riconoscimento anzianità: no a discriminazione rovescia
Un medico, precedentemente in servizio presso l'amministrazione militare, dopo essere stato assunto da un'Azienda Sanitaria Locale, ha richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata. La sua domanda si basava sul principio di non discriminazione rispetto ai medici di altri Paesi UE, ai quali tale anzianità viene riconosciuta in virtù delle norme sulla libera circolazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5967/2024, ha rigettato il ricorso. Pur correggendo la motivazione della corte d'appello, ha stabilito che per invocare la tutela contro la "discriminazione alla rovescia" non è sufficiente una disparità di trattamento astratta. È necessario, invece, che il cittadino italiano dimostri di trovarsi in una situazione di conflitto e concorrenza concreta con un cittadino UE, dove la norma più favorevole per quest'ultimo si traduce in un pregiudizio diretto per il primo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugnava due estratti di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. I giudici di merito dichiaravano il ricorso inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), cassa la sentenza e dichiara inammissibile il ricorso originario. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, requisito non provato nel caso di specie.
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Travisamento della prova: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 5792/2024, ha risolto un contrasto giurisprudenziale sul tema del travisamento della prova. Il caso riguardava la richiesta di restituzione di un'opera d'arte da parte degli eredi di un artista a una galleria nazionale. La Corte ha stabilito che il travisamento della prova, inteso come errore percettivo del giudice su un dato probatorio, non costituisce un autonomo motivo di ricorso per cassazione. Il rimedio corretto è l'impugnazione per revocazione. Se l'errore riguarda invece la valutazione della prova, esso è insindacabile, a meno che non si traduca in un vizio motivazionale che scende al di sotto del 'minimo costituzionale'. Di conseguenza, il ricorso degli eredi è stato respinto.
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Imposta unica scommesse: legittima per bookmaker esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5675/2024, ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la piena legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non è discriminatoria né contraria al diritto UE, e ha riaffermato la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) locale per il pagamento del tributo relativo all'anno 2013.
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Qualitas fundi: vendita e servitù inesistente
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso immobiliare riguardante la vendita di una torre storica. I venditori avevano dichiarato la presenza di una servitù di passaggio su un fondo vicino, che si è poi rivelata inesistente. La Corte ha stabilito che tale situazione non costituisce evizione, bensì una mancanza di 'qualitas fundi', ovvero una qualità promessa dell'immobile. Tuttavia, nel giudizio di rinvio, la Corte d'Appello ha interpretato il contratto di vendita e ha concluso che non vi era stata una promessa specifica e formale della servitù, ma solo una descrizione dello stato di fatto dell'accesso. Di conseguenza, ha rigettato la domanda di risarcimento del compratore. La Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando la corretta interpretazione del contratto da parte del giudice di merito e l'assenza di un affidamento legittimo del compratore.
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Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
Con l'ordinanza n. 5198/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, ma erogate in modo continuativo e collegate alla mansione. Escluderle, infatti, creerebbe un disincentivo economico per il lavoratore a godere delle ferie, violando così il diritto europeo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti contro i suoi dipendenti, allineandosi alla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
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Indennità De Maria: esclusa la posizione dirigenziale
Un dipendente universitario ha richiesto l'inclusione dell'indennità di posizione dirigenziale nel calcolo dell'indennità De Maria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5056/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che tale emolumento è legato all'effettivo conferimento di un incarico direttivo, che nel caso di specie mancava. La sentenza ribadisce che la perequazione salariale non si estende automaticamente a tutte le voci retributive del personale ospedaliero.
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Incarico dirigenziale medico: non è automatico
Un gruppo di dirigenti medici ha citato in giudizio la propria Azienda Sanitaria per ottenere il riconoscimento automatico di un incarico professionale di elevata professionalità, basandosi su un'anzianità di servizio superiore a cinque anni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto le loro richieste, confermando la decisione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che l'attribuzione di un incarico dirigenziale medico non è un automatismo legato alla sola anzianità, ma è subordinata a precise condizioni: l'effettiva esistenza di posti disponibili nell'organigramma aziendale, la relativa copertura finanziaria e il superamento delle procedure di selezione previste dalla contrattazione collettiva.
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Remunerazione specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento, sostenendo che la loro borsa di studio, percepita tra il 1998 e il 2006, fosse inadeguata rispetto alle normative europee. La Corte ha ribadito che l'obbligo di adeguata remunerazione specializzandi è stato adempiuto con il D.Lgs. 257/1991 e che il trattamento più favorevole del D.Lgs. 368/1999 non è retroattivo. Ha inoltre confermato il blocco degli adeguamenti inflazionistici della borsa di studio a causa di successive leggi finanziarie.
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Responsabilità professionale notaio: l’obbligo di verifica
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un notaio per non aver individuato una trascrizione pregiudizievole su un immobile, oggetto di compravendita. La sentenza chiarisce che la responsabilità professionale del notaio sussiste anche se l'immobile proviene da una procedura fallimentare e la pretesa trascritta si rivela infondata. Il danno per l'acquirente è stato riconosciuto come concreto, derivante dall'incertezza e dalla ridotta commerciabilità del bene.
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Vincolo conformativo: Cassazione su esproprio
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che qualificava un'area espropriata come non edificabile a causa di un vincolo conformativo imposto dal piano regolatore. L'ordinanza ha respinto il ricorso dei proprietari, i quali chiedevano un'indennità basata sul valore di mercato del terreno, sostenendo che la valutazione sulla natura del vincolo (conformativo anziché espropriativo) è un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del potere del giudice di compensare le spese legali in caso di soccombenza reciproca.
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Corrispondenza chiesto pronunciato: errore e condanna
Una società committente subisce un danno per la contaminazione di una partita di vetro durante le operazioni portuali. La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore di calcolo della Corte d'Appello, la quale aveva condannato la società di trasporto a un risarcimento ridotto, ignorando un pagamento già effettuato dalla committente. La Suprema Corte ha riaffermato l'inderogabile principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, condannando la società di trasporto al pieno risarcimento del danno, poiché il precedente credito era già stato saldato.
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Progressione economica: esclusione per pensionamento
Un ex dipendente pubblico, andato in pensione prima dell'approvazione di una graduatoria, ha impugnato l'esclusione dalla progressione economica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4677/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione. La decisione si fonda su motivi procedurali: il ricorrente aveva introdotto in Cassazione una ricostruzione dei fatti diversa da quella dei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Contributi minori: esonero per regime speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società, i cui dipendenti sono iscritti a un regime previdenziale speciale e autonomo, non è tenuta al versamento dei cosiddetti contributi minori (per cassa integrazione, mobilità e assegni familiari) al fondo generale. La sentenza chiarisce che l'esistenza di un sistema previdenziale esclusivo, come quello storico del settore postale, preclude l'applicazione delle norme del regime generale, a meno che non intervengano leggi specifiche a estenderne la copertura.
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Imposta concessioni statali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4439/2024, ha confermato che l'imposta regionale sulle concessioni statali è dovuta anche per le concessioni marittime rilasciate dalle Autorità Portuali. Il fattore determinante è la proprietà statale del bene, non l'ente che rilascia la concessione. La Corte ha respinto il ricorso di una società di terminal portuale, stabilendo che la tassazione si fonda sull'utilizzo di un bene pubblico e rispetta pienamente il principio di legalità.
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Pecuniary compensation: no two-year lapse period
Una società di recupero crediti ha agito contro una compagnia aerea per ottenere la compensazione pecuniaria per un ritardo aereo, come cessionaria del credito dei passeggeri. La compagnia aerea ha eccepito la decadenza biennale prevista dalla Convenzione di Montreal. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE 261/2004 è un istituto giuridico autonomo e distinto dal risarcimento del danno della Convenzione di Montreal. Di conseguenza, non si applica il termine di decadenza biennale previsto da quest'ultima, ma le norme sulla prescrizione dello Stato membro. La Corte ha inoltre confermato la validità della cessione del credito, non qualificandola come attività finanziaria soggetta a specifici obblighi di iscrizione.
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Contratto per facta concludentia con azienda speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di un contratto per facta concludentia tra una società privata e un'azienda speciale comunale. Nonostante l'assenza di un accordo scritto, l'effettiva esecuzione della prestazione di servizi (trasporto rifiuti) è stata ritenuta prova sufficiente della conclusione del contratto. La Corte ha chiarito che le aziende speciali non sono equiparabili alla Pubblica Amministrazione in senso stretto, pertanto non sono soggette all'obbligo della forma scritta ad substantiam per i loro contratti.
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