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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

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2836 provvedimenti

Motivazione avviso accertamento: la delibera è nota
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI, lamentando un difetto di motivazione. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la motivazione dell'avviso di accertamento è sufficiente se rinvia a una delibera comunale, atto di portata generale e quindi conoscibile dal cittadino, senza necessità di allegazione.
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Contratto a termine: quale prevale se ne firmi due?
La Cassazione ha stabilito che, in caso di successione di contratti, prevale il contratto a termine effettivamente eseguito dalle parti, anche se preceduto da un accordo a tempo indeterminato mai entrato in vigore perché sottoposto a condizione sospensiva. La volontà successiva delle parti e il comportamento concludente sono decisivi per determinare la natura del rapporto di lavoro.
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Domanda amministrativa INPS: obbligatoria per amianto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12357/2024, ha ribadito un principio fondamentale per i lavoratori esposti all'amianto: la presentazione di una specifica domanda amministrativa INPS è un requisito imprescindibile per poter agire in giudizio e ottenere i relativi benefici contributivi. La Corte ha chiarito che l'istanza presentata all'INAIL, finalizzata solo a certificare l'esposizione, non può sostituire la domanda all'ente previdenziale, rendendo il ricorso giudiziale improponibile in sua assenza.
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Querela di falso: quando è inammissibile il ricorso
Una ex dipendente ha presentato una querela di falso contro il suo datore di lavoro, sostenendo che avesse compilato delle ricevute firmate in bianco con importi superiori a quelli effettivamente percepiti. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che si trattava di un riempimento "contra pacta" (contro un accordo esistente) e non "sine pacta" (senza alcun accordo), una distinzione fondamentale per l'ammissibilità della querela di falso. Inoltre, il ricorso è stato giudicato generico e non autosufficiente.
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Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione è out
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento di differenze retributive, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, applicando il principio della "doppia conforme", secondo cui non è possibile un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito si basano sullo stesso percorso logico-argomentativo. Il caso chiarisce i limiti del ricorso in Cassazione in presenza di decisioni conformi nei gradi precedenti.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12301/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una decisione della Corte d'Appello che aveva già giudicato generico l'atto di gravame. La Corte ha chiarito che, di fronte a una pronuncia di inammissibilità appello per ragioni procedurali, il ricorso successivo deve denunciare un 'error in procedendo' e non un errore di merito. Inoltre, il ricorso deve essere autosufficiente, riportando le parti dell'atto contestato per dimostrarne la specificità. La decisione ha comportato anche una condanna per abuso del processo a carico dei ricorrenti.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12293/2024, ha stabilito che i docenti con contratti a tempo determinato hanno diritto al pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio ai fini della progressione stipendiale, al pari dei colleghi di ruolo. La Corte ha chiarito che l'assenza del titolo abilitante non costituisce una 'ragione oggettiva' per giustificare una disparità di trattamento retributivo, consolidando il principio di non discriminazione nel settore scolastico in tema di anzianità docenti precari.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti del giudice
Una casa di cura privata ha impugnato la decisione di un'Azienda Sanitaria Locale di modificare unilateralmente la loro convenzione, riducendo posti letto e trasferendo unità operative. Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, qualificando la convenzione come un accordo soggetto a modifiche per esigenze di pubblico interesse. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la decisione, stabilendo che il giudice amministrativo non ha commesso un eccesso di potere giurisdizionale, in quanto il suo operato si è limitato a un sindacato di legittimità senza invadere la discrezionalità della Pubblica Amministrazione.
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Riqualificazione ONLUS: i requisiti per i benefici
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito sulla riqualificazione ONLUS in impresa commerciale. L'ordinanza sottolinea che la mancanza di una vita associativa effettiva e la gestione finanziaria non trasparente sono motivi sufficienti per perdere le agevolazioni fiscali. Il ricorso dei contribuenti è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Produzione documenti appello tributario: le regole
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della produzione documenti in appello tributario. Il caso riguardava una contribuente che aveva impugnato avvisi di pagamento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. L'agente della riscossione ha prodotto la prova della notifica solo nel giudizio d'appello. La Suprema Corte ha confermato la legittimità di tale produzione, ribadendo la specialità dell'art. 58 del D.Lgs. 546/1992, che consente di depositare nuovi documenti in appello senza le preclusioni previste dal codice di procedura civile, anche se la parte era contumace in primo grado.
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Sgravi contributivi: no se il lavoratore era assunto
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa, confermando la revoca degli sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori. La Corte ha stabilito che i benefici non spettano se i lavoratori risultavano già assunti a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti, basandosi sulle comunicazioni ufficiali al Centro per l'Impiego, ritenute prevalenti rispetto alle dichiarazioni dei lavoratori stessi.
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Decadenza benefici amianto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori esposti all'amianto, confermando la legittimità della decadenza dei benefici previdenziali per chi non ha presentato la domanda all'INAIL entro il 15 giugno 2005. La sentenza stabilisce che il termine di decadenza benefici amianto, introdotto dal D.L. 269/2003, non è incostituzionale, in quanto mira a garantire la certezza del diritto e la stabilità della finanza pubblica. Viene chiarito che la normativa successiva non ha riaperto i termini.
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Doppia ratio decidendi: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore per benefici legati all'amianto. La decisione si fonda sul principio della doppia ratio decidendi: il ricorrente aveva impugnato solo una delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello, rendendo il suo ricorso proceduralmente inaccoglibile.
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Esposizione amianto: la prova della soglia minima
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12184/2024, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva i benefici contributivi per esposizione amianto. La Corte ha confermato che spetta al lavoratore dimostrare, anche in via probabilistica, il superamento della soglia minima di esposizione prevista dalla legge. In assenza di tale prova, la domanda non può essere accolta.
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Anomalo andamento appalto: onere della prova
Un consorzio costruttore ricorreva in Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva negato il risarcimento per l'anomalo andamento di un appalto ospedaliero. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'appaltatore, avendo egli stesso disatteso il cronoprogramma, non può imputare alla stazione appaltante i danni da ritardi e diseconomie. La decisione sottolinea come l'onere della prova del nesso causale gravi sull'impresa, che non può chiederlo se ha contribuito in modo determinante al disordine esecutivo.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un ente previdenziale ha sostenuto in Cassazione che il diritto di un lavoratore alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto fosse prescritto, calcolando il termine dalla data di pensionamento. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione al rischio.
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Impugnazione licenziamento PEC: la Cassazione decide
Una lavoratrice impugna il licenziamento prima con una PEC contenente la scansione della lettera e poi con l'invio dell'originale cartaceo. I giudici considerano valida la data della PEC ai fini del decorso dei termini. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e valorizzando l'invio dell'originale come atto di ratifica con efficacia retroattiva della prima comunicazione, rendendo tardiva la successiva richiesta di conciliazione.
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Esecutività sentenze tributarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12074 del 2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'esecutività delle sentenze tributarie. Anche le sentenze favorevoli al contribuente emesse dopo il 1° gennaio 2016, ma prima delle riforme pienamente operative, sono immediatamente esecutive, anche se non definitive. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agente della Riscossione, confermando che il contribuente ha diritto all'immediato rimborso delle somme versate, potendo attivare il giudizio di ottemperanza. Questa decisione rafforza la tutela del contribuente, affermando l'esecutività come principio generale del processo tributario.
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Licenziamento disciplinare: reintegra senza contestazione
Un lavoratore, assunto a seguito di un accordo transattivo, viene licenziato dopo aver impugnato lo stesso accordo. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, qualificando il recesso come un licenziamento disciplinare nullo per mancata contestazione formale degli addebiti. Questa grave omissione procedurale comporta il diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro, e non a un mero indennizzo economico.
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Voluntary disclosure: quando è preclusa? Il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di voluntary disclosure è preclusa se il contribuente ha già formale conoscenza dell'avvio di un'attività di accertamento su qualsiasi attività patrimoniale o finanziaria detenuta all'estero, anche se diversa da quella oggetto della regolarizzazione. Nel caso specifico, un accertamento su un immobile a San Marino ha impedito la definizione agevolata per capitali detenuti a Singapore. La Corte ha inoltre confermato la residenza fiscale in Italia del contribuente, nonostante l'iscrizione all'AIRE, basandosi sul centro degli interessi vitali.
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