LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Pagina 21 di 40

2836 provvedimenti

Clausola compromissoria statuto: quando è valida?
Una società contesta un lodo arbitrale che la condannava a liquidare la quota di un'ex socia, sostenendo che la clausola compromissoria dello statuto non fosse applicabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la clausola compromissoria nello statuto copre tutte le controversie originate dal rapporto sociale, inclusa la liquidazione della quota post-esclusione. Le eccezioni sulla competenza dell'arbitro, inoltre, devono essere sollevate tempestivamente durante l'arbitrato stesso.
Continua »
Errore revocatorio: quando è inammissibile?
Un cittadino straniero ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore revocatorio di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che se la decisione originale si basa su più ragioni autonome e sufficienti (rationes decidendi), il ricorso per revocazione deve contestarle tutte efficacemente. Contestare una valutazione di merito non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio, non sanabile con la revocazione.
Continua »
Imposta registro lodo arbitrale: si paga sempre?
Una società ha ricevuto una cartella di pagamento per l'imposta di registro su un lodo arbitrale reso esecutivo. Nonostante la successiva sospensione dell'esecutività da parte della Corte d'Appello, la Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento. La sentenza chiarisce che il presupposto per l'imposta registro lodo arbitrale non è la sua concreta eseguibilità, ma l'esistenza stessa del provvedimento giudiziario che lo rende esecutivo e quindi soggetto a registrazione.
Continua »
Indennità risarcitoria: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10936/2024, ha confermato la condanna di un'azienda sanitaria al pagamento di un'indennità risarcitoria pari a 6 mensilità in favore di una lavoratrice per l'illegittimo utilizzo di contratti a termine. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, chiarendo importanti principi sulla decorrenza dei termini per l'impugnazione e sui criteri per la quantificazione del danno.
Continua »
Liberazione fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10888/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori, chiarendo i presupposti per la liberazione del fideiussore ai sensi dell'art. 1956 c.c. e l'inammissibilità delle eccezioni di nullità antitrust sollevate tardivamente. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il peggioramento delle condizioni economiche del debitore e la consapevolezza della banca grava interamente sul garante.
Continua »
Imposta unica scommesse: Cassazione e bookmaker esteri
Una società di scommesse estera ha contestato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2010. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il bookmaker rimane responsabile per il pagamento dell'imposta anche per i periodi precedenti al 2011. La Corte ha chiarito che la declaratoria di incostituzionalità della norma per le ricevitorie (CTD) non si estende al bookmaker, confermando la solidarietà passiva tra i due soggetti e l'assenza di contrasti con il diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Restituzione canone depurazione: quando è un diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10867/2024, ha confermato il diritto degli utenti alla restituzione del canone depurazione qualora il servizio non venga effettivamente erogato. La Corte ha ribadito che il canone ha natura di corrispettivo per una prestazione specifica e, in sua assenza, il pagamento è indebito. Viene inoltre stabilito che il termine di prescrizione per richiedere il rimborso è quello ordinario di dieci anni, non quello breve di cinque.
Continua »
Tentativo di conciliazione: licenziamento valido verbale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10734/2024, ha stabilito la validità della comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo formalizzata all'interno del verbale conclusivo del fallito tentativo di conciliazione. Secondo la Corte, la legge non impone un intervallo temporale o un atto separato tra la constatazione del fallimento della procedura e la comunicazione del recesso, purché la volontà del datore di lavoro sia espressa in forma scritta in modo chiaro e consapevole per il lavoratore. Il ricorso della lavoratrice, che sosteneva la necessità di una comunicazione successiva, è stato rigettato.
Continua »
Onere della prova: cartella senza avviso bonario
Una società di costruzioni ha impugnato una cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato, lamentando la mancata ricezione dell'avviso bonario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova: spetta al contribuente, e non all'Agenzia delle Entrate, dimostrare in modo specifico la discrepanza tra i dati dichiarati e quelli pretesi, poiché la cartella si basa sulla sua stessa dichiarazione. La semplice contestazione generica non è sufficiente.
Continua »
Contratti a termine: quando sono legittimi nel P.A.?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a contratti a termine stipulati da un Comune per l'assunzione di istruttori di vigilanza. I lavoratori sostenevano che i contratti mascherassero esigenze ordinarie e permanenti. La Corte d'Appello aveva ritenuto i contratti legittimi, legandoli a progetti specifici per esigenze straordinarie. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dei lavoratori inammissibile, specificando di non poter riesaminare nel merito la valutazione dei fatti compiuta dai giudici precedenti e confermando la decisione impugnata.
Continua »
Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza tributaria sfavorevole, ha aderito a una sanatoria fiscale pagando il debito. La Corte, su richiesta delle parti, ha dichiarato la cessazione materia del contendere e l'estinzione del giudizio. È stato chiarito che, in questi casi, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
Continua »
Inquadramento PA: l’onere di impugnare il bando
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano un inquadramento superiore. La decisione si fonda sulla mancata impugnazione del bando di concorso originario, considerato un atto vincolante. L'ordinanza sottolinea che, in presenza di una duplice 'ratio decidendi' nella sentenza d'appello, il ricorrente deve contestarle entrambe, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.
Continua »
Bando di selezione: limiti all’impugnazione in Cassazione
Un dipendente ha contestato la graduatoria di un bando di selezione interno, sostenendo che un titolo di studio di una collega fosse stato sopravvalutato. I tribunali di merito gli hanno dato ragione. L'ente datore di lavoro ha fatto ricorso in Cassazione, focalizzandosi sull'interpretazione del bando di selezione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'argomento specifico sull'interpretazione del bando non era stato sollevato nel precedente grado di appello e, inoltre, era stato formulato in modo proceduralmente scorretto.
Continua »
Compenso professionale: l’onere della prova in appello
Un professionista ha impugnato una sentenza che gli negava un ulteriore compenso professionale per lavori su un agriturismo, basandosi su una perizia tecnica (CTU). La Corte d'Appello ha respinto l'appello, confermando che spetta al professionista l'onere di provare i fatti specifici che giustificano un compenso maggiore e l'effettiva esecuzione delle prestazioni contestate. L'appello è stato ritenuto generico e privo di prove sufficienti, consolidando la decisione del tribunale sul corretto calcolo del compenso professionale.
Continua »
Servitù di passaggio: quando si estingue per non uso
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della servitù di passaggio, confermando l'estinzione del diritto per non uso protratto per oltre vent'anni. Il caso riguardava un passaggio reso inaccessibile perché inglobato in un'abitazione privata e chiuso da una porta. La Corte ha stabilito che la prova del non uso può essere fornita anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, rigettando le doglianze del titolare del fondo dominante.
Continua »
Litisconsorzio processo tributario: la Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiariscono la disciplina del litisconsorzio nel processo tributario. La sentenza stabilisce che l'obbligo di notificare l'appello a tutte le parti del primo grado non è assoluto. Si applica la distinzione civilistica tra cause inscindibili, che richiedono la partecipazione di tutti, e cause scindibili, dove l'appello può essere diretto solo contro le parti il cui interesse è direttamente coinvolto. Questa pronuncia risolve un importante contrasto giurisprudenziale, affermando che le regole del codice di procedura civile sul litisconsorzio in appello sono pienamente compatibili con la specificità del processo tributario.
Continua »
Retribuzione lettori universitari: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11638/2024, ha rigettato il ricorso di una ex lettrice universitaria in merito alla sua retribuzione. La ricorrente chiedeva che il suo stipendio fosse equiparato a quello di un ricercatore confermato, anche in virtù di nuove leggi. La Corte ha stabilito che la retribuzione lettori universitari, una volta inquadrati come Collaboratori Esperti Linguistici (CEL), è disciplinata dalla contrattazione collettiva e non da un aggancio automatico a quella dei ricercatori. Viene garantito un assegno 'ad personam' per salvaguardare i trattamenti economici più favorevoli maturati in precedenza, escludendo una violazione del diritto UE e la necessità di un rinvio pregiudiziale.
Continua »
Interpretazione contratto e usufrutto: la decisione
In una controversia familiare su un diritto di usufrutto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione del contratto di compravendita spetta al giudice di merito. Se l'interpretazione fornita è plausibile e ben motivata, non può essere contestata in Cassazione semplicemente proponendo una lettura alternativa. La Corte ha confermato la decisione d'appello che negava l'esistenza di un usufrutto a favore del venditore, basandosi sull'analisi letterale del contratto che non conteneva alcuna clausola di riserva in suo favore.
Continua »
Domanda reiterata protezione: no diritto a restare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11529/2024, ha stabilito che la rinuncia all'impugnazione di una decisione di inammissibilità rende tale decisione definitiva. Di conseguenza, una successiva domanda reiterata di protezione internazionale non conferisce al richiedente il diritto di rimanere sul territorio nazionale, legittimando il provvedimento di espulsione. Il caso riguardava un cittadino straniero che, dopo aver visto la sua prima domanda reiterata dichiarata inammissibile e aver rinunciato al relativo ricorso, ne aveva presentata una seconda.
Continua »
Omessa dichiarazione doganale: confisca e IVA dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11490/2024, ha confermato la legittimità della confisca di tre orologi di lusso e la pretesa IVA su di essi, a seguito di omessa dichiarazione doganale da parte di un viaggiatore proveniente dalla Svizzera. La Corte ha stabilito che l'argomentazione dei 'beni in transito' è irrilevante in assenza di una formale dichiarazione, rendendo pienamente applicabili le sanzioni e l'imposta sull'importazione.
Continua »