Una cittadina, dopo un primo rigetto della sua richiesta per l'assegno sociale, presenta anni dopo una nuova domanda che viene accolta. Tenta di ottenere la retrodatazione del beneficio al momento in cui erano maturati i requisiti, ma la Cassazione rigetta il ricorso. Si stabilisce che, in seguito a un diniego, è necessaria una nuova domanda assegno sociale e il diritto decorre da quel momento, non potendo essere retroattivo. La Corte sottolinea anche l'importanza della doppia ratio decidendi nelle impugnazioni.
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