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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

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1191 provvedimenti

Autosufficienza del ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società per un rimborso IVA. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'Agenzia non ha riportato nel suo atto il contenuto del provvedimento di sospensione impugnato, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza della censura.
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Notifica appello: onere del notificante e domicilio
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce che in caso di trasferimento del difensore, spetta al notificante l'onere di ricercare il nuovo indirizzo. La mancata prova di una corretta notifica dell'appello ne comporta l'inammissibilità. Il ricorso dell'Agenzia Fiscale è stato rigettato per non aver accertato l'effettivo domicilio del legale della società contribuente.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi detenuti all'estero e non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento basato sul solo obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua produzione in giudizio. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sul calcolo del patrimonio e sulla riduzione delle sanzioni, stabilendo che la soglia di rilevanza penale va valutata al momento dell'accertamento.
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Contributo ricostruzione sisma: sì al doppio beneficio
La Corte di Cassazione ha stabilito che un cittadino, pur facendo parte di un nucleo familiare che ha già beneficiato di un aiuto per la casa principale, ha diritto a un autonomo contributo ricostruzione sisma per un'altra unità immobiliare di sua proprietà. La Corte chiarisce che il beneficio è legato alla titolarità del diritto reale sull'immobile e non al nucleo familiare, distinguendo nettamente tra abitazione principale e altri immobili.
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Distanze costruzioni: la piscina va arretrata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna alla demolizione di una piscina e del relativo muro di contenimento costruiti in violazione delle distanze dal confine. La sentenza chiarisce che una piscina, anche se parzialmente interrata ma dotata di solidità e stabilità, rientra nella nozione di 'costruzione' ai fini del rispetto delle distanze legali. Le norme locali possono solo aumentare tali distanze, non derogare alla definizione civilistica. Pertanto, le eccezioni previste dal piano urbanistico comunale per piscine 'inserite nella morfologia del terreno' non si applicano a strutture realizzate con terrapieni artificiali e opere in cemento armato, che devono rispettare le norme sulle distanze costruzioni.
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Gettone di presenza: quando non spetta ai consiglieri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 299/2024, ha stabilito che il gettone di presenza per i consiglieri comunali non è dovuto per la partecipazione a organi come l'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva della normativa, finalizzata al contenimento della spesa pubblica, che limita il compenso solo alle sedute del consiglio e delle commissioni consiliari permanenti. Il ricorso dei consiglieri, che chiedevano la restituzione delle somme e il pagamento dei compensi non corrisposti, è stato pertanto rigettato.
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Condono fiscale: estinzione del processo tributario
Un contribuente, a seguito di un accertamento basato sul "redditometro", aveva un contenzioso pendente fino in Cassazione. Aderendo al condono fiscale previsto dalla L. 197/2022 e pagando la prima rata, ha ottenuto dalla Corte la declaratoria di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con spese processuali a carico della parte che le ha anticipate.
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Autotutela tributaria: sì al riesame per doppia imposta
Un noto calciatore ha contestato il diniego di autotutela tributaria relativo a un accertamento fiscale definitivo, sostenendo una doppia imposizione poiché il suo ex club, in qualità di sostituto d'imposta, aveva saldato il debito tramite condono. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prevenzione della doppia imposizione costituisce un "interesse generale" che giustifica il riesame del diniego di autotutela, e ha rinviato il caso al giudice di merito per quantificare l'eventuale debito residuo.
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Termine lungo appello: la legge applicabile è decisiva
L'ordinanza in esame affronta il tema del termine lungo appello per un'azione risarcitoria di medici specializzandi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni medici, il cui appello era stato erroneamente dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello per tardività. La Cassazione ha chiarito che, essendo la causa iniziata prima dell'entrata in vigore della L. 69/2009, si applica il previgente termine di un anno e non quello di sei mesi, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame nel merito.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalla Cassa
Un ente previdenziale imponeva un contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista, il quale ne chiedeva la restituzione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta, specificando che l'introduzione di un contributo di solidarietà è una prerogativa esclusiva della legge statale e non può essere deliberata autonomamente dalle casse, neanche per ragioni di bilancio. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per l'azione di rimborso.
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Compenso amministratore giudiziario: come si calcola?
Un amministratore di beni sequestrati ha richiesto un compenso basato sul valore totale degli asset, inclusa una proprietà di rilievo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il compenso dell'amministratore giudiziario deve essere proporzionato all'attività effettivamente svolta. Poiché l'amministratore non aveva gestito attivamente l'immobile principale, già destinato allo Stato, il suo valore è stato correttamente escluso dalla base di calcolo.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile l’appello?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso tardivo di una lavoratrice contro la sentenza di licenziamento. La Corte ha negato la rimessione in termini, sottolineando che problemi di comunicazione con il proprio legale non costituiscono una causa di forza maggiore per giustificare il ritardo. La decisione ribadisce il rigore sui termini processuali e le conseguenze di un ricorso tardivo.
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Rinuncia al ricorso: quando non si pagano le spese
Un'agenzia territoriale ha presentato ricorso per il rimborso dell'IMU a un Comune, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La rinuncia è stata motivata dal consolidarsi di un orientamento giurisprudenziale contrario. La Corte ha dichiarato estinto il processo e ha compensato le spese legali tra le parti, ritenendo la rinuncia una scelta processuale giustificata dal mutato contesto giurisprudenziale, che costituisce un giusto motivo per la compensazione.
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Esenzione IMU enti non commerciali: no con comodato
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU a un istituto religioso per un immobile concesso in comodato e sub-comodato ad altri enti, anche se collegati e con finalità simili. La sentenza sottolinea che il requisito fondamentale per beneficiare dell'agevolazione è l'utilizzo diretto del bene da parte dell'ente proprietario. Viene inoltre respinta l'applicazione del principio di proporzionalità per uso promiscuo, in quanto mancava un frazionamento catastale risalente all'anno di imposta in questione.
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Sconto fiscale indennità di volo: no per la pensione
Un militare in pensione ha richiesto un rimborso IRPEF, sostenendo che lo sconto fiscale del 50% applicato all'indennità di volo dovesse estendersi anche alla sua pensione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale agevolazione è strettamente legata alle peculiarità del servizio attivo e non può essere applicata ai trattamenti pensionistici. L'ordinanza ha chiarito che lo sconto fiscale è giustificato solo dalle condizioni di lavoro specifiche del personale in servizio.
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Agevolazioni fiscali agricoltura: certificato o le perdi
La Corte di Cassazione conferma la revoca delle agevolazioni fiscali per l'acquisto di terreni agricoli a un contribuente che non ha prodotto il certificato definitivo entro il termine di tre anni. La sentenza chiarisce che la scadenza è perentoria e la decadenza dal beneficio è automatica, a meno che il ritardo non sia imputabile esclusivamente all'inerzia della Pubblica Amministrazione. Viene inoltre negata la possibilità di richiedere un'agevolazione diversa dopo la decadenza da quella originariamente richiesta.
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Danno da ritardo aereo: risarcibile anche il morale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35314/2024, ha stabilito che in caso di grave disagio causato da un vettore aereo, come un significativo ritardo o la cancellazione di un volo, il passeggero ha diritto non solo alla compensazione pecuniaria prevista dalla normativa europea, ma anche al risarcimento del danno non patrimoniale. Questo tipo di danno da ritardo aereo, che comprende lo stress e la sofferenza subiti, deve essere allegato e provato, anche tramite presunzioni, e non è considerato un danno automatico. La Corte ha chiarito che la Convenzione di Montreal non preclude tale risarcimento, il cui contenuto è definito dal diritto nazionale, nel caso di specie dall'art. 2059 del codice civile.
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Ricorso inammissibile: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso un decreto di espulsione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi e sulla mancata applicazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha dimostrato di aver adeguatamente provato l'esistenza di legami familiari nel precedente grado di giudizio. La sentenza sottolinea come la pericolosità sociale possa prevalere sulla tutela dei legami familiari.
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Determinazione del prezzo: il giudice può sostituirsi?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un promissario acquirente di quote societarie che si opponeva alla determinazione del prezzo da parte del giudice. Il caso verteva su un contratto preliminare dove, in assenza di accordo tra le parti, il prezzo doveva essere stabilito da un terzo arbitratore. A causa del comportamento ostruzionistico del promissario acquirente, che prima ha negato la validità del contratto e poi non ha aderito alla nomina del terzo, la Corte ha confermato la legittimità dell'intervento del tribunale per completare il contratto e disporne l'esecuzione forzata.
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Associazione non riconosciuta: PM non può agire
Una sezione locale di un'associazione nazionale, qualificata come associazione non riconosciuta, ha visto annullare due sue delibere. Nel ricorso in Cassazione, ha sostenuto che il Pubblico Ministero avrebbe dovuto essere coinvolto, modificando la competenza territoriale del tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi procedurali, in particolare per la mancata esposizione completa dei fatti e dei motivi d'appello. Ciononostante, la Corte ha colto l'occasione per ribadire un principio fondamentale: il Pubblico Ministero non ha il potere di impugnare le delibere di una associazione non riconosciuta, poiché tale potere è riservato agli enti riconosciuti, soggetti a un maggiore controllo pubblico.
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