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d.lgs. n. 149 del 2022 — Sezione Lavoro Civile

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253 provvedimenti

Altri anni per d.lgs. n. 149 del 2022

Calcolo TFR: MBO inclusi anche se incerti
Un lavoratore ha ottenuto l'inclusione dei bonus MBO (Management by Objective) nel suo calcolo TFR. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i pagamenti erogati per diversi anni consecutivi, anche se legati a obiettivi aziendali incerti, non hanno natura 'occasionale' e devono quindi essere computati nella base di calcolo del trattamento di fine rapporto.
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Lavoro socialmente utile: quando è subordinato?
Una lavoratrice, formalmente inquadrata in un progetto di lavoro socialmente utile, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un ente provinciale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto l'acquisizione degli atti del processo per valutare i presunti errori procedurali della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva rigettato la domanda della lavoratrice, ma la sua decisione è stata contestata perché basata su fatti di una causa diversa e per non aver esaminato prove decisive che dimostravano lo svolgimento di mansioni impiegatizie anziché quelle previste dal progetto.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Una docente rinuncia al ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Istruzione per sopraggiunta carenza di interesse, avendo raggiunto l'età pensionabile. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, compensa le spese legali tra le parti e chiarisce che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, misura sanzionatoria prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Improcedibilità ricorso cassazione: termini perentori
Un lavoratore ha impugnato l'esclusione dei propri crediti da lavoro dallo stato passivo di una società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso cassazione in quanto depositato oltre il termine perentorio di legge. La decisione chiarisce che la sospensione feriale dei termini non si applica alle controversie di lavoro nell'ambito delle procedure fallimentari.
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Improcedibilità ricorso cassazione: termini e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso presentato da un lavoratore contro un fallimento. La decisione si fonda sul deposito tardivo dell'atto, evidenziando che la sospensione feriale dei termini non si applica alle controversie di lavoro per l'ammissione al passivo fallimentare. Questo principio ha portato a severe sanzioni per l'abuso del processo.
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Inquadramento lavorativo: prova delle mansioni svolte
Un lavoratore chiede un superiore inquadramento lavorativo dopo un trasferimento d'azienda. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la valutazione delle prove documentali (attestato di servizio vs verbale di trasferimento) per determinare le mansioni effettive spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Onere della prova nel trasferimento: la Cassazione decide
Un lavoratore ha rivendicato il diritto al trasferimento presso una nuova società concessionaria di un servizio pubblico, a seguito di un cambio di gestione. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando le sentenze precedenti. Il principio chiave affermato è che l'onere della prova di essere stato assegnato specificamente al ramo d'azienda ceduto spetta interamente al lavoratore. I tentativi di far riesaminare le prove nel merito dalla Suprema Corte sono stati dichiarati inammissibili, poiché tale Corte giudica solo la legittimità e non i fatti.
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Specificità del ricorso: Cassazione su oneri formali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi di un datore di lavoro contro la sentenza che li condannava a pagare differenze retributive a una lavoratrice. Il motivo principale è la violazione del principio di specificità del ricorso: i ricorrenti non hanno trascritto né allegato l'atto processuale (la riassunzione) di cui lamentavano la nullità, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza della loro censura. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri formali nel processo civile.
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Domanda giudiziale TFR: come formularla bene
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento del TFR maturato in un rapporto di lavoro proseguito con due diversi datori di lavoro. La Corte ha chiarito che se la richiesta di TFR è inserita in un'unica domanda giudiziale fondata esclusivamente sull'applicazione di un diverso contratto collettivo, il rigetto di tale presupposto travolge anche la pretesa sul TFR. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare domande distinte e autonome per evitare il rigetto dell'intera pretesa.
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Errore di percezione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di percezione. La Corte ha chiarito che una precedente sentenza di rinvio si era limitata a valutare il rispetto del principio di autosufficienza processuale, senza entrare nel merito della prova. Non sussiste, pertanto, l'errore di percezione lamentato dalla parte ricorrente.
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Recesso per giusta causa: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente che aveva effettuato un recesso per giusta causa da un contratto con un istituto bancario. L'agente sosteneva che la banca avesse violato gli obblighi di buona fede. La Corte ha respinto il ricorso per motivi procedurali, confermando le decisioni dei gradi precedenti e sottolineando che non può riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una "doppia conforme".
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Compenso Straordinario Dirigente Medico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9251/2024, ha negato il diritto al compenso straordinario a un dirigente medico di struttura complessa. La Corte ha stabilito che la prestazione lavorativa eccedente l'orario standard, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi, è già remunerata dalla retribuzione di risultato, come previsto dalla contrattazione collettiva di settore. Viene quindi esclusa la possibilità di un compenso aggiuntivo per il lavoro straordinario, salvo casi specificamente previsti dal contratto, come la pronta disponibilità.
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Progressione parametrale: la base di calcolo corretta
Un lavoratore ha ottenuto un parametro retributivo superiore a quello di ingresso nel cambio di mansione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale parametro diventa la nuova base di partenza per la futura progressione parametrale. La Corte ha respinto il ricorso dell'azienda, la quale sosteneva che l'anzianità dovesse essere calcolata dal livello di ingresso, confermando che la successiva progressione di carriera deve tener conto del livello già riconosciuto al dipendente.
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Lavoro straordinario dirigente medico: quando è escluso?
Un dirigente medico di struttura complessa ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, una Fondazione ospedaliera, per ottenere il pagamento del lavoro straordinario svolto tra il 2007 e il 2009. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che la natura dell'incarico dirigenziale implica una prestazione onnicomprensiva, finalizzata al raggiungimento di obiettivi, la cui retribuzione include già l'eventuale superamento dell'orario standard. Pertanto, il compenso per il lavoro straordinario del dirigente medico è generalmente escluso, salvo specifiche previsioni contrattuali. La Corte ha distinto tale richiesta da quella per danno da lavoro usurante, che richiede una prova rigorosa del pregiudizio alla salute.
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Ricorso inammissibile: quando è abuso del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro contro la sentenza che riconosceva il rapporto di lavoro subordinato di un suo dipendente. Poiché il ricorso mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, è stato considerato un abuso del processo, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione economica. La decisione sottolinea che presentare un ricorso inammissibile può avere conseguenze onerose.
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Improcedibilità ricorso: conseguenze mancato deposito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di un'ex dipendente condannata a restituire oltre 1,3 milioni di euro all'azienda. La causa dell'improcedibilità del ricorso è il mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata nei termini di legge. La Suprema Corte ha respinto la tesi del malfunzionamento informatico, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali e a pesanti sanzioni per abuso del processo, avendo insistito nell'appello nonostante la palese inammissibilità.
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Prova del credito fallimentare: la Cassazione decide
Una lavoratrice chiede l'ammissione al passivo del fallimento della sua ex azienda per crediti di lavoro, tra cui il TFR. La sua richiesta viene respinta in secondo grado per mancanza di prove adeguate. La Corte di Cassazione interviene, chiarendo la differente efficacia della prova del credito fallimentare: le buste paga, se non firmate dal datore, non sono prova sufficiente. Al contrario, il CUD (Certificazione Unica) costituisce prova contro l'azienda per l'ammontare del TFR dovuto, e spetta alla curatela dimostrare l'avvenuto pagamento. L'ordinanza viene cassata con rinvio.
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Danno da demansionamento: guida alla prova e risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7209/2024, ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando la condanna per aver demansionato un proprio dipendente, ex direttore di agenzia. La Corte ha ribadito che il danno da demansionamento può essere provato anche tramite presunzioni e che la sua quantificazione, effettuata in via equitativa come percentuale della retribuzione, è legittima se adeguatamente motivata.
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Calcolo TFR: emolumenti e decisione Cassazione
Un ex dirigente ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, un'importante struttura sanitaria, per ottenere il corretto calcolo del TFR, contestando l'esclusione di alcune voci retributive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della struttura, confermando che il calcolo TFR deve includere tutti gli emolumenti non occasionali legati al rapporto di lavoro e deve essere effettuato sulla retribuzione lorda. La Corte ha inoltre sanzionato la genericità e i vizi procedurali dei motivi di ricorso presentati dall'azienda.
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