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Art. 822 Codice Civile

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213 provvedimenti

COSAP occupazione abusiva: quando è dovuto il canone
Una società concessionaria di autostrade è stata condannata al pagamento del COSAP per l'occupazione di suolo pubblico con viadotti sovrastanti strade provinciali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la COSAP per occupazione abusiva è dovuta da chi trae un beneficio economico dall'uso del suolo, indipendentemente dal possesso di una concessione da un ente diverso (in questo caso, lo Stato) e dall'esenzione prevista per quest'ultimo.
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TOSAP viadotto autostradale: quando è dovuta la tassa
Una società di gestione autostradale contesta una richiesta di pagamento della Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) per un viadotto che sovrasta un'area comunale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il presupposto per la TOSAP è l'occupazione di fatto, indipendentemente dall'esistenza di una concessione comunale. Inoltre, ha chiarito che l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si applica alla società concessionaria, in quanto questa agisce come un ente privato autonomo. La decisione si concentra sul concetto di sottrazione di suolo all'uso pubblico, confermando la legittimità della tassazione del TOSAP viadotto autostradale.
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TOSAP viadotti: quando è dovuta la tassa? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2270/2024, ha stabilito che la tassa per l'occupazione di suolo pubblico (TOSAP) è dovuta dalla società concessionaria per i viadotti autostradali che sovrastano aree comunali. L'occupazione è infatti attribuibile alla società che gestisce l'infrastruttura in autonomia economica e non allo Stato. Viene inoltre chiarito che una precedente sentenza favorevole su un'annualità diversa non costituisce un 'giudicato esterno' vincolante per gli anni successivi, in quanto l'interpretazione di una norma di diritto non lega i giudici futuri.
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TOSAP viadotti: la Cassazione conferma l’obbligo
Una società concessionaria di autostrade ha contestato l'obbligo di pagare la TOSAP per l'occupazione dello spazio aereo da parte dei suoi viadotti, sostenendo di dover beneficiare dell'esenzione prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che il concessionario, agendo in piena autonomia economica e gestionale, non può essere assimilato allo Stato e pertanto non gode della relativa esenzione. Inoltre, è stato precisato che una precedente sentenza favorevole su un'annualità diversa non vincola la decisione su nuove controversie, poiché l'interpretazione delle norme giuridiche è compito del giudice e non è soggetta a giudicato esterno.
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Tassa occupazione suolo pubblico: chi paga per i viadotti
Una società concessionaria per la gestione di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (TOSAP), relativa a un viadotto che sovrastava strade comunali. La società sosteneva di non dover pagare il tributo in quanto concessionaria statale e gestore di un'opera pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che il concessionario è un soggetto giuridico distinto dallo Stato, che opera in autonomia e con fini di lucro. L'occupazione sottrae di fatto uno spazio all'ente locale proprietario della strada, e l'esenzione prevista per lo Stato non si estende automaticamente al concessionario, anche se gestisce un servizio di pubblica utilità.
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Canone occupazione suolo pubblico: Cassazione chiarisce
Una società concessionaria di autostrade si opponeva al pagamento del canone occupazione suolo pubblico per un cavalcavia su una strada comunale, sostenendo di agire come braccio operativo dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la società, in quanto soggetto privato con finalità di lucro, è distinta dallo Stato e non può beneficiare delle sue esenzioni. Il canone è dovuto per la semplice occupazione di fatto del suolo, a prescindere dalla proprietà dell'infrastruttura.
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TOSAP viadotto autostradale: quando è dovuta?
Una società di riscossione ha impugnato una decisione che esentava una concessionaria autostradale dal pagamento della TOSAP per un viadotto su suolo comunale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il tributo è dovuto, poiché il viadotto costituisce un'occupazione di suolo pubblico e la società privata, operando a scopo di lucro, non può beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La sentenza chiarisce quindi l'applicabilità della TOSAP per un viadotto autostradale.
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Tassazione cavalcavia: la concessionaria deve pagare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2164/2024, ha stabilito che la società concessionaria di una rete autostradale è tenuta al pagamento della tassa per l'occupazione di suolo pubblico (TOSAP) per i cavalcavia che sovrastano strade comunali. La Corte ha chiarito che la natura privata e lucrativa dell'attività del concessionario esclude l'applicazione dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato, anche se l'opera è di proprietà statale. La tassazione del cavalcavia autostradale è dovuta in quanto si tratta di un'occupazione di fatto di un bene demaniale comunale da parte di un soggetto privato.
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Strada vicinale pubblica: quando una via privata è pubblica?
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un istituto scolastico e un comune per far dichiarare una strada privata come strada vicinale pubblica. Le corti di merito hanno respinto la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione. È stato stabilito che i cittadini non hanno fornito prove sufficienti riguardo ai tre requisiti essenziali: l'uso continuato da parte della collettività (iure servitutis publicae), l'idoneità della strada a soddisfare interessi pubblici generali e l'esistenza di un titolo che ne giustifichi l'uso pubblico.
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Usucapione bene pubblico: no su beni culturali
La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda di usucapione di un terreno con annesso capannone, promossa da alcuni privati contro un Comune. La Corte ha stabilito che l'usucapione del bene pubblico è impossibile quando questo, a seguito di decreti ministeriali che ne riconoscono l'interesse paesaggistico, rientra nel demanio culturale. Tali beni sono inalienabili e non possono essere acquisiti per possesso prolungato, indipendentemente dal loro utilizzo effettivo da parte dell'ente pubblico.
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Occupazione abusiva di alloggi popolari: è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44227/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'occupazione abusiva di un alloggio popolare. L'imputato sosteneva che l'immobile non fosse un bene pubblico, ma la Corte ha ribadito che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono da considerarsi tali, in quanto appartengono a un ente pubblico e sono destinati a una finalità di pubblica utilità. Di conseguenza, la loro invasione integra il reato previsto dagli artt. 633 e 639-bis del codice penale.
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Avviso di accertamento: quando rende inutile il ricorso
Una società concessionaria autostradale ha impugnato un avviso di scadenza per una tassa sull'occupazione di suolo pubblico. Durante il processo, l'ente impositore ha notificato un avviso di accertamento formale per la stessa pretesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che l'avviso di accertamento, atto definitivo, sostituisce integralmente quello precedente, concentrando su di sé l'onere dell'impugnazione.
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TOSAP per viadotti: la Cassazione conferma l’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria della gestione di un'autostrada è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione dello spazio aereo sovrastante le strade comunali da parte di un viadotto. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, chiarendo che né la natura pubblica della società ("in house"), né la destinazione ad uso pubblico dell'opera, né un precedente giudicato favorevole possono escludere l'obbligo tributario. La sentenza ribadisce che il soggetto passivo del tributo è chi occupa di fatto l'area, sottraendola all'uso generale, indipendentemente dalla proprietà dell'infrastruttura. L'esenzione prevista per lo Stato non è estensibile a società di capitali, seppur a totale partecipazione pubblica.
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TOSAP su viadotti autostradali: quando è dovuta?
Una società concessionaria di autostrade ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) relativa a un viadotto sovrastante strade comunali. La società sosteneva di essere esente in quanto organismo di diritto pubblico e gestore di un'opera statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la TOSAP su viadotti autostradali è dovuta. La Corte ha chiarito che il presupposto del tributo è l'occupazione materiale del suolo, che sottrae l'area all'uso pubblico, a prescindere dalla proprietà dell'opera o dalla natura giuridica del gestore. Anche le società 'in house' sono considerate soggetti giuridici distinti dallo Stato e, svolgendo un'attività economica, non beneficiano delle esenzioni fiscali previste per quest'ultimo.
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TOSAP società in house: la Cassazione nega l’esenzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32403/2024, ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica e qualificabile come 'in house', è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione di soprassuolo comunale con un viadotto. La Corte ha chiarito che la natura di società in house non la rende assimilabile allo Stato ai fini dell'esenzione fiscale, in quanto essa rimane un soggetto giuridico distinto che realizza un'occupazione di fatto del suolo pubblico.
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Tassabilità TOSAP: anche per le concessionarie
La Corte di Cassazione ha stabilito la tassabilità TOSAP a carico di una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. Anche se la società è a partecipazione statale e l'opera è demaniale, l'occupazione che sottrae il suolo all'uso comunale genera l'obbligo tributario, senza che la natura di società 'in house' possa giustificare l'esenzione fiscale.
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TOSAP sovrappasso autostradale: Cassazione conferma
Una società che gestisce concessioni autostradali è stata soggetta a un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) a causa di un sovrappasso autostradale che occupava lo spazio aereo sopra una strada comunale. La Corte di Cassazione ha confermato che il TOSAP sovrappasso autostradale è dovuto, poiché l'occupazione oggettiva dello spazio pubblico è sufficiente a far scattare l'imposta. La Corte ha inoltre specificato che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende alle società concessionarie, anche se a partecipazione pubblica, in quanto sono entità giuridiche distinte che operano come imprese commerciali.
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Atti amministrativi vincolati: quando non sono annullabili
Una Regione a statuto speciale revoca concessioni idriche a una società energetica tramite delibere basate su una legge regionale. La società impugna gli atti per mancata partecipazione al procedimento. La Corte di Cassazione, riformando la decisione precedente, stabilisce che non si possono annullare atti amministrativi vincolati per vizi procedurali se il loro contenuto non sarebbe potuto essere diverso. La sentenza sottolinea l'irrilevanza del vizio formale quando la decisione dell'amministrazione è interamente predeterminata dalla legge.
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Esenzione TOSAP: no per società in-house
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica (in-house), non ha diritto all'esenzione TOSAP per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. La Corte ha chiarito che la società è un soggetto giuridico distinto dallo Stato e che il presupposto per la tassa è l'oggettiva sottrazione di spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla proprietà dell'opera o dalla sua pubblica utilità. Concedere l'esenzione violerebbe inoltre i principi di concorrenza del diritto europeo.
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Canone Occupazione Suolo Pubblico: Quando è dovuto?
Una società editoriale si opponeva alla richiesta di pagamento del Canone Occupazione Suolo Pubblico (COSAP) avanzata da un Comune per un box e un traliccio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale: per la debenza del canone, non è sufficiente che l'area sia di proprietà pubblica. Il Comune deve dimostrare che il suolo appartiene al demanio o al patrimonio indisponibile, ovvero a beni destinati a una funzione pubblica. La mera proprietà comunale, se rientrante nel patrimonio disponibile, è equiparata a quella privata e non giustifica l'imposizione del COSAP.
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