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Art. 822 Codice Civile

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213 provvedimenti

TOSAP cavalcavia: Cassazione conferma il pagamento
Una società di gestione autostradale ha impugnato una richiesta di pagamento della TOSAP per i suoi cavalcavia su strade comunali, sostenendo di essere esente in quanto concessionaria statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la TOSAP per cavalcavia è dovuta. La società, essendo un'entità privata che opera a scopo di lucro, è l'occupante di fatto e non può beneficiare dell'esenzione riservata allo Stato, anche se svolge un servizio pubblico. La proprietà comunale dello spazio aereo occupato non è mai venuta meno.
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TOSAP Viadotti: Cassazione, i concessionari pagano
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade deve pagare la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) per l'occupazione del soprassuolo di strade comunali con i propri viadotti. Secondo la Corte, l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende al concessionario privato, in quanto quest'ultimo agisce come un'impresa autonoma che persegue un profitto, e l'occupazione del suolo pubblico, anche se de facto, costituisce il presupposto per l'applicazione del tributo.
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Onere della prova COSAP: Comune deve dimostrare proprietà
Un comune richiedeva il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico (COSAP) a una società per le sue installazioni in un'area montana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che l'onere della prova della proprietà del suolo, quale bene demaniale o del patrimonio indisponibile, grava sull'ente pubblico. In assenza di tale prova, la pretesa di pagamento è illegittima.
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COSAP e Aree Pubbliche: quando è dovuto il canone?
Una società di telecomunicazioni si opponeva al pagamento del COSAP per l'installazione di proprie apparecchiature su un'area montana. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per la debenza del canone di occupazione, non è sufficiente che un'area sia classificata come strada comunale ai sensi del Codice della Strada. È indispensabile dimostrare che tale area appartenga effettivamente al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune e, soprattutto, che sia concretamente destinata all'uso pubblico. La Corte ha annullato la decisione precedente, che si era basata su una presunzione errata, e ha rinviato il caso per un nuovo esame che verifichi l'effettiva destinazione pubblica del suolo.
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Canone occupazione suolo pubblico: quando è dovuto?
Una società editoriale ha contestato la richiesta di pagamento del Canone occupazione suolo pubblico per un chiosco e un traliccio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18695/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per l'applicazione del canone non è sufficiente la mera proprietà dell'area da parte del Comune, ma è necessario che sia provata l'effettiva destinazione del suolo a uso pubblico, facendolo rientrare nel demanio o nel patrimonio indisponibile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Occupazione abusiva suolo pubblico: ricorso inammissibile
Una società fa ricorso contro il pagamento di canoni per l'occupazione abusiva suolo pubblico, sostenendo di aver agito in buona fede. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale risiede nel fatto che gli argomenti difensivi cruciali, come la violazione della buona fede e la natura giuridica del terreno, sono stati presentati tardivamente nel processo, rendendoli inammissibili.
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Servitù di passaggio su area autostradale: si può?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto a una servitù di passaggio su un terreno di proprietà di una società concessionaria autostradale. Il terreno, pur essendo nella fascia di rispetto, non è stato ritenuto pertinenza essenziale e quindi non demaniale, permettendo così la costituzione del diritto a favore di un fondo adiacente rimasto intercluso. La Corte ha chiarito che l'interclusione è derivata dai lavori di costruzione e non dalla vendita originaria, giustificando l'applicazione dell'art. 1051 c.c.
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TOSAP cavalcavia autostradale: quando è dovuta?
Una società concessionaria autostradale ha impugnato degli avvisi di accertamento relativi alla TOSAP per l'occupazione dello spazio aereo con cavalcavia su strade comunali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il presupposto della tassa è l'occupazione materiale che sottrae l'area all'uso pubblico. La Corte ha chiarito che la TOSAP per cavalcavia autostradale è dovuta dalla società concessionaria, in quanto soggetto occupante che agisce per un proprio interesse economico, e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende ad essa.
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Espropriazione parziale: indennizzo e valore residuo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che in caso di espropriazione parziale, il proprietario ha diritto a un indennizzo che copre non solo il terreno sottratto, ma anche la diminuzione di valore della parte residua. La Corte ha respinto il ricorso di un Comune, confermando che anche l'esproprio di una piccola porzione (0,24%) di un vivaio può giustificare un cospicuo risarcimento per il deprezzamento del bene rimanente, causato in questo caso da un aumentato rischio idraulico dovuto all'opera pubblica.
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Pubblicità legale: Cassazione annulla sentenza TSAP
Un'associazione religiosa ha impugnato un bando di gara per una concessione idroelettrica. Successivamente, ha presentato motivi aggiunti contro il provvedimento di concessione, ma il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) li ha dichiarati tardivi, considerando la pubblicazione online sul sito della Provincia come valida pubblicità legale. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione, stabilendo che la pubblicità legale online ha effetto solo se una norma di legge lo prevede espressamente. In assenza di tale norma, la semplice pubblicazione sul sito web dell'ente non fa decorrere i termini per l'impugnazione.
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Locazione uso diverso: quando è concessione pubblica?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi in un caso riguardante un chiosco-bar su suolo pubblico. La controversia verteva sulla qualificazione del rapporto come locazione uso diverso o concessione amministrativa. La Corte ha rigettato le censure basandosi su principi procedurali, in particolare sulla regola della pluralità di "rationes decidendi", secondo cui se una sentenza si fonda su più ragioni autonome, è necessario impugnarle tutte efficacemente affinché il ricorso sia ammissibile. In questo caso, la qualifica di concessione era supportata sia dalla destinazione dell'area a pubblico servizio sia dalla sua natura parzialmente demaniale.
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Retratto agrario: no con torrente pubblico di mezzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario terriero che voleva esercitare il diritto di retratto agrario su un fondo vicino. La Corte ha confermato che la presenza di un torrente, anche se non iscritto negli elenchi pubblici, interrompe la contiguità fisica e giuridica tra i terreni, requisito indispensabile per tale diritto. La natura demaniale del corso d'acqua è il fattore decisivo che preclude l'esercizio del retratto agrario.
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Occupazione senza Titolo: Danno non Presunto
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di occupazione senza titolo di un immobile demaniale. Pur confermando la proprietà dello Stato sulla base di una precedente sentenza passata in giudicato, la Corte ha riformato la decisione di primo grado, negando il diritto al risarcimento per l'occupazione. La motivazione chiave è che il proprietario, in questo caso lo Stato, non ha fornito la prova di un danno concreto ed effettivo (danno emergente o lucro cessante) derivante dalla mancata disponibilità del bene, che peraltro versava in stato di abbandono. La sentenza stabilisce che il danno da occupazione senza titolo non è automatico ma deve essere specificamente allegato e provato.
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