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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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37 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Condono edilizio: illegittimo se viola vincoli
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del condono edilizio per una costruzione realizzata in un'area soggetta a vincoli di frana e idrogeologici. La sentenza chiarisce che la normativa nazionale, che vieta la sanatoria per nuove costruzioni in zone protette, prevale sulla legislazione regionale, anche in regioni a statuto speciale. Il ricorso della proprietaria dell'immobile è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che il giudice penale ha il dovere di verificare la legittimità dei titoli abilitativi in sanatoria.
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Riparazione ingiusta detenzione: ricorso inammissibile
Una persona, assolta dall'accusa di associazione mafiosa, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La prima domanda è stata respinta come tardiva e la decisione è diventata definitiva. Presentata una seconda domanda basata su presupposti diversi, anche questa è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il principio del "ne bis in idem" (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto) si applica anche in questo caso, rendendo inammissibile ogni ulteriore tentativo di ottenere la riparazione ingiusta detenzione.
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Revoca ordine di demolizione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il Tribunale aveva basato la sua decisione sulla sola esistenza di un permesso in sanatoria, senza però verificarne la legittimità e la completezza. Secondo la Suprema Corte, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di accertare che il condono sia valido e copra l'intera opera abusiva. In questo caso, il permesso era solo parziale, rendendo illegittima la revoca ordine di demolizione.
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Impugnazione come opposizione: la conversione del ricorso
Un soggetto, a cui era stata ordinata la restituzione di una somma di denaro sequestrata, non riusciva a ritirarla per mancanza di documenti di identità. Dopo il diniego della Corte d'Appello ad autorizzare il suo difensore al ritiro, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, applicando il principio di conservazione degli atti, ha riqualificato il ricorso come un'opposizione, stabilendo che la competenza per le modalità esecutive della restituzione spetta al giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, ha trasmesso gli atti allo stesso giudice per la prosecuzione della procedura corretta.
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Errore di notifica: Cassazione annulla la sentenza
La Cassazione annulla una sentenza del Tribunale per un errore di notifica dell'avviso di udienza all'imputato. La Corte chiarisce che la semplice spedizione della raccomandata non prova il perfezionamento della notifica, essendo necessaria la prova della ricezione. L'omissione determina una nullità assoluta del procedimento.
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Pena illegale: la Cassazione fa chiarezza
Un individuo, condannato per stalking e violenza sessuale, si è visto estinguere il reato di stalking in seguito a remissione di querela. La Corte d'Appello, nel ricalcolare la pena per la sola violenza sessuale, ha irrogato una sanzione inferiore al minimo di legge, nel tentativo di rispettare il divieto di peggioramento della pena in appello (reformatio in peius). La Cassazione ha rigettato il successivo ricorso dell'imputato, che chiedeva un'ulteriore riduzione, definendo la sanzione già applicata come "pena illegale" in quanto al di sotto del minimo edittale. La Corte ha stabilito che, pur in presenza del divieto di reformatio in peius, la pena non può mai scendere sotto la soglia minima prevista dalla legge per quel reato.
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Pene sostitutive: quando e come richiederle in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La difesa lamentava la mancata informazione sulla possibilità di richiedere le pene sostitutive previste dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che la richiesta deve essere un'iniziativa della parte e non un obbligo informativo del giudice, e deve essere presentata al massimo durante l'udienza d'appello.
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Revoca ordine di demolizione per fatti nuovi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di revoca di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che la sopravvenienza di una sentenza amministrativa definitiva, che accerta l'illegittimità dell'acquisizione dell'immobile da parte del Comune e valida la sanatoria edilizia, costituisce un "fatto nuovo". Tale fatto impone al giudice dell'esecuzione di rivalutare la compatibilità dell'ordine di demolizione con la nuova situazione giuridica, superando la preclusione del precedente giudicato.
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Amministratore di fatto: sequestro e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente, evidenziando che il ruolo di amministratore di fatto non può essere presunto ma deve essere provato con elementi concreti. Il caso riguardava il sequestro dei beni di una società, formalmente amministrata dalla moglie dell'indagato, sulla base della non dimostrata supposizione che quest'ultimo ne fosse l'amministratore di fatto. La Corte ha censurato la motivazione del provvedimento, ritenendola apparente e carente, e ha rinviato il caso per un nuovo esame che chiarisca le ragioni di tale attribuzione di ruolo.
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Pene sostitutive Cartabia: quando richiederle?
La Corte di Cassazione stabilisce che la richiesta di applicazione delle pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia può essere presentata per la prima volta anche nel giudizio di rinvio, a seguito di un annullamento parziale. La Corte ha chiarito che il giudice del rinvio ha la competenza funzionale per decidere su tale istanza, anche se l'annullamento riguardava solo le pene accessorie e la normativa non era in vigore al momento dell'appello originario.
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Pene sostitutive: la richiesta spetta all’imputato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio. La Corte ha stabilito che la recidiva era correttamente configurata e, soprattutto, che l'applicazione delle pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia non è un dovere d'ufficio del giudice, ma deve essere esplicitamente richiesta dalla difesa durante il giudizio di merito. L'omessa proposta da parte del giudice d'appello non costituisce motivo di nullità della sentenza.
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Ultimazione dei lavori: quando un immobile è finito?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fratelli contro un'ordinanza della Corte d'Appello che negava la revoca di un ordine di demolizione. Il caso verteva sul concetto di ultimazione dei lavori ai fini del condono edilizio. La Corte ha stabilito che un immobile non può considerarsi 'ultimato' alla data di riferimento se, pur avendo la struttura portante (rustico) e la copertura, è privo delle tamponature esterne. Queste ultime sono ritenute essenziali per definire la volumetria dell'edificio e il suo isolamento, requisiti indispensabili per l'accesso al condono.
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Ordine di demolizione: illegittimo il permesso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che, una volta trascorsi 90 giorni dall'ingiunzione a demolire senza adempimento, l'immobile abusivo viene automaticamente acquisito al patrimonio del Comune. Di conseguenza, un eventuale permesso in sanatoria ottenuto successivamente è illegittimo, in quanto rilasciato a un soggetto non più proprietario. L'ex proprietario perde anche la legittimazione a chiedere la revoca dell'ordine di demolizione.
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Giudice del rinvio: vincoli e limiti dopo l’annullo
La Corte di Cassazione annulla la decisione di un giudice del rinvio perché ha ignorato i principi stabiliti in un precedente annullamento, in particolare riguardo la motivazione sulla confisca. La Corte chiarisce che il giudice del rinvio è strettamente vincolato alle indicazioni ricevute. Viene invece respinto il ricorso sulla sostituzione della pena, specificando che le nuove norme più favorevoli si applicano integralmente, comprese le relative cause ostative come l'aggravante mafiosa.
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Furto in abitazione: la prova indiziaria è sufficiente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione di un individuo trovato in possesso di un'auto rubata da un cortile privato. La sentenza stabilisce che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti (come il possesso del veicolo, degli arnesi da scasso e la tempistica) sono sufficienti a provare la colpevolezza, anche in assenza di una confessione. Il ricorso è stato respinto anche in merito alla richiesta di pene sostitutive, poiché non avanzata tempestivamente nel giudizio di appello.
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Ordine di demolizione e diritto all’abitazione: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un uomo contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo, ereditato dal padre e costituente la sua unica abitazione. Il ricorrente sosteneva la violazione del diritto all'abitazione e il principio di proporzionalità. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'inerzia del ricorrente nel cercare soluzioni abitative alternative per un lungo periodo, pur essendo a conoscenza dell'ordine, è un fattore decisivo che impedisce la sospensione della demolizione.
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Messa alla prova omicidio stradale: i limiti di pena
La Corte di Cassazione ha escluso l'accesso alla messa alla prova per omicidio stradale quando la pena edittale supera i limiti di legge. Un giudice di merito aveva ammesso un imputato al beneficio, valorizzando una circostanza attenuante. La Suprema Corte, accogliendo il ricorso del Procuratore, ha annullato la decisione, ribadendo che la valutazione di ammissibilità si fonda esclusivamente sulla pena massima prevista per la fattispecie base, senza considerare le circostanze del caso concreto. Pertanto, la messa alla prova per omicidio stradale base è preclusa.
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