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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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110 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Condannato da morto: Cassazione annulla per estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha annullato una propria precedente decisione e la relativa sentenza di condanna perché emesse nei confronti di un imputato che, all'insaputa della Corte, era già deceduto. La Procura aveva segnalato la morte, avvenuta prima dell'udienza. La Cassazione ha stabilito che una sentenza emessa contro un soggetto defunto è giuridicamente inesistente. Questo vizio, considerato un 'errore di fatto', impone allo stesso giudice che ha sbagliato di revocare il provvedimento. Di conseguenza, è stata dichiarata l'estinzione del reato per morte del reo, cancellando definitivamente la condanna.
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Pena ridotta in appello? Non cambia la competenza del giudice
La Corte di Cassazione interviene su un caso di errata individuazione della competenza del giudice dell'esecuzione. Un condannato aveva ottenuto dalla Corte d'Appello il riconoscimento della continuazione tra due reati. Il Procuratore Generale ha però impugnato la decisione, sostenendo che la Corte d'Appello non fosse competente. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: se la sentenza d'appello modifica quella di primo grado solo 'quoad poenam' (cioè nella quantità della pena) senza alterare la sostanza del giudizio, la competenza per la fase esecutiva resta al giudice di primo grado. Di conseguenza, l'ordinanza della Corte d'Appello è stata annullata.
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Spese processuali ridotte: niente costi per l’appello inutile
Un condannato aveva impugnato un provvedimento per l'eccessivo ammontare delle spese processuali, in particolare quelle per le intercettazioni. Durante il processo, l'ufficio giudiziario competente ha corretto l'importo in autotutela, riducendolo notevolmente. La Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per 'sopravvenuta carenza di interesse', poiché il problema era stato risolto. Il principio di diritto sancito è fondamentale: in questi casi, chi ha fatto ricorso non deve essere condannato a pagare le spese del procedimento di Cassazione, perché la sua soccombenza non è nemmeno 'virtuale'.
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Competenza del giudice dell’esecuzione: pena ridotta ma annullata
Un condannato con più sentenze definitive ottiene dal Giudice per le indagini preliminari, in fase esecutiva, il riconoscimento del 'vincolo della continuazione' per ridurre la pena. La Procura contesta la decisione, sostenendo che il giudice fosse incompetente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, affermando un principio fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Se l'ultima sentenza irrevocabile è stata emessa dalla Corte d'Appello, che ha parzialmente modificato la decisione di primo grado, è proprio la Corte d'Appello a dover decidere sulle questioni esecutive. Di conseguenza, l'ordinanza del primo giudice è stata annullata per violazione di legge.
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Impugnazione Pubblico Ministero: la Cassazione blocca la Procura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una decisione del Giudice dell'Esecuzione. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sull'impugnazione del Pubblico Ministero: solo il P.M. che ha partecipato attivamente al procedimento esecutivo ha il diritto di contestare le decisioni di quel giudice. Il Procuratore Generale, essendo un organo di grado superiore ma esterno a quella specifica fase processuale, non possiede la 'legittimazione' per impugnare. Vince quindi la linea difensiva del condannato, che vede confermata la decisione a suo favore emessa in primo grado.
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Calcolo pena: il ricorso generico in Cassazione costa caro
Un condannato si è opposto al calcolo della sua pena totale, chiedendo l'applicazione di un indulto e la fusione di due condanne. Il suo appello è stato però respinto dalla Corte di Cassazione perché ritenuto un 'ricorso generico'. L'imputato, infatti, non ha contestato le specifiche motivazioni giuridiche della precedente decisione, ma ha solo riproposto le sue richieste iniziali. La Corte ha stabilito che questa mancanza di specificità rende l'atto inammissibile, confermando la pena e condannando il ricorrente al pagamento di una sanzione. La sentenza ribadisce l'importanza di formulare un'impugnazione in modo tecnicamente corretto.
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Competenza Giudice Esecuzione: la Cassazione sceglie il Tribunale
La Corte di Cassazione chiarisce un dubbio sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Un condannato aveva chiesto di sottrarre dalla sua pena un periodo di detenzione sofferto per un altro reato. Si è creato un conflitto tra il Tribunale e la Corte d'Appello su chi dovesse decidere. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la competenza si determina guardando all'ultima sentenza diventata irrevocabile al momento esatto in cui la richiesta viene depositata. Eventuali sentenze divenute definitive in un momento successivo non possono modificare questa competenza. Di conseguenza, la Corte ha assegnato il caso al Tribunale di primo grado, che aveva emesso la condanna in esecuzione.
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Competenza Giudice Esecuzione: Vince il Tribunale dell’ultima condanna
Un condannato con sentenze emesse da due tribunali diversi (Livorno e Lecce) presenta un'istanza relativa alla prima condanna. Sorge un conflitto su quale tribunale debba decidere. La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro sulla competenza del giudice dell'esecuzione: in caso di più condanne, la competenza spetta sempre al giudice che ha emesso l'ultima sentenza diventata irrevocabile. Questo criterio è unico e inderogabile, indipendentemente da quale condanna riguardi la richiesta. Di conseguenza, la competenza è stata attribuita al Tribunale di Lecce, autore dell'ultima condanna definitiva.
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Competenza Giudice Esecuzione: Annullata la decisione del GIP
Un condannato, con diverse sentenze a suo carico, ottiene da un giudice la rideterminazione di una vecchia pena. La Procura contesta la decisione, sostenendo che il giudice non fosse quello giusto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, annullando il provvedimento. Viene stabilito un principio fondamentale sulla **competenza del giudice dell'esecuzione**: in caso di più condanne, la competenza spetta sempre al giudice che ha emesso l'ultima sentenza diventata definitiva. Questo criterio cronologico è oggettivo e non ammette eccezioni, anche se la richiesta riguarda un'altra condanna. Gli atti sono stati quindi trasmessi al giudice corretto.
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Più condanne, un solo Giudice dell’esecuzione: la Cassazione fa chiarezza
Un condannato, dopo aver ottenuto la sospensione condizionale della pena da un primo giudice, subisce una nuova condanna da un secondo giudice. Si crea un conflitto su chi debba decidere sulla revoca del beneficio. La Corte di Cassazione chiarisce il principio fondamentale: il competente **giudice dell'esecuzione** è sempre quello che ha emesso l'ultima sentenza di condanna divenuta irrevocabile. Questa regola si applica anche se la questione riguarda una pena inflitta in precedenza da un altro magistrato. La Corte ha quindi assegnato la competenza al giudice dell'ultima condanna, garantendo un criterio unico e certo per la gestione delle pene.
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Conflitto di competenza: due Corti si rimpallano il caso
Un Tribunale e una Corte d'Appello hanno generato un **conflitto di competenza** rifiutando entrambi di gestire la fase esecutiva di una pena. Il caso riguardava un soggetto con due sentenze definitive: una di condanna e una di proscioglimento per vizio di mente con applicazione di una misura di sicurezza. Il Tribunale ha sollevato il conflitto, ritenendo competente la Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dichiarato il conflitto inesistente. La ragione è puramente procedurale: la stessa identica questione tra le stesse corti era già stata decisa poco tempo prima. Di conseguenza, ha ordinato la restituzione degli atti al Tribunale, che ora dovrà occuparsi del caso.
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Revoca Sospensione Ordine Esecuzione: Annullamento non libera
La Cassazione interviene su un caso di revoca sospensione ordine di esecuzione. Un condannato, dopo il rigetto della sua richiesta di misure alternative, era stato destinatario di un ordine di carcerazione. Successivamente, la Cassazione aveva annullato quel rigetto. Il Giudice dell'esecuzione, ritenendo l'effetto automatico, aveva annullato la carcerazione e liberato il condannato. La Procura ha fatto ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che non esiste automatismo: l'annullamento della decisione sulle misure alternative non invalida di per sé la revoca della sospensione. Il giudice deve compiere una valutazione completa e non limitarsi a un collegamento meccanico. Vince la Procura.
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Competenza del giudice dell’esecuzione: chi decide sulle pene?
Un soggetto condannato ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra diverse sentenze di condanna per ridurre il cumulo delle pene. Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) ha accolto parzialmente la richiesta. Tuttavia, il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione sostenendo un difetto nella competenza del giudice dell'esecuzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento diventato irrevocabile prima della presentazione della domanda. Poiché l'ultima condanna definitiva era stata emessa dalla Corte di Appello, il GIP non aveva il potere di decidere. La sentenza è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi al giudice corretto.
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Competenza Giudice Esecuzione: Annullata la decisione del Tribunale
Un condannato con più sentenze a suo carico chiede al Tribunale di Ravenna di applicare la 'continuazione' per ridurre la pena totale. Il Tribunale accoglie la richiesta. La Procura, però, ricorre in Cassazione sostenendo che il Tribunale non era competente. La Corte Suprema dà ragione alla Procura, affermando un principio fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione: a decidere deve essere il giudice che ha emesso l'ultima sentenza diventata irrevocabile. In questo caso, era la Corte d'Appello di Bologna. Di conseguenza, la decisione del Tribunale di Ravenna viene annullata per incompetenza e gli atti trasmessi al giudice corretto.
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Recidiva in sentenza irrevocabile: no alla modifica postuma
Un uomo condannato con sentenza definitiva ha chiesto al Giudice dell'Esecuzione di eliminare l'aggravante della recidiva. La sua richiesta è stata respinta. L'uomo ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione. I giudici hanno stabilito che la modifica di una sentenza irrevocabile non è possibile per questioni già decise durante il processo, come la recidiva. Questo compito non rientra nei poteri del Giudice dell'Esecuzione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato a pagare le spese e una multa.
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Competenza Giudice Esecuzione: l’ultima sentenza decide tutto
Un condannato, con sentenze emesse da due diversi Tribunali, chiede di unificare le pene riconoscendo la 'continuazione' tra i reati. Sorge un conflitto tra i due uffici giudiziari su chi debba decidere. La Corte di Cassazione interviene per stabilire la corretta competenza del giudice dell'esecuzione. Il principio sancito è chiaro: la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza di condanna divenuta irrevocabile al momento in cui la richiesta viene presentata. Eventuali altre sentenze divenute definitive in un momento successivo non possono modificare questa regola. In questo caso, vince il Tribunale di Agrigento.
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Competenza Giudice Esecuzione: Vince l’Ultima Sentenza Definitiva
Un condannato con più sentenze definitive chiede il riconoscimento della continuazione tra i reati. Sorge un conflitto tra due Tribunali su chi debba decidere. La Corte di Cassazione interviene per stabilire la corretta competenza del giudice dell'esecuzione. Il principio sancito è chiaro: è competente il giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile al momento della presentazione della richiesta. Eventuali altre sentenze diventate definitive dopo la domanda sono irrilevanti. Viene così affermata la competenza del Tribunale che per primo aveva negato la propria giurisdizione, basandosi su una corretta analisi temporale delle sentenze.
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Competenza Giudice Esecuzione: l’Ultima Sentenza Decide il Foro
Un condannato, con sentenze emesse da due diversi Tribunali, chiede l'applicazione della 'continuazione' per unificare le pene. Sorge un conflitto tra i due uffici giudiziari su chi debba decidere. La Corte di Cassazione interviene per chiarire la regola sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Il principio sancito è che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza diventata irrevocabile al momento della presentazione della richiesta. Eventuali altre sentenze divenute definitive in seguito non possono modificare questa regola. Di conseguenza, il Tribunale di Agrigento, autore dell'ultima condanna irrevocabile, è stato dichiarato competente a decidere.
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Isolamento diurno: la Cassazione contro il blocco dell’esecuzione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condannato all'ergastolo e a ulteriori pene detentive, nei cui confronti era stata richiesta l'applicazione dell'isolamento diurno. Il giudice dell'esecuzione territoriale aveva dichiarato il non luogo a procedere poiché il soggetto risultava irreperibile dal 2006, ritenendo impossibile procedere con le notifiche necessarie. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che nella fase di esecuzione non si applicano le tutele previste per l'assenza dell'imputato durante il processo. Essendo la condanna già definitiva, il giudice deve limitarsi a dichiarare l'irreperibilità e procedere con le notifiche al difensore d'ufficio per determinare correttamente il periodo di isolamento diurno dovuto.
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Competenza del giudice dell’esecuzione: tra GIP e Appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della competenza del giudice dell'esecuzione in una vicenda riguardante la richiesta di continuazione tra più condanne. Un condannato aveva ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il riconoscimento del vincolo della continuazione e la sospensione condizionale della pena. Il Pubblico Ministero ha però impugnato tale decisione, eccependo l'incompetenza funzionale del giudice di primo grado. La Suprema Corte ha stabilito che, qualora una sentenza sia stata riformata in appello non solo per la misura della pena ma anche per l'estinzione di un reato per prescrizione, la competenza spetta alla Corte d'Appello. Di conseguenza, l'ordinanza del GIP è stata annullata senza rinvio per difetto di competenza.
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