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Art. 648-ter Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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464 provvedimenti

Altri anni per Art. 648-ter Codice Penale

Responsabilità 231: sequestro valido se reato prescritto
Una società edile ricorre contro un sequestro preventivo per un illecito ex D.Lgs. 231/2001, legato a una truffa per fondi pubblici. Sostiene che il reato è prescritto e che un concordato preventivo in corso elimina il rischio di dispersione dei beni. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando l'autonomia della Responsabilità 231 dell'ente: questa persiste anche se il reato della persona fisica è prescritto. Inoltre, il sequestro penale prevale sulla procedura concorsuale, che non è sufficiente a escludere il pericolo di dispersione del profitto illecito.
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Autoriciclaggio: quando il sequestro è legittimo?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di autoriciclaggio in ambito familiare, sorto da un precedente reato di corruzione tra privati. Un dirigente, con l'aiuto dei familiari, avrebbe riciclato proventi illeciti attraverso una società, distribuendoli come dividendi. La Corte ha confermato l'impianto accusatorio per il reato di autoriciclaggio, rigettando le questioni su competenza e sussistenza del reato. Tuttavia, ha annullato con rinvio la decisione sul sequestro per due dei familiari, ordinando al Tribunale di quantificare esattamente le somme confiscabili, distinguendo con precisione tra 'prodotto' e 'profitto' del reato e individuando solo le somme effettivamente reinvestite in attività economiche.
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Sequestro preventivo: motivi di ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Le eccezioni procedurali, se non sollevate tempestivamente, si considerano sanate. Per la Cassazione, la valutazione del *fumus commissi delicti* nel sequestro preventivo non può essere riesaminata nel merito se la motivazione del giudice non è meramente apparente.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro a carico di due soggetti, ritenendo sufficienti gli indizi raccolti. La decisione si fonda sulla presenza non solo dell'ingente somma di denaro, ma anche di macchinette contasoldi, banconote false e dichiarazioni spontanee degli indagati, elementi che insieme costituiscono un valido 'fumus commissi delicti' per i reati di riciclaggio e ricettazione, e un concreto 'periculum in mora'.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Due imputati, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, ricorrono in Cassazione contestando la qualificazione dei reati (autoriciclaggio e rapina) e la confisca. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che l'accordo implica la rinuncia a contestare tali punti, salvo il caso di pena illegale.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imprenditrice e dalla sua società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per autoriciclaggio. Il sequestro riguardava somme di denaro considerate profitto del reato. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile perché contestava nel merito la motivazione del provvedimento, anziché limitarsi a denunciare una violazione di legge, unico motivo consentito per i provvedimenti cautelari reali. Inoltre, il ricorso per la società era privo della necessaria procura speciale.
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Sequestro preventivo autoriciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di autoriciclaggio. La sentenza ribadisce principi fondamentali come la fungibilità del denaro, per cui non è necessario sequestrare le stesse banconote del reato, e chiarisce che per l'autoriciclaggio non è richiesta una condotta dissimulatoria. La Corte ha confermato la validità del sequestro preventivo, limitando il proprio sindacato alla sola violazione di legge e non al merito dei fatti.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. La sentenza analizza un caso in cui, a seguito di un sequestro probatorio, i ricorrenti hanno prima impugnato il provvedimento e poi rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione si fonda sul principio di "soccombenza", poiché l'esito del giudizio è determinato da un atto volontario del ricorrente e non da cause sopravvenute e imprevedibili.
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Autoriciclaggio aggravato: confini con l’intestazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro una misura cautelare per reati di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio, aggravati dal metodo mafioso. La Corte ha annullato l'ordinanza con rinvio, riscontrando una carenza di motivazione sulla distinzione tra i due reati e sulla sussistenza dell'aggravante mafiosa. In particolare, è stato richiesto un esame più approfondito per stabilire se l'intestazione fittizia fosse un'azione autonoma o se venisse assorbita dal più grave reato di autoriciclaggio.
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Procura speciale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi indagati contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali e di riciclaggio. La decisione si fonda su un vizio procedurale insuperabile: la mancata presentazione della procura speciale, documento essenziale per conferire al difensore il potere di impugnare dinanzi alla Suprema Corte. Di conseguenza, la Corte non ha esaminato il merito della vicenda, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro preventivo terzo: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una figlia contro il sequestro preventivo di una somma di denaro, eseguito nei confronti del padre per autoriciclaggio. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il 'sequestro preventivo terzo', ovvero il soggetto estraneo al reato che rivendica la proprietà del bene, può impugnare il provvedimento solo per dimostrare la propria titolarità effettiva e l'assenza di un collegamento con l'indagato, ma non può contestare nel merito l'esistenza del reato (fumus commissi delicti).
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Doppia presunzione cautelare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare per autoriciclaggio e associazione a delinquere con aggravante mafiosa. La sentenza ribadisce la validità della cosiddetta 'doppia presunzione cautelare', che impone la detenzione in carcere per tali reati salvo prova contraria specifica, e conferma l'utilizzabilità delle dichiarazioni tardive dei collaboratori di giustizia nella fase cautelare.
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Prescrizione reati: l’appello non inammissibile salva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa e altri delitti a causa della prescrizione dei reati. Decisivo è stato il ricorso dell'imputato: pur non essendo stato accolto nel merito, è stato ritenuto non manifestamente infondato. Questo ha impedito che la sentenza diventasse definitiva, consentendo al termine di prescrizione di maturare. La Corte ha chiarito che anche un singolo motivo di ricorso non palesemente pretestuoso è sufficiente a instaurare un valido rapporto processuale e a far proseguire il decorso della prescrizione.
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Reato di riciclaggio: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41517/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di riciclaggio. La Corte ha stabilito che anche la semplice suddivisione di denaro di provenienza illecita tra più persone è sufficiente a configurare il delitto, in quanto condotta idonea a ostacolare l'identificazione dell'origine dei fondi. Viene inoltre ribadita la necessità di individuare almeno la tipologia del reato presupposto ai fini del sequestro.
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Trasferimento fraudolento di valori: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per trasferimento fraudolento di valori nei confronti di un soggetto che, sottoposto a misura di prevenzione, aveva finanziato un terzo per riacquistare all'asta i propri beni mobili confiscati. La Corte chiarisce che il reato sussiste anche quando la misura patrimoniale è già stata eseguita, in quanto la condotta è finalizzata a mantenere il controllo di fatto sui beni, eludendo la legge attraverso un'intestazione fittizia.
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Bilanciamento circostanze: la decisione della Cassazione
Un soggetto condannato per truffa, appropriazione indebita e autoriciclaggio ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un errato bilanciamento circostanze attenuanti e aggravanti. Sosteneva che la sua collaborazione dovesse portare a una pena più mite. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La collaborazione è stata ritenuta 'progressiva e calibrata', non sufficiente a giustificare la prevalenza delle attenuanti, e gli altri motivi di ricorso sono stati giudicati troppo generici.
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Danno patrimoniale: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. La decisione si fonda sulla mancanza di una prova certa del danno patrimoniale relativo al reato presupposto di truffa. Secondo la Corte, i giudici di merito hanno errato nel collegare il danno di una distinta operazione finanziaria a quella contestata, violando il principio per cui ogni reato di truffa deve avere un proprio, autonomo e diretto pregiudizio economico. L'assenza di questo elemento essenziale fa crollare l'intero impianto accusatorio per i delitti derivati.
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Confisca per sproporzione: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione. I beni, ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi leciti dichiarati e legati a una presunta truffa ai danni dello Stato, sono stati legittimamente sequestrati. La Corte ha ribadito che la sproporzione è un forte indizio dell'origine illecita dei beni.
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