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Art. 640 Codice Penale — Anno 2026

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722 provvedimenti

Altri anni per Art. 640 Codice Penale

Truffa aggravata: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2056/2026, si è pronunciata su un caso di truffa aggravata. Il caso riguardava una vendita online mai portata a termine. La Corte ha confermato la condanna dell'imputato, chiarendo i presupposti necessari per l'integrazione del reato e la sussistenza dell'aggravante.
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Truffa online: Cassazione su profitto e danno
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2055/2026, si è pronunciata su un caso di truffa online, specificando i contorni del reato. Il caso riguardava la vendita fittizia di prodotti tecnologici su una piattaforma web. La Corte ha chiarito che per la configurazione della truffa online è sufficiente l'induzione in errore della vittima tramite artifizi e raggiri, con conseguente atto di disposizione patrimoniale, anche se il profitto per l'autore non è immediatamente conseguito. La decisione sottolinea l'importanza della tutela della buona fede nelle transazioni digitali.
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Truffa SEPA: la banca è vittima anche con controlli auto
La Cassazione ha confermato la condanna per truffa SEPA a un individuo che, simulando un rapporto commerciale, ha ottenuto un accredito indebito. Sebbene l'inganno fosse rivolto a una banca estera, la banca italiana che ha processato il pagamento e subito una perdita economica è stata considerata vittima del reato e legittimata a sporgere querela. La Corte ha ritenuto irrilevante che i controlli fossero automatici.
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Motivazione rafforzata: la Cassazione decide
Un amministratore, assolto in primo grado dall'accusa di truffa, è stato condannato al risarcimento dei danni in appello su ricorso della sola parte civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la decisione di secondo grado. La sentenza sottolinea la necessità di una motivazione rafforzata da parte del giudice d'appello quando ribalta una sentenza di assoluzione, e ribadisce l'autonomia tra giudizio penale e statuizioni civili, escludendo la violazione del principio del 'ne bis in idem' nonostante una precedente assoluzione per un reato fiscale connesso.
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Ricorso inammissibile per truffa: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza delle critiche alla credibilità della persona offesa e sulla natura meramente ripetitiva dei motivi relativi alle circostanze aggravanti, già correttamente valutate dalla Corte d'Appello. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
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Ricorso inammissibile: quando è mera reiterazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa in concorso. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera reiterazione di doglianze già respinte in appello e contestavano, senza evidenziare vizi logici, la valutazione discrezionale del giudice sulla pena e sulle attenuanti generiche.
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Assegno su conto estinto: quando è truffa? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. L'emissione di un assegno su conto estinto per pagare della merce è stata ritenuta una condotta truffaldina, con una motivazione generica in ricorso non idonea a scalfire la logicità della sentenza di merito.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per truffa. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già presentate e respinte in Appello, senza sollevare reali vizi di legittimità della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per truffa. I motivi sono stati giudicati meramente ripetitivi delle doglianze già respinte in appello e volti a ottenere un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di grado inferiore, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. I motivi sono stati giudicati generici e semplici ripetizioni di doglianze già respinte in appello. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando come la richiesta di una nuova valutazione delle prove non sia consentita in sede di legittimità e confermando il diniego delle attenuanti generiche per la gravità del fatto e i precedenti degli imputati.
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Concorso tra truffa e falso: la Cassazione decide
Un uomo è stato condannato per truffa, falso e sostituzione di persona per aver venduto un'auto di lusso rubata in cambio di un altro veicolo e denaro, utilizzando documenti e targhe contraffatte. Dopo l'assoluzione in appello dal reato di riciclaggio, l'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i reati di falso e sostituzione di persona dovessero essere assorbiti in quello di truffa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo le condizioni per il concorso tra truffa e falso. Ha stabilito che i reati coesistono in quanto tutelano beni giuridici diversi (la fede pubblica e il patrimonio), confermando così la condanna.
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Omessa comunicazione e reddito di cittadinanza: no reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa aggravata a un percettore del reddito di cittadinanza che aveva omesso di comunicare di essere sottoposto a misura cautelare. L'omessa comunicazione, in questo specifico caso, non costituisce reato perché una norma apposita (art. 7-ter D.L. 4/2019) prevede un meccanismo di sospensione del beneficio, ponendo l'obbligo di comunicazione in capo al giudice e non al cittadino. Di conseguenza, il fatto non sussiste.
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Correlazione imputazione sentenza: quando è legittima?
Un imputato, inizialmente accusato di ricettazione, ha visto il reato riqualificato in concorso in truffa in appello. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato se il fatto storico rimane identico e il diritto di difesa è garantito. La Corte ha ritenuto che la sola presenza dell'imputato con i complici fosse un contributo sufficiente al piano criminoso, legittimando la condanna per concorso.
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Prescrizione e statuizioni civili: quando si revocano
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione e statuizioni civili. Se il reato si estingue per prescrizione prima della sentenza di primo grado, il giudice d'appello deve revocare le condanne al risarcimento del danno. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva erroneamente confermato le statuizioni civili nonostante la prescrizione fosse maturata anni prima della condanna di primo grado. La Cassazione ha annullato la sentenza, revocando i risarcimenti.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: effetti e limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per truffa. L'ordinanza ribadisce un principio fondamentale: l'inammissibilità ricorso Cassazione impedisce di esaminare la prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di appello e non consente una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha inoltre confermato che la determinazione della pena è una prerogativa discrezionale del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Arresto obbligatorio truffa aggravata: legittimo?
Un individuo veniva arrestato per truffa aggravata ai danni di soggetti vulnerabili. Il suo difensore ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della nuova norma che ha introdotto l'arresto obbligatorio per truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la questione di legittimità costituzionale manifestamente infondata. La Corte ha stabilito che la scelta del legislatore di rafforzare la tutela delle vittime vulnerabili attraverso l'arresto obbligatorio è una scelta discrezionale non irragionevole e rispetta i limiti costituzionali, essendo una misura temporanea soggetta a convalida giudiziaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo reiterativo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per frode. I motivi sono stati giudicati puramente reiterativi delle argomentazioni già respinte in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che la valutazione della pena è di competenza esclusiva del giudice di merito, salvo vizi logici evidenti.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione relativo a una condanna per truffa. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. È stata inoltre confermata la correttezza della determinazione della pena, rientrando nella discrezionalità del giudice, purché adeguatamente motivata.
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Truffa aggravata online: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata a carico di un soggetto che, tramite un finto sito e-commerce, induceva le vittime a pagare per merce mai spedita. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'utilizzo di strumenti informatici integra l'aggravante specifica. La decisione sottolinea l'importanza di valutare l'intera macchinazione fraudolenta.
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Appello inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile in un caso di truffa, poiché i motivi erano una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione conferma la condanna e la revoca della sospensione condizionale della pena per una delle imputate, sottolineando l'importanza di presentare censure specifiche e pertinenti.
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