LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale

Pagina 37 di 40

828 provvedimenti

Occupazione abusiva demanio: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per occupazione abusiva del demanio, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La sentenza chiarisce che la società concessionaria è legittimata a costituirsi parte civile se, al momento del fatto, aveva la disponibilità giuridica dell'area, anche in pendenza di un complesso iter amministrativo per il rilascio definitivo della concessione.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per violazione di sigilli. La Corte ha confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando la gravità della condotta, la sua non occasionalità e i numerosi e gravi precedenti penali della ricorrente.
Continua »
Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità, sostenendo di agire per un bisogno abitativo. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità è applicabile solo in caso di pericolo attuale, grave e transitorio, non per risolvere una necessità abitativa permanente, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per un reato permanente. I motivi del ricorso sono stati giudicati in parte reiterativi di argomentazioni già respinte in appello e in parte manifestamente infondati. In particolare, la Corte ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici del ricorrente e della natura protratta della condotta. Ha inoltre confermato la corretta determinazione della sanzione, basata sulla legge vigente al momento della cessazione del reato permanente.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha sottolineato che non è sufficiente ripetere le stesse argomentazioni, ma è necessario confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione ha anche confermato la correttezza del calcolo delle attenuanti generiche.
Continua »
Giudicato parziale: quando la condanna è definitiva
Un individuo, condannato per furto aggravato di energia elettrica, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato non fosse più procedibile per una modifica legislativa. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo il principio del 'giudicato parziale': la dichiarazione di colpevolezza era già diventata definitiva e intangibile a seguito di una precedente decisione, anche se la discussione sulla pena era ancora aperta. La sentenza ha quindi confermato che le modifiche procedurali successive non possono invalidare una condanna passata in giudicato.
Continua »
Occupazione abusiva di terreno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per l'occupazione abusiva di terreno comunale. Nonostante una precedente assoluzione per fatti simili, la Corte ha stabilito che la successiva e legittima assegnazione del terreno a un altro soggetto ha creato una nuova situazione giuridica, rendendo la continua occupazione un nuovo reato. La Corte ha inoltre chiarito che, trattandosi di reato perdurante, il termine di prescrizione decorre dalla sentenza di primo grado.
Continua »
Obbligo di motivazione per reato continuato: il caso
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per spaccio e invasione di edifici. Sebbene la colpevolezza sia stata confermata, la Corte ha riscontrato un vizio nell'obbligo di motivazione relativo all'aumento di pena per il reato satellite (invasione di edifici), ritenendo insufficiente la giustificazione fornita dalla Corte d'Appello. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione della pena, sottolineando l'importanza di una motivazione specifica per ogni aumento nel contesto del reato continuato.
Continua »
Ricorso inammissibile: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per occupazione abusiva. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello e sulla mancata produzione, da parte della difesa, di una precedente sentenza necessaria a valutare la richiesta di continuazione tra reati. La Corte ribadisce che l'onere della prova in tal senso spetta all'imputato nel giudizio di cognizione.
Continua »
Confisca allargata: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della confisca allargata di un'auto e una moto nei confronti di due soggetti condannati per reati di droga. La sentenza sottolinea che, una volta dimostrata la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, spetta all'imputato fornire una prova concreta e specifica della loro provenienza lecita, non essendo sufficienti giustificazioni generiche o l'intestazione fittizia a terzi.
Continua »
Occupazione abusiva: si paga l’ICI? Novità dalla Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11002/2025, ha rinviato a pubblica udienza un caso relativo al pagamento dell'ICI su un immobile soggetto a occupazione abusiva. La decisione è stata influenzata da una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 60/2024) che ha esentato dal pagamento dell'IMU i proprietari di immobili occupati che abbiano sporto denuncia. La Cassazione dovrà ora valutare se tale principio possa estendersi anche all'ICI, mettendo in discussione l'orientamento precedente che obbligava comunque al pagamento.
Continua »
Invasione di terreni: la Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15958/2025, ha chiarito la natura del reato di invasione di terreni. Il caso riguardava tre persone condannate per l'occupazione abusiva di terreni comunali. Uno dei ricorrenti sosteneva di non aver compiuto l'atto di invasione iniziale, ma di essere solo subentrato ai genitori. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il reato di invasione di terreni si configura ogni volta che si occupa un immobile 'sine titulo', ovvero senza un titolo legittimo, includendo quindi anche chi subentra consapevolmente in una detenzione illegittima altrui. La Corte ha inoltre precisato le regole per il calcolo della prescrizione e della pena applicabile in caso di reato permanente.
Continua »
Pena delitto tentato: l’errore nel calcolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello per un errore nel calcolo della pena delitto tentato. Il giudice di secondo grado, nel riqualificare un reato in tentata occupazione abusiva di immobile, ha omesso di applicare la specifica riduzione di pena prevista per il tentativo, basando la sanzione sulla forbice edittale del reato consumato. La Suprema Corte ha ribadito che la diminuzione per il tentativo è obbligatoria e ha rinviato il caso per una corretta rideterminazione della pena.
Continua »
IMU leasing risolto: chi paga? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10421/2025, ha chiarito la responsabilità ai fini IMU in caso di contratto di leasing risolto con immobile occupato abusivamente. Una società di leasing aveva impugnato un avviso di accertamento IMU per un immobile non restituito dopo la risoluzione del contratto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva del tributo ricade sul proprietario (la società di leasing) e non sull'occupante, a meno che il proprietario non dimostri di aver sporto formale denuncia per l'occupazione abusiva. L'inerzia del proprietario nel tutelare il proprio diritto esclude la possibilità di esenzione dal tributo.
Continua »
Soggetto passivo IMU: chi paga dopo il leasing?
Una società di leasing ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un immobile il cui contratto di leasing era stato risolto, ma che era rimasto occupato da un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione per occupazione abusiva, il proprietario deve dimostrare di aver agito tempestivamente con una denuncia. La mancata azione legale è stata interpretata come tolleranza, confermando che il proprietario è il soggetto passivo IMU.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e reati permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per invasione di terreni. Si è stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile ai reati permanenti, come l'invasione, finché la condotta illecita perdura, a causa della continua compressione del bene giuridico tutelato.
Continua »
Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di immobile pubblico. La Corte chiarisce che il reato di cui all'art. 633 c.p. si configura anche quando una persona, inizialmente ospitata, rimane nell'abitazione dopo l'allontanamento dell'assegnatario, comportandosi come proprietario. Il termine 'invasione' indica un'occupazione arbitraria e 'contra ius', a prescindere dal pacifico ingresso iniziale.
Continua »
Invasione di edifici: da quando decorre la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14493/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo al reato di invasione di edifici. Il caso riguardava una persona condannata per aver occupato abusivamente un immobile comunale. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto, calcolando il termine dalla data di inizio dell'occupazione. La Suprema Corte ha respinto questa tesi, qualificando l'invasione di edifici come reato permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione non decorre dall'inizio dell'occupazione, ma dalla data della sentenza di condanna di primo grado, momento in cui la condotta illecita permanente si considera cessata.
Continua »
Carico urbanistico: sequestro anche se usi la casa poco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il sequestro preventivo di un immobile abusivo. Il ricorrente sosteneva che l'uso solo estivo dell'edificio escludesse il pericolo di aggravamento del reato. La Corte ha invece confermato che il 'carico urbanistico', ovvero l'impatto su traffico, scarichi e ambiente, sussiste anche con un utilizzo saltuario, giustificando pienamente la misura cautelare per proteggere il territorio.
Continua »
Invasione di immobile: la notifica al difensore è valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di immobile pubblico, ritenendo inammissibili le censure procedurali sulla notifica e rigettando la difesa basata sullo stato di necessità. La sentenza chiarisce che l'occupazione prolungata e il danno a terzi escludono la non punibilità, e che nuove questioni di fatto non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione.
Continua »