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Art. 633 Codice Penale — Anno 2026

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156 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Occupazione abusiva demaniale: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva demaniale di circa 700 metri quadri di spiaggia. La difesa sosteneva che il reato fosse prescritto calcolando il tempo dalla realizzazione delle opere. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che, trattandosi di un reato permanente, la prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della condotta illecita, avvenuta con lo sgombero dell'area. È stata inoltre confermata l'applicazione della sospensione della prescrizione di diciotto mesi prevista dalla Legge Orlando.
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Occupazione abusiva immobile: condanna e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva immobile a carico di un soggetto che aveva occupato un edificio senza titolo. La difesa ha tentato di invocare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici l'hanno negata a causa dell'abitualità della condotta e della durata dell'occupazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: i criteri della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per reati di spaccio e furto di acqua ed energia elettrica. La Suprema Corte ha stabilito che la mera riproposizione di motivi già rigettati in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata, rende il ricorso non deducibile. È stata inoltre confermata l'aggravante della recidiva per la pericolosità sociale dimostrata.
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Occupazione abusiva: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva di un alloggio popolare, respingendo il ricorso di una donna. Nonostante la difesa invocasse lo stato di necessità per la presenza di quattro figli e la particolare tenuità del fatto, i giudici hanno rilevato che la condotta si è protratta per oltre due anni senza i requisiti di urgenza e transitorietà necessari per l'esimente.
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Invasione di edifici e cambio della serratura
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di edifici nei confronti di un soggetto che ha sostituito la serratura di un immobile altrui. La sentenza chiarisce la legittimità della riqualificazione giuridica del fatto da esercizio arbitrario delle proprie ragioni a invasione di terreni o edifici, purché i fatti materiali restino invariati.
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Occupazione demanio marittimo: i limiti delle spiagge
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione arbitraria di demanio marittimo nei confronti di un gestore che ha posizionato stabilmente ombrelloni su una spiaggia libera, violando una convenzione comunale. Nonostante l'assoluzione per il reato di invasione di terreni, la Corte ha stabilito che l'abuso dello spazio pubblico configura una violazione penale del Codice della Navigazione.
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Occupazione abusiva e stato di necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva di un immobile, rigettando la tesi difensiva dello stato di necessità. I giudici hanno stabilito che l'esimente non è applicabile se l'imputato ha rifiutato l'assistenza offerta dai servizi sociali, rendendo l'occupazione una scelta non obbligata.
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Inutilizzabilità delle dichiarazioni e garanzie difensive
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per reati di estorsione, caporalato e occupazione abusiva a causa dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da alcuni soggetti. Tali persone erano state sentite come semplici testimoni nonostante fossero già emerse tracce di una loro partecipazione ai reati, violando così il diritto a non autoincriminarsi.
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Traffico illecito di rifiuti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico illecito di rifiuti e gestione di una discarica abusiva. Un imputato, avendo concordato la pena in appello, ha visto dichiarato inammissibile il proprio ricorso su quasi tutti i motivi. Per il coimputato, la difesa basata sull'occasionalità e sulla necessità economica è stata respinta grazie a prove video che hanno dimostrato un'attività organizzata e continuativa su un'ampia area di 3.000 metri quadrati.
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Occupazione abusiva: reato anche per chi eredita
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un terreno comunale costituisce reato anche per chi, pur non essendo l'invasore originario, continua a occupare l'immobile dopo il decesso del parente che aveva iniziato l'illecito. La sentenza chiarisce che la semplice permanenza 'sine titulo' integra il reato, a prescindere da nuove opere edilizie.
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Occupazione abusiva: la Cassazione e il dolo specifico
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occupazione abusiva di suolo demaniale e abuso edilizio. Confermato che la costruzione con materiali stabili e la mancata verifica dello stato dei luoghi integrano la consapevolezza del reato, rendendo il ricorso una mera richiesta di riesame dei fatti.
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Rinnovazione istruttoria: obbligo anche per fini civili
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna al risarcimento del danno emessa in appello, in riforma di una precedente assoluzione. Il motivo è la mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. La Corte ha ribadito che il giudice d'appello, se intende ribaltare un'assoluzione basandosi su una diversa valutazione dell'attendibilità di testimoni, ha l'obbligo di procedere a una nuova audizione degli stessi, anche qualora l'appello sia stato proposto dalla sola parte civile ai soli fini civili.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un uomo, condannato per auto-riciclaggio di denaro proveniente da operazioni immobiliari illecite, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I motivi includevano la presunta inattendibilità delle prove, l'errata applicazione della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o la credibilità dei testimoni, compiti che spettano ai giudici di merito. La Corte ha inoltre confermato la corretta applicazione della recidiva, respingendo le argomentazioni della difesa e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di invasione di terreni o edifici. I motivi, incentrati sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e sull'entità della pena, sono stati giudicati ripetitivi di censure già esaminate e troppo generici per confrontarsi efficacemente con la motivazione della sentenza d'appello. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Occupazione abusiva: restare in casa popolare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un immobile di edilizia popolare si configura anche quando un parente, ospitato dal legittimo assegnatario, vi permane dopo il decesso di quest'ultimo comportandosi come proprietario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo la responsabilità penale per la condotta ai sensi dell'art. 633 del codice penale.
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Prescrizione reato permanente: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva di immobile, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che, in caso di reato permanente, se l'accusa contesta un periodo di tempo definito con una "formula chiusa", il termine di prescrizione decorre dalla data finale indicata. Qualsiasi prosecuzione della condotta illecita oltre tale data non rileva ai fini del calcolo, ma potrebbe essere oggetto di una nuova e separata contestazione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per invasione di terreni. I motivi dell'appello sono stati giudicati manifestamente infondati, generici e semplici ripetizioni di doglianze già respinte in appello. La decisione sottolinea che non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla legittimità della sentenza impugnata.
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Reato permanente: quando cessa l’occupazione abusiva?
La Cassazione chiarisce come determinare la fine di un'occupazione abusiva, un reato permanente. La cessazione coincide con la data della sentenza di primo grado se la contestazione è aperta, salvo prova contraria. In questo caso, la prova è stata la notifica di un atto a un indirizzo diverso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Invasione di terreni e comproprietà: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di invasione di terreni e edifici. Il caso riguardava un individuo accusato di aver occupato illecitamente un terrazzo parcheggiandovi l'auto. La difesa sosteneva che il terrazzo fosse in comproprietà con il querelante, come accertato da una sentenza civile definitiva. I giudici di merito avevano ignorato tale prova, ma la Cassazione ha ritenuto la loro motivazione contraddittoria e carente, sottolineando che l'elemento dell'"altruità" del bene è fondamentale per configurare il reato. Il processo è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Occupazione abusiva: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. I ricorrenti avevano invocato lo stato di necessità e la particolare tenuità del fatto, ma la Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile una nuova valutazione delle prove e che le motivazioni della Corte d'Appello erano logiche e giuridicamente corrette.
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