LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale — Anno 2025

Pagina 4 di 8

148 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Invasione di immobile: la notifica al difensore è valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di immobile pubblico, ritenendo inammissibili le censure procedurali sulla notifica e rigettando la difesa basata sullo stato di necessità. La sentenza chiarisce che l'occupazione prolungata e il danno a terzi escludono la non punibilità, e che nuove questioni di fatto non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione.
Continua »
Reato permanente: quando inizia la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14024/2025, ha chiarito la natura del reato di invasione di edifici. Contrariamente a quanto stabilito in primo grado, la Corte ha qualificato il delitto come reato permanente e non istantaneo. Di conseguenza, il termine di prescrizione non decorre dal momento dell'invasione, ma dal giorno in cui l'occupazione abusiva cessa. La sentenza di primo grado, che aveva dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo processo.
Continua »
Ricorso per saltum: quando non è ammesso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza di non luogo a procedere emessa in fase predibattimentale non può essere impugnata con un ricorso per saltum. In un caso di presunta occupazione abusiva di un alloggio, dove il tribunale aveva prosciolto gli imputati per stato di necessità, il Pubblico Ministero ha presentato ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per saltum, convertendolo in un regolare appello e trasmettendo gli atti alla Corte d'Appello competente per la decisione.
Continua »
Notifica difensore di fiducia: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello a causa di un grave vizio procedurale. La notifica dell'udienza era stata inviata al difensore d'ufficio e non al difensore di fiducia, tempestivamente nominato dall'imputata con elezione di domicilio presso il suo studio. Tale omissione, secondo la Suprema Corte, costituisce una nullità assoluta e insanabile, violando il fondamentale diritto di difesa. Il processo dovrà quindi essere celebrato nuovamente in appello.
Continua »
Prescrizione Reato: annullata condanna per occupazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva di un immobile pubblico. La decisione si fonda su due principi cardine: l'errata applicazione di una legge penale più severa sopravvenuta al fatto (violazione del principio del favor rei) e l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha calcolato che il tempo massimo per perseguire il reato era scaduto prima della data della sentenza definitiva, estinguendo così il reato stesso e annullando la condanna senza necessità di un nuovo processo.
Continua »
Archiviazione 131 bis: inammissibile ricorso assertivo
Un direttore dei lavori impugna in Cassazione la propria archiviazione ex art. 131 bis c.p., sostenendo la sua completa innocenza e addebitando gli abusi edilizi al solo committente. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile perché generico e non supportato da prove adeguate, violando il principio di autosufficienza. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione di suolo pubblico. Viene negata l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei numerosi precedenti penali del ricorrente, che ne dimostrano l'abitualità nel commettere reati, condizione ostativa per la concessione del beneficio.
Continua »
Reato permanente: la Cassazione sull’art. 633 c.p.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18838/2025, ha ribadito che l'invasione di edifici (art. 633 c.p.) è un reato permanente. Di conseguenza, se l'occupazione illegale di un immobile prosegue nel tempo e, nel frattempo, entra in vigore una legge più severa, si applica quest'ultima. Nel caso specifico, l'imputata è stata condannata secondo la normativa più rigorosa, che prevede una pena detentiva e pecuniaria congiunte, poiché la sua condotta si è protratta anche dopo la modifica legislativa.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e occupazione abusiva
Un soggetto, condannato per occupazione abusiva di un immobile destinato ad attività commerciale non autorizzata, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, la gravità della condotta e la non esiguità del danno, derivanti dall'uso commerciale dell'immobile occupato, impediscono l'applicazione di tale beneficio.
Continua »
Prescrizione reato permanente: il termine decorre?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per invasione di edifici, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione reato permanente. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui cessa l'occupazione dell'immobile, non dalla data del suo accertamento. Poiché nel caso di specie l'occupazione era terminata ad agosto 2016, il reato si è prescritto a febbraio 2024, prima della sentenza d'appello, rendendo inevitabile l'annullamento della condanna.
Continua »
Occupazione abusiva: restare in casa popolare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva nei confronti di una donna rimasta in un alloggio popolare dopo il decesso del legittimo assegnatario, nonostante avesse il consenso dell'erede. La sentenza stabilisce che l'occupazione senza un titolo legale costituisce reato, poiché le regole di assegnazione degli alloggi pubblici non possono essere derogate da accordi privati. Il reato è procedibile d'ufficio e la lunga durata dell'occupazione impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Occupazione suolo pubblico: quando è reato? Cassazione
Un commerciante ha impugnato una condanna per il reato di invasione di terreni, sostenendo che l'aver occupato con la sua bancarella uno spazio pubblico maggiore di quello autorizzato fosse solo un'infrazione minore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'occupazione suolo pubblico oltre i limiti della concessione costituisce il reato previsto dall'art. 633 c.p. e non una semplice violazione amministrativa.
Continua »
Reato permanente: no attenuanti e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo principi chiari sul reato permanente. Viene confermato che, in assenza di elementi positivi e con precedenti penali, le attenuanti generiche possono essere negate. Inoltre, per un reato permanente come l'invasione di terreni, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è inapplicabile finché la condotta illecita non cessa.
Continua »
Invasione di terreni: quando è solo illecito civile?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta invasione di terreni, confermando l'assoluzione di due imputati. La Procura aveva impugnato la decisione, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la condotta, priva del necessario dolo, rientra nell'ambito dell'illecito civile e non in quello penale, distinguendo così la semplice occupazione dalla vera e propria invasione penalmente rilevante.
Continua »
Occupazione sine titulo: quando è reato? Analisi Cass.
Due persone sono state condannate per il reato di invasione di terreni o edifici dopo aver occupato un immobile di proprietà comunale. In loro difesa, hanno sostenuto di aver ricevuto il permesso dall'assegnatario precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che l'occupazione sine titulo di un immobile pubblico costituisce reato, rendendo irrilevante qualsiasi autorizzazione informale da parte del precedente detentore. La lunga durata dell'occupazione ha inoltre impedito l'applicazione di cause di non punibilità.
Continua »
Correlazione accusa sentenza: quando è violata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla violazione del principio di correlazione accusa sentenza. Si chiarisce che non c'è violazione se, nonostante l'omissione di un articolo di legge nell'imputazione, gli elementi del reato sono chiaramente deducibili dalla descrizione dei fatti, permettendo all'imputato di difendersi adeguatamente.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo i propri limiti come giudice di legittimità. L'ordinanza chiarisce che la Corte non può rivalutare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Viene inoltre sottolineato che i motivi di appello non sollevati nei gradi precedenti non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione, a causa dell'interruzione della 'catena devolutiva'.
Continua »
Occupazione abusiva: quando subentrare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un alloggio pubblico costituisce reato, anche quando si subentra con l'autorizzazione del precedente assegnatario. La Corte ha chiarito che l'arbitrarietà della condotta consiste nell'occupare l'immobile senza un titolo valido emesso dall'ente pubblico, rendendo irrilevante il modo in cui si è entrati. Il permesso dell'ex inquilino non può legittimare un'occupazione che elude le procedure di assegnazione pubblica. Di conseguenza, i ricorsi degli imputati sono stati respinti.
Continua »
Atto abnorme: quando il giudice può restituire atti al PM
La Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce un atto abnorme l'ordinanza con cui il giudice, in un rito abbreviato, restituisce gli atti al Pubblico Ministero dopo aver riscontrato un 'fatto diverso' (occupazione abusiva) rispetto a quello contestato (furto in abitazione). La Corte ha chiarito che tale provvedimento non crea una stasi processuale irrisolvibile, poiché il PM ha diverse opzioni legittime, come proseguire le indagini per il reato originario o esercitare l'azione penale per il nuovo reato emerso. La decisione è stata dichiarata inammissibile perché non rientrava nei casi di abnormità strutturale o funzionale definiti dalla giurisprudenza.
Continua »
Reato permanente: la legge applicabile e il tempo
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di reato permanente (occupazione abusiva), confermando la colpevolezza dell'imputato che aveva modificato una struttura preesistente. L'intervento è stato qualificato come un nuovo e autonomo reato, non una semplice continuazione dell'illecito altrui. Tuttavia, la Corte ha annullato la sentenza riguardo alla pena, stabilendo un principio fondamentale: se il capo d'imputazione delimita temporalmente la condotta (contestazione 'chiusa'), si deve applicare la legge in vigore in quel periodo, anche se successivamente è subentrata una norma più severa.
Continua »