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Art. 633 Codice Penale — Anno 2025

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148 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per occupazione abusiva. La decisione si fonda sul rigetto della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa delle modalità esecutive del reato (in concorso con altri) e della sua lunga durata, elementi che escludono la minima offensività richiesta dalla norma.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità del ricorso per cassazione. Nel caso specifico, un ricorso per reati di invasione di terreni è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha sottolineato che un ricorso non può essere una mera riproposizione di censure precedenti, ma deve confutare puntualmente le ragioni della decisione di secondo grado. La decisione conferma l'orientamento consolidato sull'inammissibilità del ricorso per cassazione aspecifico.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per invasione di terreni. I motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la condanna e le statuizioni civili, evidenziando la genericità e manifesta infondatezza del ricorso.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e reiterativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per occupazione abusiva di immobile. Il ricorso è stato ritenuto generico e meramente ripetitivo delle argomentazioni già respinte in appello, senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata. La Corte ha sottolineato che non possono essere introdotte nuove censure in Cassazione se non sollevate nei gradi precedenti.
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Prescrizione reato permanente: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un reato permanente, come l'invasione di edifici, la prescrizione inizia a decorrere dalla data della prima sentenza di condanna, anche se questa viene successivamente annullata per un vizio di forma. La Corte ha chiarito che tale annullamento non rende la sentenza 'inesistente' e che l'atto conserva l'effetto di 'consumare' il reato, facendo così partire il termine di prescrizione. Di conseguenza, il reato nel caso di specie è stato dichiarato estinto.
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Furto di energia elettrica: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto di energia elettrica. L'ordinanza sottolinea come i motivi del ricorso non affrontino adeguatamente la motivazione della sentenza d'appello, che aveva già riconsiderato la pena tenendo conto delle modalità del fatto e della personalità dell'imputata. La decisione comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre il termine di 15 giorni dalla notifica della sentenza d'appello. Il caso evidenzia l'importanza cruciale del rispetto del termine impugnazione nel processo penale, specialmente nei procedimenti con rito cartolare, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Legittimazione sequestro preventivo: chi può opporsi?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'area e di alcuni veicoli. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione del ricorrente, il quale, non essendo proprietario del terreno e non avendo provato alcun diritto sui mezzi, mancava dell'interesse concreto e attuale alla restituzione, requisito fondamentale per poter impugnare il provvedimento. La sentenza ribadisce i limiti del ricorso in Cassazione in materia di misure cautelari reali.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un indagato avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. ad opera della legge n. 103/2017, che ha soppresso la facoltà per l'imputato o l'indagato di proporre personalmente ricorso, rendendo necessaria l'assistenza di un difensore abilitato.
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Impugnazione inammissibile: la Cassazione annulla
Un caso di occupazione di immobile arriva in Cassazione a seguito di una condanna in appello che ribaltava un'assoluzione di primo grado. La Suprema Corte rileva una grave anomalia procedurale: il Pubblico Ministero aveva proposto appello contro l'assoluzione del Giudice di Pace, mentre la legge prevedeva solo il ricorso per cassazione. Questa impugnazione inammissibile ha reso il Tribunale d'appello funzionalmente incompetente. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza d'appello, ha convertito l'appello in ricorso e, esaminandolo, ha annullato anche la sentenza di primo grado per vizi di motivazione, rinviando il caso al Giudice di Pace per un nuovo giudizio.
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Confisca allargata: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della confisca allargata di un'auto e una moto nei confronti di due soggetti condannati per reati di droga. La sentenza sottolinea che, una volta dimostrata la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, spetta all'imputato fornire una prova concreta e specifica della loro provenienza lecita, non essendo sufficienti giustificazioni generiche o l'intestazione fittizia a terzi.
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Occupazione abusiva: si paga l’ICI? Novità dalla Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11002/2025, ha rinviato a pubblica udienza un caso relativo al pagamento dell'ICI su un immobile soggetto a occupazione abusiva. La decisione è stata influenzata da una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 60/2024) che ha esentato dal pagamento dell'IMU i proprietari di immobili occupati che abbiano sporto denuncia. La Cassazione dovrà ora valutare se tale principio possa estendersi anche all'ICI, mettendo in discussione l'orientamento precedente che obbligava comunque al pagamento.
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Invasione di terreni: la Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15958/2025, ha chiarito la natura del reato di invasione di terreni. Il caso riguardava tre persone condannate per l'occupazione abusiva di terreni comunali. Uno dei ricorrenti sosteneva di non aver compiuto l'atto di invasione iniziale, ma di essere solo subentrato ai genitori. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il reato di invasione di terreni si configura ogni volta che si occupa un immobile 'sine titulo', ovvero senza un titolo legittimo, includendo quindi anche chi subentra consapevolmente in una detenzione illegittima altrui. La Corte ha inoltre precisato le regole per il calcolo della prescrizione e della pena applicabile in caso di reato permanente.
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Pena delitto tentato: l’errore nel calcolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello per un errore nel calcolo della pena delitto tentato. Il giudice di secondo grado, nel riqualificare un reato in tentata occupazione abusiva di immobile, ha omesso di applicare la specifica riduzione di pena prevista per il tentativo, basando la sanzione sulla forbice edittale del reato consumato. La Suprema Corte ha ribadito che la diminuzione per il tentativo è obbligatoria e ha rinviato il caso per una corretta rideterminazione della pena.
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IMU leasing risolto: chi paga? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10421/2025, ha chiarito la responsabilità ai fini IMU in caso di contratto di leasing risolto con immobile occupato abusivamente. Una società di leasing aveva impugnato un avviso di accertamento IMU per un immobile non restituito dopo la risoluzione del contratto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva del tributo ricade sul proprietario (la società di leasing) e non sull'occupante, a meno che il proprietario non dimostri di aver sporto formale denuncia per l'occupazione abusiva. L'inerzia del proprietario nel tutelare il proprio diritto esclude la possibilità di esenzione dal tributo.
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Soggetto passivo IMU: chi paga dopo il leasing?
Una società di leasing ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un immobile il cui contratto di leasing era stato risolto, ma che era rimasto occupato da un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione per occupazione abusiva, il proprietario deve dimostrare di aver agito tempestivamente con una denuncia. La mancata azione legale è stata interpretata come tolleranza, confermando che il proprietario è il soggetto passivo IMU.
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Particolare tenuità del fatto e reati permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per invasione di terreni. Si è stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile ai reati permanenti, come l'invasione, finché la condotta illecita perdura, a causa della continua compressione del bene giuridico tutelato.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di immobile pubblico. La Corte chiarisce che il reato di cui all'art. 633 c.p. si configura anche quando una persona, inizialmente ospitata, rimane nell'abitazione dopo l'allontanamento dell'assegnatario, comportandosi come proprietario. Il termine 'invasione' indica un'occupazione arbitraria e 'contra ius', a prescindere dal pacifico ingresso iniziale.
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Invasione di edifici: da quando decorre la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14493/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo al reato di invasione di edifici. Il caso riguardava una persona condannata per aver occupato abusivamente un immobile comunale. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto, calcolando il termine dalla data di inizio dell'occupazione. La Suprema Corte ha respinto questa tesi, qualificando l'invasione di edifici come reato permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione non decorre dall'inizio dell'occupazione, ma dalla data della sentenza di condanna di primo grado, momento in cui la condotta illecita permanente si considera cessata.
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Carico urbanistico: sequestro anche se usi la casa poco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il sequestro preventivo di un immobile abusivo. Il ricorrente sosteneva che l'uso solo estivo dell'edificio escludesse il pericolo di aggravamento del reato. La Corte ha invece confermato che il 'carico urbanistico', ovvero l'impatto su traffico, scarichi e ambiente, sussiste anche con un utilizzo saltuario, giustificando pienamente la misura cautelare per proteggere il territorio.
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