LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale — Anno 2024

Pagina 8 di 8

151 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Interesse ad impugnare: sequestro e non titolarità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona indagata per l'occupazione abusiva di un immobile pubblico. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse ad impugnare, poiché l'indagata, non essendo proprietaria del bene, non avrebbe potuto ottenerne la restituzione neanche in caso di annullamento del sequestro preventivo. La sentenza ribadisce che per impugnare una misura cautelare reale non basta essere la persona sottoposta a indagini, ma è necessario dimostrare un interesse pratico e attuale alla rimozione del vincolo.
Continua »
Interesse ad impugnare: quando manca per il sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro preventivo di un immobile di proprietà comunale che occupava. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse ad impugnare, poiché il ricorrente, non essendo proprietario né titolare di altro diritto, non avrebbe potuto ottenere la restituzione del bene neanche in caso di annullamento del sequestro.
Continua »
Occupazione abusiva demanio: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per occupazione abusiva del demanio, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La sentenza chiarisce che la società concessionaria è legittimata a costituirsi parte civile se, al momento del fatto, aveva la disponibilità giuridica dell'area, anche in pendenza di un complesso iter amministrativo per il rilascio definitivo della concessione.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per violazione di sigilli. La Corte ha confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando la gravità della condotta, la sua non occasionalità e i numerosi e gravi precedenti penali della ricorrente.
Continua »
Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità, sostenendo di agire per un bisogno abitativo. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità è applicabile solo in caso di pericolo attuale, grave e transitorio, non per risolvere una necessità abitativa permanente, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per un reato permanente. I motivi del ricorso sono stati giudicati in parte reiterativi di argomentazioni già respinte in appello e in parte manifestamente infondati. In particolare, la Corte ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici del ricorrente e della natura protratta della condotta. Ha inoltre confermato la corretta determinazione della sanzione, basata sulla legge vigente al momento della cessazione del reato permanente.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha sottolineato che non è sufficiente ripetere le stesse argomentazioni, ma è necessario confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione ha anche confermato la correttezza del calcolo delle attenuanti generiche.
Continua »
Giudicato parziale: quando la condanna è definitiva
Un individuo, condannato per furto aggravato di energia elettrica, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato non fosse più procedibile per una modifica legislativa. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo il principio del 'giudicato parziale': la dichiarazione di colpevolezza era già diventata definitiva e intangibile a seguito di una precedente decisione, anche se la discussione sulla pena era ancora aperta. La sentenza ha quindi confermato che le modifiche procedurali successive non possono invalidare una condanna passata in giudicato.
Continua »
Occupazione abusiva di terreno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per l'occupazione abusiva di terreno comunale. Nonostante una precedente assoluzione per fatti simili, la Corte ha stabilito che la successiva e legittima assegnazione del terreno a un altro soggetto ha creato una nuova situazione giuridica, rendendo la continua occupazione un nuovo reato. La Corte ha inoltre chiarito che, trattandosi di reato perdurante, il termine di prescrizione decorre dalla sentenza di primo grado.
Continua »
Obbligo di motivazione per reato continuato: il caso
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per spaccio e invasione di edifici. Sebbene la colpevolezza sia stata confermata, la Corte ha riscontrato un vizio nell'obbligo di motivazione relativo all'aumento di pena per il reato satellite (invasione di edifici), ritenendo insufficiente la giustificazione fornita dalla Corte d'Appello. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione della pena, sottolineando l'importanza di una motivazione specifica per ogni aumento nel contesto del reato continuato.
Continua »
Ricorso inammissibile: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per occupazione abusiva. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello e sulla mancata produzione, da parte della difesa, di una precedente sentenza necessaria a valutare la richiesta di continuazione tra reati. La Corte ribadisce che l'onere della prova in tal senso spetta all'imputato nel giudizio di cognizione.
Continua »