L'Imputato ha manomesso uno sportello bancomat appartenente a un istituto di credito, bloccando il meccanismo di uscita del denaro per appropriarsi di sessanta euro. Sorpreso dalle forze dell'ordine, ha opposto resistenza ed è successivamente diventato latitante. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha precisato che la remissione di querela presentata da un cliente dell'istituto non estingue il reato, in quanto l'unica persona offesa della somma sottratta dallo sportello è la banca. Inoltre, il risarcimento del danno ai fini dell'estinzione del reato deve essere tempestivo, spontaneo e indirizzato alla reale vittima prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. Il furto è stato ritenuto consumato poiché l'Imputato ha conseguito un'autonoma disponibilità della refurtiva. Il ricorso è stato rigettato.
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