Un conducente ha perso il controllo della propria auto urtando un veicolo regolarmente parcheggiato. Gli accertamenti medici hanno rilevato un tasso alcolemico di 1,64 g/l, configurando il reato di guida in stato di ebbrezza. L'imputato ha contestato la validità del prelievo ematico e ha richiesto l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il consenso al prelievo era stato validamente prestato e che l'elevato tasso alcolemico, unito alla causazione di un incidente, impedisce di considerare il fatto come lieve. Inoltre, il risarcimento del danno non riduce la pena in questo specifico reato, poiché la legge tutela la sicurezza pubblica e non il patrimonio dei singoli.
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