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Art. 62 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

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305 provvedimenti

Altri anni per Art. 62 Codice Penale

Estorsione e spaccio: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione e spaccio di droga nei confronti di un imputato. Il ricorso, basato sulla presunta inattendibilità delle testimonianze e sulla severità della pena, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che la motivazione della Corte d'Appello era adeguata e logica sia sulla responsabilità che sulla quantificazione della pena.
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Furto in abitazione: Cassazione su recidiva e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione, avvenuto nel magazzino privato di un locale pubblico. La Corte ha confermato che tale luogo rientra nella nozione di 'privata dimora' ai fini del reato. Inoltre, ha ribadito un importante principio in materia di recidiva qualificata, stabilendo che i limiti all'aumento di pena non incidono sul calcolo dei termini di prescrizione, che seguono parametri oggettivi. La sentenza ha quindi escluso l'estinzione del reato.
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Querela per furto: chi può denunciare il reato?
Una donna, condannata per furto consumato e tentato in un supermercato, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la validità della querela sporta da un capo reparto. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la querela per furto è valida se presentata da chiunque abbia una 'detenzione qualificata' dei beni, come un responsabile di reparto. La sentenza chiarisce anche la distinzione tra furto consumato, che si perfeziona con l'acquisizione del dominio esclusivo sulla merce, e il tentativo.
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Mancanza di querela: furto e la Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto aggravato commesso in un supermercato. La decisione si fonda sulla sopravvenuta procedibilità a querela del reato, introdotta dalla Riforma Cartabia. Poiché le vittime avevano sporto semplice denuncia senza una formale istanza di punizione, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità dell'azione penale per mancanza di querela, assorbendo ogni altra doglianza.
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Responsabilità manutenzione barriere: la Cassazione
In un tragico caso di incidente stradale, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna dei vertici di una società concessionaria autostradale per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. La sentenza stabilisce che la responsabilità per la manutenzione delle barriere di sicurezza non è delegabile e ricade sull'intera catena di comando, fino all'Amministratore Delegato. Il cedimento delle barriere, dovuto a grave corrosione, è stato ritenuto causa diretta della tragedia, evidenziando una colpa nell'omessa programmazione di interventi di riqualificazione e manutenzione, considerati un obbligo primario per la sicurezza degli utenti.
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