La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15956/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina aggravata, resistenza e lesioni. Il caso origina da una truffa ai danni di un'anziana, degenerata in rapina. La Corte ha stabilito che il complice, pur avendo pianificato solo la truffa, risponde della rapina a titolo di concorso anomalo, poiché l'uso della violenza era uno sviluppo logico e prevedibile del piano criminoso. Inoltre, ha ribadito che la rapina si considera consumata nel momento in cui l'agente acquisisce l'autonoma disponibilità dei beni, anche se per un tempo brevissimo e seguito da un immediato arresto.
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