La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26345/2025, ha confermato la condanna per il reato di riciclaggio di veicoli a carico di due soggetti sorpresi a smontare un'auto di provenienza furtiva. La Corte ha chiarito che la 'cannibalizzazione' del veicolo, finalizzata a rivenderne i pezzi, costituisce un'operazione idonea a ostacolare l'identificazione della sua origine delittuosa, integrando così il delitto di riciclaggio e non la meno grave ricettazione. È stato inoltre ribadito che per la configurabilità del concorso di persone nel reato non è necessario un previo accordo, essendo sufficiente un contributo materiale alla condotta collettiva con la consapevolezza del fine illecito.
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