La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23116/2025, ha confermato una condanna per estorsione, chiarendo la distinzione con la truffa. Il caso riguardava una finta richiesta di risarcimento per un incidente. Secondo la Corte, un contesto intimidatorio (luogo isolato, superiorità numerica) configura una minaccia implicita che non inganna, ma costringe la vittima a pagare. La Corte ha però annullato la sentenza con rinvio su un punto specifico: la mancata valutazione dell'attenuante per il risarcimento del danno, che era stato offerto dall'imputato prima del processo.
Continua »