La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un individuo, nonostante la modesta quantità di droga sequestrata (2,31 gr di crack). La decisione si fonda sul principio dell'abitualità dello spaccio, dimostrata da vari elementi: il possesso di numerose banconote, un cellulare con doppia SIM e, soprattutto, le dichiarazioni di un acquirente su precedenti acquisti. I giudici hanno stabilito che questi fattori, nel loro insieme, delineano un'attività criminale non occasionale, impedendo così il riconoscimento di qualsiasi attenuante o della particolare tenuità del fatto. L'appello dell'imputato è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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