Un'organizzazione gestiva il traffico internazionale di sigarette tra l'estero e il territorio italiano con una precisa divisione di compiti, depositi logistici e automezzi dedicati. La Corte di Cassazione ha valutato la configurabilità del delitto di associazione per contrabbando di tabacchi. I giudici hanno confermato la condanna a tre anni di reclusione per Il Promotore, accertando il suo ruolo direttivo e decisionale, oltre alla stabilità della rete operativa. Al contrario, la Suprema Corte ha accolto il ricorso de Il Trasportatore. Nei confronti di quest'ultimo, i giudici di merito hanno omesso una motivazione specifica e solida sulla reale e consapevole adesione al sodalizio criminale, basandosi unicamente su generici contatti telefonici privi di riscontri oggettivi.
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