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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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523 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso per Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per Cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, escludendo la possibilità per la parte di agire in proprio in questa sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore abilitato. L'imputato, condannato per ricettazione, è stato anche condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione in materia di ricettazione, poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato. La decisione si fonda su una modifica legislativa che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione penale: inammissibile se non firmato
Una persona, condannata per invasione di immobile, ha presentato personalmente ricorso alla Corte Suprema. La Corte ha dichiarato il ricorso cassazione penale inammissibile perché, secondo la legge, l'atto deve essere sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. La proponente è stata quindi condannata a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un imputato condannato per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile poiché proposto personalmente dall'imputato e non sottoscritto da un difensore abilitato. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma del 2017, la rappresentanza tecnica di un avvocato cassazionista è un requisito formale indispensabile, la cui mancanza comporta l'inammissibilità dell'atto e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: il sequestro non si tocca
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di sequestro preventivo su un immobile. L'imputato sosteneva che il reato fosse stato commesso dal padre defunto, ma la Corte ha stabilito che, dopo il rinvio a giudizio, non è più possibile contestare la sussistenza degli indizi di reato (fumus commissi delicti). L'inammissibilità è stata rafforzata da vizi procedurali, come il deposito di memorie difensive da parte dell'imputato personalmente, atto non consentito in Cassazione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non sottoscritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per ricettazione. L'appello era stato proposto personalmente dall'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. La Corte ha ribadito che neanche la firma di un avvocato non cassazionista può sanare il vizio, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per danneggiamento. La decisione si basa sulla norma che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, escludendo la possibilità per la parte di agire in autonomia. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di appello. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso per cassazione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Traduzione sentenza imputato straniero: è sempre nulla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di quattro imputati stranieri condannati per tentata rapina a seguito di patteggiamento. La difesa contestava la mancata traduzione della sentenza, ma la Corte ha stabilito che la rinuncia alla traduzione, avvenuta con l'assistenza di un interprete e di un avvocato, era valida. La sentenza chiarisce che l'omessa traduzione di una sentenza di patteggiamento non costituisce di per sé motivo di nullità.
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Revisione proscioglimento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47736/2024, ha stabilito che l'istituto della revisione non è applicabile alle sentenze di proscioglimento, neanche quando queste comportino l'applicazione di una misura di sicurezza restrittiva della libertà personale. Il caso riguardava un soggetto assolto per vizio totale di mente ma sottoposto a ricovero in casa di cura. La Corte ha ribadito che la revisione è un rimedio straordinario riservato esclusivamente al 'condannato' per rimuovere gli effetti di un giudicato di condanna, e non di assoluzione. Di conseguenza, la questione sulla 'revisione proscioglimento' è stata respinta, confermando che l'assenza dello status di condannato preclude l'accesso a tale strumento processuale.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per tentata rapina. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La Corte ha inoltre rigettato la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non viola il diritto di difesa.
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Ricorso per Cassazione: l’errore che lo rende nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione poiché sottoscritto da un avvocato non iscritto all'albo speciale. La sentenza sottolinea che tale vizio formale, previsto dall'art. 613 del codice di procedura penale, non può essere sanato successivamente, portando alla condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un sequestro probatorio poiché presentato personalmente dall'indagata. La decisione ribadisce che, dopo la Riforma Orlando, ogni ricorso in cassazione penale deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, senza eccezioni per la materia cautelare.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, escludendo la possibilità per la parte di agire autonomamente in questa sede.
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Ricorso per cassazione sottoscritto dall’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per tentata rapina. La decisione si fonda sul fatto che l'atto era stato sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato, violando le modifiche procedurali introdotte dalla legge n. 103 del 2017. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione: Inammissibile se personale
Un imputato, condannato per ricettazione, ha presentato personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: a seguito della riforma del 2017, il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. La Corte ha anche respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando la piena validità della norma processuale.
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Ricorso per cassazione firmato dall’imputato: è nullo
Un imputato, condannato per truffa e altri reati, presenta personalmente un ricorso per cassazione. La Corte Suprema lo dichiara inammissibile perché la legge impone che l'atto sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. La firma del difensore apposta solo per 'accettazione e autentica' non è sufficiente a sanare il vizio procedurale, rendendo la sentenza di condanna definitiva.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sull'art. 613 c.p.p., che richiede l'assistenza di un avvocato abilitato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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