LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 589 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Pagina 6 di 6

114 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: no ricorso sulla pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la misura della pena decisa in appello. La sentenza impugnata era basata su un "concordato in appello", un accordo tra accusa e difesa sulla pena. Secondo la Corte, l'accettazione di tale accordo e la contestuale rinuncia agli altri motivi di appello creano una preclusione processuale che impedisce di contestare successivamente la pena concordata, rendendo il ricorso per cassazione inammissibile.
Continua »
Concordato in appello: no ricorso sulla pena
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44249/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la pena patteggiata tramite un concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena e la rinuncia agli altri motivi di impugnazione creano una preclusione processuale, impedendo qualsiasi successiva contestazione, anche in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. La rinuncia era motivata dalla revoca della misura cautelare impugnata, che ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che il ricorrente non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali né di sanzioni pecuniarie, poiché non si configura un'ipotesi di soccombenza.
Continua »
Pena concordata in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44233/2024, ha dichiarato inammissibili due ricorsi in materia di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La decisione chiarisce che la pena concordata in appello preclude il ricorso in Cassazione, salvo i casi di pena palesemente illegale. Inoltre, la Corte ha ribadito che la mancata impugnazione di uno specifico motivo in appello impedisce di beneficiare dell'eventuale accoglimento dello stesso motivo sollevato da altri coimputati.
Continua »
Accordo processuale: quando l’appello è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo processuale in appello per una riduzione di pena per estorsione aggravata, ha tentato di impugnare la sentenza in Cassazione contestando proprio le basi dell'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sia per la rinuncia presentata dalla difesa, sia perché l'accordo sulla pena è un negozio giuridico unitario e vincolante, che non può essere modificato unilateralmente in un momento successivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza di ricusazione, ha successivamente effettuato una rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore. La Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la rinuncia è un atto formale e irrevocabile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p., che non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia appello penale: basta la procura speciale?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della rinuncia all'impugnazione presentata dal difensore tramite un atto scritto, a condizione che sia munito di procura speciale. Nel caso specifico, un'imputata aveva contestato l'inammissibilità del suo riesame, basata su una rinuncia, sostenendo che la sua assenza la invalidasse. La Corte ha rigettato il ricorso, distinguendo tra la rinuncia orale in udienza (che richiede la presenza dell'assistito) e quella scritta con procura, ritenuta pienamente valida.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dal difensore dell'imputato. Il caso verteva su un'ordinanza di inammissibilità di un riesame per un sequestro preventivo. La Suprema Corte ha ribadito che la rinuncia al ricorso è un atto formale e irrevocabile che preclude qualsiasi valutazione nel merito, determinando l'automatica inammissibilità dell'impugnazione stessa.
Continua »
Rinuncia all’impugnazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva una tacita rinuncia all'impugnazione da parte del pubblico ministero. La Corte ha ribadito che la rinuncia all'impugnazione è un atto formale che deve essere espresso in modo chiaro ed inequivocabile, non potendo essere desunto dalle conclusioni formulate in udienza.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si basa sulla formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente stesso. La Corte ha ribadito che la rinuncia è un atto processuale formale, irrevocabile e recettizio, che impedisce qualsiasi valutazione nel merito e comporta automaticamente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reformatio in peius: la pena non può essere peggiorata
La Corte di Cassazione ha annullato l'aumento di una pena pecuniaria deciso in appello, riaffermando il principio del divieto di "reformatio in peius". Il caso riguardava un imputato condannato per violazione della legge sugli stupefacenti. Sebbene la pena pecuniaria inflitta in primo grado fosse illegale perché inferiore al minimo di legge, la Corte ha stabilito che, in assenza di un valido appello del Pubblico Ministero, la sanzione non poteva essere peggiorata. La decisione sottolinea come la tutela dell'imputato prevalga sulla necessità di correggere un errore a suo danno.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Una società di costruzioni, dopo aver impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo, presenta una dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accogliendo la rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che la rinuncia è un atto formale e irrevocabile che preclude ogni valutazione nel merito, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: i termini per la richiesta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione, il quale aveva presentato un'istanza di concordato in appello il giorno stesso dell'udienza. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., tale richiesta deve essere depositata, a pena di decadenza, almeno quindici giorni prima della data fissata per l'udienza. La tardività della richiesta ha reso impossibile l'accesso a tale procedura, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Pena concordata in appello: limiti al ricorso
Un imputato ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione di attenuanti generiche in una sentenza che applicava una pena concordata in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo tra le parti sulla pena preclude al giudice la possibilità di valutare d'ufficio questioni rinunciate, come le attenuanti non incluse nell'accordo stesso.
Continua »