Tre individui sono stati condannati per reati legati alla contraffazione documenti di identità. Inizialmente accusati di possesso e fabbricazione di documenti falsi, la Corte d'Appello ha riqualificato la condotta per due di loro (L'Indagato 2 e L'Indagato 3) in falsità materiale commessa da privato, poiché non avevano il possesso diretto dei documenti, ma le loro foto erano presenti e c'era un legame con un'associazione per rapine. L'Indagato 1 ha mantenuto l'accusa originaria. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando le condanne, la riqualificazione, l'applicazione della recidiva e la dosimetria della pena. La Corte ha ribadito che avere la propria foto su un documento falso implica partecipazione alla contraffazione.
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