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Art. 393-bis Codice Penale — Sezione Settima Penale

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336 provvedimenti

Altri anni per Art. 393-bis Codice Penale

Ricorso inammissibile per resistenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per resistenza. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la corretta applicazione della legge. Di conseguenza, il ricorso inammissibile comporta la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera riproduzione di argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito. La Suprema Corte ha sottolineato che il giudizio di legittimità non consente un riesame dei fatti, ma solo una verifica della corretta applicazione della legge. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione legittima: quando è esclusa dall’art. 393-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo che invocava la reazione legittima contro agenti di polizia. La Corte ha ritenuto l'intervento degli agenti pienamente legittimo, data la somiglianza del ricorrente con un latitante e altri elementi indiziari, escludendo così l'applicabilità dell'art. 393-bis cod. pen. e confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile: motivi non consentiti e costi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi addotti erano una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti nei gradi di merito e, pertanto, non consentiti in sede di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è solo doglianza di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché le argomentazioni del ricorrente si limitavano a contestare la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove (mere doglianze di fatto), senza sollevare questioni sulla corretta applicazione della legge. Questa decisione ribadisce che la Cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito, ma un organo di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché i motivi presentati erano generici, limitandosi a riproporre censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha confermato la decisione di non concedere le attenuanti generiche, data la personalità negativa dell'imputato e la gravità dei fatti, e ha ribadito che la revoca di precedenti sospensioni condizionali della pena è un effetto automatico per legge della nuova condanna.
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Ricorso inammissibile: quando le censure sono generiche
Un soggetto, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi addotti erano generici, limitandosi a riproporre censure già vagliate dalla Corte d'Appello e non confrontandosi con la puntuale motivazione della sentenza impugnata, sia in merito alla responsabilità che alla pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando le censure sono generiche
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e meramente riproduttivi di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza un confronto critico con le motivazioni della sentenza impugnata. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati, in quanto riproduttivi di censure già adeguatamente respinte nel grado precedente e miranti a una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della valutazione delle prove, della ritenuta recidiva e del trattamento sanzionatorio, inclusa la mancata concessione delle attenuanti generiche.
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Ricorso inammissibile: quando le ragioni sono generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati generici, aspecifici e, in un caso, meramente oppositivi alla ricostruzione dei fatti. La decisione sottolinea che per contestare una condanna non basta un dissenso generico, ma servono argomentazioni specifiche e giuridicamente fondate. La conseguenza è la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: resistenza e concorso persone
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da quattro individui condannati per resistenza collettiva. I motivi, incentrati sulla configurabilità di una scriminante e sul concorso di persone, sono stati ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. La Corte ha confermato la decisione di merito, che si basava su prove video e fotografiche, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Reazione a pubblico ufficiale: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per lesioni e violenza a seguito di un controllo di polizia durante la crisi pandemica. Il ricorrente aveva invocato la scriminante della reazione a pubblico ufficiale, ma la Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che l'appello non specificava in cosa consistesse l'asserita illegittimità dell'operato degli agenti e che la condotta violenta escludeva la concessione di attenuanti.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: il fatto
Un individuo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi sollevati, relativi alla reazione ad atti arbitrari e alla richiesta di attenuanti, sono stati considerati mere critiche sulla ricostruzione dei fatti, non ammesse nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha confermato che non può riesaminare il merito della vicenda, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso generico in Cassazione: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione, ritenendolo un ricorso generico. Gli appellanti avevano invocato la legittima difesa e contestato l'attendibilità di un testimone, ma la Corte ha stabilito che tali motivi costituivano un tentativo di riesaminare il merito dei fatti, compito non spettante al giudice di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Atto arbitrario pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19693/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sentenza della Corte d'Appello di Bari. Il caso verteva sulla presunta reazione a un atto arbitrario del pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti è di competenza esclusiva dei giudici di merito e ha confermato la corretta distinzione, operata dalla Corte d'Appello, tra atto meramente illegittimo e atto arbitrario, quest'ultimo unico presupposto per una causa di giustificazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione atti arbitrari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La difesa, basata sulla scriminante della reazione atti arbitrari (art. 393-bis c.p.), è stata rigettata poiché la versione dei fatti dell'imputato era stata giudicata inattendibile dalla corte di merito con una motivazione logica e completa, non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: no a fatti alternativi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza. La ricorrente ha proposto una versione alternativa dei fatti, senza però contestare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma verificare la corretta applicazione della legge, condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'ordinanza sottolinea che i motivi di ricorso non possono essere una mera riproposizione di argomentazioni già respinte e che la violenza usata per impedire l'identificazione da parte degli agenti integra il reato di resistenza. La Corte ha escluso sia la scriminante della reazione ad un atto arbitrario, non ravvisando alcuna arbitrarietà nell'operato degli agenti, sia la particolare tenuità del fatto per le lesioni, a causa delle gravi modalità della condotta.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un dipendente della Polizia Municipale è stato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nei confronti di un superiore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo un punto fondamentale: per configurare il reato, l'offesa deve avvenire in presenza di almeno due persone. La Corte ha specificato che anche altri pubblici ufficiali presenti possono essere considerati come 'pubblico' ai fini della norma, a meno che non si dimostri che la loro presenza fosse strettamente legata all'atto d'ufficio che ha generato la condotta oltraggiosa.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e sulla genericità dei motivi d'appello, i quali non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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