La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro condannato per l'impiego di lavoratori stranieri irregolari e per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva contestato la sussistenza del dolo e invocato la causa di non punibilità della reazione ad atti arbitrari dei pubblici ufficiali. La Suprema Corte ha confermato la condanna, rilevando che l'imputato era pienamente consapevole dell'irregolarità dei dipendenti, avendo persino rimproverato questi ultimi per aver chiamato le forze dell'ordine. Inoltre, è stata esclusa qualsiasi condotta abusiva da parte degli agenti, escludendo così la scriminante per la resistenza a pubblico ufficiale. Infine, i giudici hanno negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, confermando la pena di un anno di reclusione e cinquemila euro di multa.
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